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title: "A lezione di lavoro con l&#8217;alternanza formativa"
description: Massagli nel suo libro analizza i dispositivi didattici più interessanti per sviluppare le competenze degli studenti.
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date: 2023-09-26
modified: 2025-09-08
author: Alessia Stucchi
url: https://www.paroledimanagement.it/libri-management/a-lezione-di-lavoro-con-lalternanza-formativa/
categories: [Scuola, Libri per il management]
tags: [impresa didattica, Emmanuele Massagli, apprendistato, alternanza formativa]
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# A lezione di lavoro con l&#8217;alternanza formativa

![A lezione di lavoro con l&#8217;alternanza formativa](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2023/09/AdobeStock_345338271.jpeg)

È il passaggio di Giovannino Guareschi su Gigino, un ragazzo svogliato nello studio, ma che scopre la propria vocazione in officina, ad aprire le pagine del libro di **Emmanuele Massagli** dal titolo ***La didattica esperienziale. Apprendistato e impresa didattica nei percorsi del secondo ciclo di istruzione e formazione*** (Studium, 2023). Un quadro, quello degli Anni 50, che tratteggia il ricorso a una manualità lavorativa, fuori dall’aula e sotto lo sguardo di un maestro. È una immagine ormai svanita o è replicabile con il metodo dell’**alternanza formativa**? L’autore, **Presidente di Adapt e dell’Associazione italiana welfare aziendale** (Aiwa), **ricercatore presso l’Università Lumsa**, analizza sotto il profilo dottrinale ed esperienziale i **dispositivi didattici** più interessanti per sviluppare le **competenze degli studenti**.

L’**allontanamento tra aula e lavoro** è il prodotto di una **concezione svilente dell’attività professionalizzante**, che si è accentuata nel periodo post pandemico. Non solo: sempre più studenti si allontanano dalle scuole professionali, ma, come sottolinea Massagli, anche i **licei diventano più deboli **dal punto di vista qualitativo. “Il vizio culturale dello svilimento dei percorsi formativi e professionali work-based, pratici, rispetto a quelli school-based, intellettuali, è ancora diffuso”, spiega l’autore.

La scuola deve invece riprendere a **dialogare con il mondo lavorativo**, non tanto per svolgere la funzione di agenzia di collocamento, ma per essere il **luogo formativo **di quella che Massagli definisce “l’**occupabilità per la vita**”. I dispositivi didattici dell’**alternanza formativa** (apprendistato, alternanza scuola-lavoro, tirocini e impresa didattica) sono una opportunità per concretizzare la **formazione integrale** dei giovani. L’alternanza formativa consiste quindi in una **esperienza duplice**: in aula si apprendono le nozioni e nell’impresa si approfondiscono le conoscenze pratiche.

## L’1% degli studenti superiori svolge l’apprendistato

All’**apprendistato**, Massagli dedica il secondo capitolo del suo libro, nel quale si affrontano le esperienze concrete sviluppate da istituti superiori e, per ogni caso, sono riportate le criticità, i risultati raggiunti e l’organizzazione. Pur essendo una realtà che coinvolge meno dell’**1% degli studenti superiori**, lo studioso lo ritiene una opportunità di formazione: “La centralità dell’apprendistato non è da ricercarsi nella sua dimensione operativo-esecutiva, quanto nel **portato pedagogico**, nella **dimensione metodologica**”.

Un altro dispositivo didattico descritto nel libro è “l’**impresa non simulata, o impresa didattica**”, vissuta in un ambiente di apprendimento sia aperto verso la realtà (quindi alla **scoperta del mondo lavorativo**), sia protetto (che si svolge nei **laboratori della scuola**). “Permette di lavorare sulle **competenze specialistiche** dell’allievo, che si formano imparando a eseguire con maestria le attività tipiche della lavorazione oggetto del corso, quanto su quelle trasversali di natura personale”, scrive il Presidente di Adapt.

Gigino, in modo inconsapevole, ha quindi sperimentato i **vantaggi dell’alternanza formativa**. Il libro, infatti, fa emergere come i diversi dispositivi didattici, ognuno con le proprie specificità, permettono ai giovani di acquisire le conoscenze – definite ***character skills***, cioè “tratti di personalità non cognitivi” – richieste dal mondo del lavoro nel periodo post pandemico, così da diventare sempre di più **affini con i profili professionali** ricercati.
