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title: Governare le organizzazioni nel rumore e nel caos
description: Gianfranco Rebora, autore di “Governare le organizzazioni nel rumore e nel caos”, descrive i grandi eventi di rottura degli ultimi 20 anni
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date: 2023-07-10
modified: 2023-07-11
author: Catia Demonte
url: https://www.paroledimanagement.it/libri-management/governare-le-organizzazioni-nel-rumore-e-nel-caos/
categories: [Libri per il management]
tags: [management, Gianfranco Rebora, governare le organizzazioni]
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# Governare le organizzazioni nel rumore e nel caos

![aziende-caos](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2023/07/Progetto-senza-titolo-2-1.png)

Negli ultimi decenni si è aperta una **nuova era legata alla Rete e alle connessioni a tutto campo**, fenomeno che ha spinto il management e l’organizzazione a dover colmare quel vuoto portato da questa nuova cultura. I grandi eventi di rottura dei primi 20 anni del nuovo millennio, descritti da **Gianfranco Rebora nel suo libro *Governare le organizzazioni nel rumore e nel caos *(Edizioni ESTE, 2023)** possono essere qualificati da tre parole: “Rumore”, “soggettività”, “performance”.

Al rumore l’autore - Professore Emerito di Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane presso l'università Liuc di Castellanza e Direttore Responsabile di *Sviluppo&Organizzazione* - **associa la rottura di un ordine silenzioso** che lascia spazio al regno della molteplicità e del caos dove lo spazio è riempito da conflitti, diversità da cui emergono eventi del tutto inaspettati: “Il contrasto tra ordine e rumore è una chiave di lettura interessante per le problematiche organizzative attuali e in prospettiva futura”. La soggettività rivela la grande illusione di una società ordinata e senza rumore, **la tecnologia è quel fattore che le offre una spinta inarrestabile**. Il fenomeno dei social ne riporta una foto nitida e uno spettro quanto mai evidente di quell’emotività debordante, del narcisismo e dell’egoismo.

Infine, il terzo requisito capace di descrivere questo cambiamento epocale lo si ritrova nella performance e nella sua conseguente valutazione. Come suggerisce Rebora, basti pensare a classifiche, rilevazioni, graduatorie: “Questo non è senza conseguenze, genera stress e ansietà - a livello delle organizzazioni e delle persone - e, soprattutto, reattività. **Si compete non solo per vendere il prodotto o servizio, ma per posizionarlo nel sistema valutativo**”. In questo contesto privo di confini ben delineati** le organizzazioni si trovano prive di protezione** e anche il lavoro è stravolto da questa dinamica. Quindi **il management cerca di darle voce in maniera costruttiva, reinventandosi e trasformandosi in un’arte**: ciò significa arricchirne il linguaggio e aprirsi a nuove fonti di ispirazione.

## L’arte di organizzare il lavoro 

Fondamentale per far si che quest’arte possa compiersi è **la ricerca di una connessione tra individuo e organizzazione**. Ciò consiste nella condivisione di un fine comune tenendo ben presente che il nostro mondo poggia su pluralità, diversità, soggettività e che proprio per questa motivazione esiste un ventaglio di possibilità e dunque, una varietà di modelli di organizzazione felici e infelici. “**Tutte le organizzazioni hanno innumerevoli modi per essere felici e infelici”**, scrive Rebora nel suo libro.

In tema di soggettività e con particolare riferimento all’esplosione dell’utilizzo dei social network, ci si domanda come **le organizzazioni possano gestire questa spinta solo in chiave di collaborazione**. E inoltre, è corretto ritenere che il lavoratore possa o debba riconoscersi nei valori proposti dall’azienda o dal network? Rebora cita, a tal proposito, l’immagine di **Ulisse, l'eroe che sa difendersi dall’aggressività altrui, un uomo che nel mito riconosce la complessità della società** in cui vive e che, per muoversi, utilizza anche quelle doti meno nobili, quali l’astuzia, l’inganno, la dissimulazione.

Secondo il Direttore di *Sviluppo&Organizzazione*, l’era di Ulisse, così è descritto il nostro presente, ci spinge ad accettare “la varietà di esperienze, di modelli, di visioni collegata a una mente multiforme, molteplice, colorata; significa quindi **considerare la complessità del reale e il suo carattere plurale, **ma anche conflittuale e potenzialmente minacciante”. Dunque, **esiste ancora uno spazio felice all’interno delle organizzazioni** dove possano convivere l’esperienza del singolo e i “mille rumori” di un “universo interconnesso e caotico”? Il libro di Rebora aiuta a ragionare anche in questa direzione.
