---
title: Lunga vita all’ufficio
description: "L'ufficio non è morto. Anzi, nell'era post Covid, si prepara a essere più dinamico che mai, con spazi nuovi dedicati ad attività precise."
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2021/01/lunga_vita_ufficio.jpg
date: 2021-01-13
modified: 2025-09-09
author: Giorgia Pacino
url: https://www.paroledimanagement.it/lambiente-di-lavoro/lunga-vita-allufficio/
categories: [Risorse Umane, Ambiente di lavoro, Organizzazione, Dall’estero]
tags: [Smart working, Covid, ufficio, workplace]
---

# Lunga vita all’ufficio

![Lunga vita all’ufficio](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2021/01/lunga_vita_ufficio.jpg)

Svuotato dalla pandemia e messo a dura prova dal distanziamento sociale, **l’ufficio così come lo conosciamo non è affatto morto**. Anzi, si prepara a essere più dinamico che mai nell’era post Covid-19. L’abilità di lavorare da remoto, acquisita in questi mesi da milioni di persone in tutto il mondo, consentirà a molti di **vivere e lavorare in modi e spazi nuovi**, è vero, ma senza porre fine alla lunga storia dei luoghi di lavoro.

**Anche prima dell’avvento del Coronavirus, si era avuto qualche primo segnale di cambiamento**. Nel 2018, la migrazione di net company verso New York, Los Angeles e San Francisco era negativa, nonostante l’economia statunitense crescesse a ritmi pari al 2,9%. E città calamita per i giovani talenti, come Londra e Parigi, stavano vivendo un declino simile.

La spiegazione accettata allora da tutti – l’alto costo degli immobili e i limiti alla costruzione di nuovi edifici in quelle città – ha oscurato **altre variabili che stavano già destabilizzando il tradizionale mercato degli uffici**. Attorno alla metà del primo decennio del Nuovo Millennio, società come Amazon, Google, Apple e tante altre stavano già **frazionando il proprio quartier generale in una molteplicità di sedi** differenti. Stripe, una delle startup di maggior valore, era già un passo avanti e nel 2019 ha attivato un **hub remoto**, sperando di intercettare gli ingegneri di talento, stimati nel 99,74%, che vivono fuori dalle aree metropolitane delle quattro sedi fisiche della società concentrate a San Francisco, Seattle, Dublino e Singapore.

Per le società che crescono a ritmi veloci, essere in grado di **intercettare talenti ovunque** è diventato più importante che avere a disposizione tutti i team di lavoro in un unico luogo. Ed è cambiato il modo di cercare nuovi talenti: ciò che conta nella nuova classe di creativi **non è tanto dove vivono, ma se hanno la capacità di vivere e lavorare ovunque**.

## Lo spazio di lavoro come leva di attrazione

Nel frattempo, **anche i talenti hanno cominciato a guardare con nuovi occhi l’ufficio**. Nel 2019, Leesman, società che misura l’esperienza dei dipendenti, ha analizzato il modo in cui **il luogo di lavoro influenza produttività, orgoglio e pure il divertimento** dei lavoratori. Dall’indagine condotta su 719mila intervistati in 4.771 aziende di tutto il mondo, è emerso come per il 40% dei dipendenti il proprio *workplace* non consenta di lavorare in modo produttivo.

Poi è arrivata la pandemia e con essa molti hanno rivalutato le proprie preferenze. Numerose *survey*, condotte già ai tempi del *lockdown* della primavera 2020, hanno rivelato che **la maggior parte delle persone è felice di continuare a lavorare a distanza**. I dati, però, dicono ancora poco su quel che avverrà in futuro: chi all’inizio aveva apprezzato l’Home working potrebbe scoraggiarsi di fronte a tempi sempre più lunghi e coloro che durante il *lockdown* hanno dovuto gestire figli e coinquilini potrebbero salutare con più gioia la disponibilità di spazi nuovi.

**L’ufficio**, in definitiva, potrebbe diventare **sempre più simile a un prodotto di consumo**. Come tale, chiamato ad adeguarsi alle necessità di chi lo utilizza con **spazi dedicati ad attività specifiche**: lavoro individuale, brainstorming con il team, presentazioni ai clienti, formazione dei dipendenti. **Il cambiamento sarà graduale, ma decisivo** e ogni ufficio dovrà essere sempre più focalizzato sull’individuo e sui suoi bisogni.

Fonte: *The New York Times*
