---
title: Quell’ultima meta (aziendale)
description: Trentin e De Rossi nel libro Azienda in meta (Bruno Editore, 2021) spiegano come passare da una visione sportiva a una aziendale.
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2024/03/azienda-in-meta.jpg
date: 2024-03-29
modified: 2024-04-02
author: Alessia Stucchi
url: https://www.paroledimanagement.it/libri-management/quellultima-meta-aziendale/
categories: [Libri per il management]
tags: [Michela Trentin, Andrea De Rossi, MTC Counsultin, rugby]
---

# Quell’ultima meta (aziendale)

![azienda in meta](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2024/03/azienda-in-meta.jpg)

**Sport e azienda**, due mondi governati dalle stesse logiche: un **team di persone**, guidato da un responsabile, che condividono valori per arrivare a un **risultato comune**. Ancora più precisa è la **similitudine tra rugby e impresa**, tanto che **Michela Trentin, CEO di Mtc Consulting**, società di consulenza che si occupa di formazione manageriale, e **Andrea De Rossi, ex Direttore sportivo delle Zebre Rugby Club** e collaboratore di Sky Sport, ne hanno fatto un libro – ***Azienda in meta* (Bruno Editore, 2021)** – con il quale spiegano come passare da una visione sportiva a una aziendale. E la metafora con il rugby non è casuale: gli stessi giocatori sono chiamati non rugby player, ma rugbyman perché il termine sottolinea la** forza della leadership** del sapere, saper essere e saper fare. “Oggi nel mondo aziendale, come nel mondo sportivo, puoi vincere solo se fai meta. Così i *rugbyman* sono chiamati a **dare il massimo ogni volta** che scendono in campo, anche i manager e i professionisti sono costantemente chiamati a dare il meglio di sé”, scrivono gli autori. Allenamento, spirito di sacrificio e fatica sono gli elementi imprescindibili di una vittoria.

L’allenamento nel rugby parte dall’approcciarsi con la **palla ovale**, che, data la sua forma, non è facile da lanciare e da ricevere. La palla, riporta il libro, non è altro che la **metafora della comunicazione**: è necessario allenarsi per comunicare in modo efficace. “Saper comunicare bene permette di **inviare il messaggio giusto** e consente al nostro interlocutore di prenderlo con facilità, senza interpretazioni e senza vederlo scivolare via”, è scritto nel primo capitolo del libro. Comunicare significa, quindi, richiamare l’attenzione, inviare le giuste informazioni e trasmettere, oltre alle nozioni, anche passione e valori.

Un’altra fase preparatoria dell’allenamento è il **tempo speso nello spogliatoio**, descritto nel libro come il luogo dove si forma la squadra: un team nasce nel momento in cui le persone si identificano negli **stessi valori e obiettivi**. “Nello spogliatoio si ‘veste’ il ruolo, quindi, si integra il proprio io con quello che fa parte del team, e si inizia a essere un elemento della squadra”, riflettono Trentin e De Rossi. Il momento nel quale si indossa la maglietta ha un risvolto valoriale, perché significa **aderire ai fondamenti dell’organizzazione aziendale**.

## Il ‘cerchio’ come momento di condivisione  

Passando dallo spogliatoio al campo di gioco sono poi diverse le affinità tra il rugby e la vita aziendale. Per esempio, nel terzo capitolo si affronta la **questione del ‘cerchio’**, fatto all’inizio e alla fine della fase di allenamento: può essere un **utile momento di ritrovo**, di condivisione e di confronto. “Provate a pensare a che cosa può significare portare all’interno delle nostre aziende un momento come questo: momenti che permettono a tutte le persone di **sedersi intorno a un tavolo** e focalizzare lo stesso obiettivo”, sottolineano gli autori. Oltre a questa potenzialità, nel capitolo sono presentati diversi **valori e opportunità** che possono essere rappresentati dal cerchio aziendale.

Dopo aver affrontato altri aspetti caratteristici dell’allenamento, il libro di Trentin e De Rossi si sofferma su una **figura esterna alla squadra: l’avversario**. Il suo ruolo non deve però rappresentare una figura negativa, ma una **potenzialità per misurarsi con nuove sfide** e diverse capacità. “Tutto dipende da noi, ed è proprio agendo che l’autostima cresce, si rafforza; di fronte a qualsiasi avversario sta a noi scegliere se vogliamo che sia per un maestro o un nemico”, è il messaggio del libro.

Gli avversari cessano di essere tali soprattutto quando inizia il famoso** ‘terzo tempo’**, cioè il momento di condivisione tra le due squadre. È una caratteristica esclusiva del rugby, che intende sottolineare appieno il **valore del rispetto**, dell’amicizia e della collaborazione. Le affinità tra questa disciplina sportiva e l’organizzazione aziendale sono ben presentate in tutto il volume, che offre diversi spunti di riflessione. Quello che rimane da fare, una volta terminato il libro (o la partita di rugby), è ‘solo’ mettere in pratica i **molteplici consigli**.
