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title: Il nuovo (dis)ordine del mondo
description: Giuliano Noci nel suo nuovo libro fornisce le nuove coordinate per orientarsi nel caos globale. Tra nuove rotte commerciali, sostenibilità e AI.
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date: 2025-08-29
modified: 2025-12-15
author: Alessia Stucchi
url: https://www.paroledimanagement.it/libri-management/il-nuovo-disordine-del-mondo/
categories: [Libri per il management]
tags: [libro, lavoro, industria]
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# Il nuovo (dis)ordine del mondo

![Il nuovo (dis)ordine del mondo](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2025/08/Noci-1-1024x683.png)

Con la **caduta del Muro di Berlino**, l’Europa ha creduto di aver seppellito le guerre sotto la **promessa della democrazia e del libero mercato**. Oggi, però, come osserva **Giuliano Noci**, Prorettore del Polo territoriale cinese del Politecnico di Milano, nel **libro *Disordine – Le nuove coordinate del mondo*** (Il Sole 24Ore, 2025), quella narrazione si sgretola davanti al ritorno dei conflitti, all’ascesa del protezionismo e a un digitale che, da promessa di libertà, si trasforma sempre più in strumento di controllo. “Siamo davvero pronti a guardare in faccia la realtà?”, è la domanda provocatoria che percorre le pagine del libro del docente, **autore anche di articoli per le testate della casa editrice ESTE** (l’ultimo intervento è stato pubblicato da ***MIT Sloan Management Review Italia* **sul numero di Luglio-Agosto 2023, dal titolo “La riarticolazione globale delle catene di fornitura”).

Il nuovo saggio non è soltanto una diagnosi del presente, ma un **tentativo di dare forma al caos**. “Fare chiarezza nel caos di oggi è un’impresa temeraria, ma necessaria. Non possiamo rassegnarci alla complessità come fosse un destino ineluttabile”, scrive Noci. L’analisi si arricchisce grazie ai dialoghi con personalità provenienti da mondi diversi: **Amalia Ercoli-Finzi**, tra le maggiori esperte di Ingegneria Spaziale; **Marco Bentivogli**, voce autorevole sul tema dell’innovazione industriale e del lavoro; Paramjit Kaur, giovane studentessa che rappresenta lo **sguardo delle nuove generazioni**.

Grazie agli stimoli emersi nei tre dialoghi, il libro si articola attorno a quattro coordinate che convergono verso **un’unica stella polare: il futuro sostenibile**. È questa la direzione che deve orientare ogni scelta, non solo ambientale, ma soprattutto politica ed economica. “Il **degrado ecologico è sotto gli occhi di tutti**, ma la vera forza del cambiamento verrà da chi, domani, avrà il potere di decidere cosa acquistare e chi votare”, sottolinea l’autore.

## L’Artico è il nuovo Mar Rosso

Fissata la stella polare, **l’analisi inizia dalla prima coordinata: la geopolitica**. Per decenni l’Occidente ha coltivato la convinzione di poter dettare le regole del gioco, con gli Stati Uniti come arbitro indiscusso. Oggi, però, quel tavolo è saltato. “Trump o non Trump, **gli Usa non hanno più la forza di plasmare il Pianeta** a loro piacimento. Con il tycoon alla Casa Bianca, rischiano addirittura di diventare il nemico del mondo, perché nessuno accetterà di restare sotto il giogo di un’America imprevedibile e mercenaria”. Per **l’Italia questo scenario rappresenta un’occasione per valorizzare il proprio vantaggio geopolitico**, legato a una posizione geografica e culturale unica.

Il secondo punto, strettamente legato alla geopolitica, riguarda **l’Artico, che Noci definisce “il nuovo Mar Rosso”**. Mentre l’attenzione internazionale si concentra sulle crisi più immediate, il **futuro delle rotte commerciali** globali si sta ridisegnando altrove. Lo scioglimento dei ghiacci apre passaggi che riducono in modo drastico tempi e costi dei collegamenti tra Asia ed Europa. Ma l’Artico non è soltanto un corridoio marittimo: **custodisce giacimenti di minerali rari e strategici**, indispensabili per l’energia verde e per lo sviluppo delle tecnologie avanzate. In questa partita, l’Europa rischia di rimanere spettatrice se non coglie la portata del cambiamento.

## L’AI non sostituisce i lavoratori

Dopo aver guardato all’estero, l’attenzione deve, successivamente, spostarsi all’interno dei confini nazionali. Il terzo punto riguarda, infatti, la **produttività, l’elefante nella stanza del dibattito italiano**: è un tema noto che non trova soluzione, visto che tra il 2014 e il 2022 **il tasso medio annuo di crescita della produttività del lavoro in Italia è stato dello 0,5%**, contro l’1,3% della media europea (fonte Istat). A questo si aggiunge, secondo Noci, un sistema marginale di investimenti in ricerca e sviluppo e un’istruzione che fatica a rinnovarsi. Il rischio, ammonisce l’esperto, è che l’Italia si trasformi in un **museo a cielo aperto**. “Bellissimo da visitare, ma irrilevante nel mondo”, è la provocazione di Noci.

Infine, il quarto e ultimo punto riguarda **l’intelligenza artificiale (AI), che può rappresentare un alleato decisivo** per sostenere la coordinata precedente. Di fronte al calo demografico, all’invecchiamento della popolazione e alla fuga di cervelli, il già citato declino produttivo rischia di accentuarsi ulteriormente e può essere arginato solo attraverso l’automazione. “Pensate al sistema sanitario: senza assistenti robotici e diagnosi automatizzate, il crollo sarà inevitabile. E pensate alle fabbriche: la **catena di montaggio diventerà un’appendice della macchina**, non dell’uomo. È una buona notizia? Sì, per chi saprà adattarsi”.
