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title: La faccia (sconosciuta) della Cina nel racconto di un manager italiano
description: Bianco fuori giallo dentro di Luca Frediani racconta il profondo legame che unisce l’autore alla Cina e testimonia in prima persona la cultura cinese
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2020/04/cina_frediani.jpeg
date: 2020-04-09
modified: 2025-09-09
author: Marco Bosio
url: https://www.paroledimanagement.it/libri-management/la-faccia-sconosciuta-della-cina-nel-racconto-di-un-manager-italiano/
categories: [Fabbrica, Libri per il management, Produzione]
tags: [cultura del lavoro, cina, coronavirus lavoro, Luca Frediani, Bianco fuori giallo dentro]
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# La faccia (sconosciuta) della Cina nel racconto di un manager italiano

![cina_frediani.jpeg](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2020/04/cina_frediani.jpeg)

L'emergenza in Cina, dopo mesi di *lockdown*, sembrava finita. Eppure è recente la notizia del **pericolo di un ritorno del contagio**, nonostante Wuhan abbia riaperto dopo addirittura 76 giorni di quarantena. Dall'Italia, che ha introdotto a distanza di un paio di mesi rispetto al Paese del Dragone le misure anti-coronavirus, imponendo l'isolamento forzato per ridurre la pandemia, si guarda perciò con particolare interesse a quanto sta avvenendo in Cina.

Del resto, quelli tra Italia e Cina sono rapporti stretti che non si legano solo alla tragedia della diffusione del Covid-19, ma che hanno matrici storiche e culturali profonde. Di questo stretto legame ne lascia trasparire appieno la forza l’ultimo libro di **Luca Frediani, *Bianco fuori giallo dentro***.

Si tratta del racconto del profondo legame che unisce l’autore con la Cina, che già dal sottotitolo – *Cronache di una vita trasformata dai viaggi in Cina* – rende evidente quanto **forte sia l'influsso che ha esercitato la cultura cinese su di lui**. Forte al punto da spingerlo a impararne da autodidatta la  lingua, solitamente così ostica per un occidentale.

Non appena ci si immerge nella lettura, però, si comprende come, in fondo, **anche tutti noi siamo molto legati alla Cina**, profondamente attaccata alle tradizioni, ma sempre pronta a guardare al futuro, soprattutto per quanto riguarda l’espansione economica.

Senza scomodare Marco Polo, la Cina è infatti una cultura con cui l’Occidente, e l’Italia *in primis*, è storicamente in contatto e che, **soprattutto nel mondo globalizzato di oggi, rappresenta un interlocutore fondamentale** a livello economico.

## Alla scoperta della cultura cinese con gli occhi di un manager

*Bianco fuori giallo dentro* si rivela una lettura importante per ricordarci questo nesso. E lo fa dalla **prospettiva privilegiata di un Operation manager che da più di 10 anni lavora nell’export con la Cina**. Frediani da Pechino a Xiamen passando per fabbriche e campagne ci restituisce tutte le sfumature della società cinese – dal cibo di strada al rituale del tè, dalle credenze popolari ai karaoke affollati dalle ragazze, fino alla descrizione dello stile di vita nelle città e nelle campagne – offrendoci la testimonianza del loro tipico approccio alla vita. Con i pro e i contro del caso, beninteso.

Significativo, in quanto fornisce un immediato raffronto con la cultura del lavoro, è il **racconto della visita di Frediani a una enorme azienda** nelle campagne cinesi, dove gli operai non rispettano le norme di sicurezza: uomini e donne trasportano senza protezioni grandi lastre di metalli, girano in ciabatte e fumano sul lavoro.

La descrizione della scena finale in fabbrica, che riportiamo nella descrizione dello scrittore, **ci mostra i comportamenti abituali dei lavoratori cinesi**: “Il muletto non arriva a prendere un blocco in alto, l’operaio sale in piedi sulla forca e si fa portare fino in cima per utilizzare le funi della gru. Non ci arriva. Un suo collega gli passa una scala che viene posta sulla forca del muletto e così l’operaio può salire. Siccome le sue infradito scivolano, decide che è molto più sicuro andarci a piedi nudi. Lega la fune intorno al blocco e scende”. Alla fine, chiosa Frediani, “non è vero che i cinesi non muoiono mai, è solo che hanno una fortuna incredibile”.
