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title: Possiamo davvero fare a meno della burocrazia?
description: "Gary Hamel e Michele Zanini nel libro \"Humanocracy. Imprese straordinarie come le loro persone\": la burocrazia ha costi giganteschi"
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date: 2022-09-16
author: Elisa Marasca
url: https://www.paroledimanagement.it/libri-management/possiamo-davvero-fare-a-meno-della-burocrazia/
categories: [Libri per il management]
tags: [burocrazia, Gary Hamel, Michele Zanini, Humanocracy]
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# Possiamo davvero fare a meno della burocrazia?

![Burocrazia](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2021/10/Burocrazia-min-1024x683.jpg)

Esiste una ‘tecnologia’ invisibile che si replica uguale a se stessa da oltre un secolo, che corrisponde a un impianto che ha preso forma agli albori della rivoluzione industriale e si è consolidato nell’era della produzione di massa, trascinandosi praticamente immutato fino alla nostra era digitale. **Il nome che meglio la descrive è “burocrazia” ed evoca, almeno a noi italiani, soprattutto pensieri negativi, perché la colleghiamo alla ‘patologia’ più tipica dell’apparato statale.**

Tuttavia, pure la nostra visione pessimista risulta limitata, perché non ci fa considerare (e vedere) a fondo la pervasività del fenomeno nel mondo imprenditoriale e il suo anacronismo. Gary Hamel (Visiting Professor di Strategia e Imprenditorialità presso la London Business School e Direttore del Management Lab) e Michele Zanini (Cofondatore di Management Lab e consulente aziendale) nel libro*** Humanocracy. Imprese straordinarie come le loro persone *(Ayros, 2021)** sostengono che la burocrazia è in realtà la struttura sociale più diffusa del Pianeta, e che trascina con sé costi giganteschi.

## Costruire persone, non regole

Lungi dall’essere una patologia esclusiva del settore pubblico, infatti, per gli autori i costi della burocrazia colpiscono organizzazioni di qualsiasi dimensione e settore. “Il primo limite alla competitività delle imprese italiane risiede spesso nella loro stessa organizzazione, nella mancanza di dinamismo e flessibilità. L’imperativo per tutti è evolvere continuamente”, si legge nella prefazione. **Negli ultimi due secoli, e in particolare negli ultimi 100 anni, Hamel e Zanini ritengono che la forma burocratica abbia sacrificato l’evoluzione per la standardizzazione, la prevedibilità e, soprattutto, il controllo.** Ma il tumultuoso contesto dei mercati e degli ecosistemi in cui le organizzazioni si trovano a operare, chiede a gran voce di immaginare nuove forme di managament.

Alcune aziende sono state costruite – in alcuni casi ricostruite – con un preciso obiettivo in mente, cioè massimizzare il contributo umano. “Questa aspirazione è lo spirito che anima l’umanocrazia, ed è in netto contrasto con la burocrazia”, è il messaggio del libro. Esemplificata da casi imprenditoriali statunitensi, spesso sconosciuti in Italia, la via tracciata da Hamel e Zanini è un percorso, non un modello prescrittivo. **Le storie aziendali analizzate, comunque, disegnano un cammino possibile con alcuni principi-cardine comuni (come la responsabilità e l’autonomia delle persone) e molto spazio all’iniziativa e alla creatività delle organizzazioni.** Il paradigma proposto è quindi: aperto e fondato sulla relazione e sulla comunità; leggero nelle regole, ma solido nella condivisione degli obiettivi; dinamizzato dalla capacità di sperimentare e di sbagliare; guidato da una strategia che nasce dalla conversazione aperta a collaboratori, clienti e partner esterni.
