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title: "Lavoro per obiettivi: gli strumenti digitali per monitorare le performance"
description: Dotarsi di uno strumento digitale per monitorare lo stato di avanzamento dei flussi di lavoro aiuta le aziende a lavorare per obiettivi
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date: 2021-06-07
author: Giorgia Pacino
url: https://www.paroledimanagement.it/organizzazione/lavoro-per-obiettivi-gli-strumenti-digitali-per-monitorare-le-performance/
categories: [Organizzazione, Dal mercato]
tags: [lavoro per obiettivi, Massimiliano Carraro, lavoro da remoto, tracciabilità, Arket, Enrico Dalle Molle, workflow]
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# Lavoro per obiettivi: gli strumenti digitali per monitorare le performance

![Lavoro per obiettivi: gli strumenti digitali per monitorare le performance](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2021/06/lavoro_obiettivi.jpg)

**Lavorare per obiettivi** significa organizzare le attività sulla base dei risultati da raggiungere in tempi prestabiliti. Affinché un tale modello di organizzazione del lavoro funzioni, occorre, dunque, tenere sotto controllo due elementi chiave: **le performance e le tempistiche**. Nell’era del lavoro ibrido, la soluzione è affidarsi a strumenti che consentano di tenere traccia dell’avanzamento dei processi. **Anche a distanza**.

I diversi tipi di attività svolti in azienda non richiedono, infatti, tutti lo stesso grado di organizzazione e condivisione. Le **attività a progetto**, tipiche ad esempio dell’ambito IT,** sono da tempo remotizzabili** e i momenti di verifica e consuntivazione avvengono allo stesso modo sia che si operi in ufficio sia che si lavori a distanza. Quando, invece, **le attività sono più strutturate** e richiedono il rispetto di una serie di step e procedure definite, l’assenza di confronto diretto può risultare penalizzante rispetto alle capacità di analisi, innovazione e miglioramento dei risultati.

Dotarsi di **uno strumento digitale per monitorare lo stato di avanzamento** dei flussi di lavoro è utile sia per chi esegue le attività sia per chi deve coordinarle: rappresentare in forma grafica processi e performance ha il vantaggio di rendere visibili e misurabili i risultati. La **tracciabilità del flusso di lavoro** aiuta anche a mantenere un clima di serenità in ufficio e abbassa il livello di stress, accrescendo la consapevolezza di quanto e come stiano operando i diversi membri del team.

“La cultura digitale che si sta affermando nel mondo delle aziende contribuisce a stimolare una nuova mentalità”, dice **Enrico Dalle Molle, Socio Amministratore e Responsabile R&S di Arket**, società di consulenza e software house specializzata nella digitalizzazione dei processi aziendali. “Quando gli utenti comprendono le potenzialità dei nuovi sistemi, sono i primi ad accorgersi di quante attività potrebbero svolgere in forma diversa, integrandole in un’unica piattaforma per rendere tutto il processo più fluido”.

## Workflow digitali per prendere decisioni basate sui fatti

In ambito IT, anche prima delle esigenze di distanziamento, si faceva ampio uso di piattaforme di Project e Task management per tenere sotto controllo l’attività di team virtuali e gruppi di lavoro distribuiti geograficamente. Questo tipo di soluzioni, ideale per attività di progetto, si rivela però inadatto alla gestione di** attività di routine**. “Avendo gli strumenti adatti è facile gestire i task assegnati al gruppo di lavoro e sapere in ogni momento su cosa sta lavorando la singola risorsa del team”, fa notare **Massimiliano Carraro, Operations Manager di Arket**. “La digitalizzazione permette di avere a portata di click dati e informazioni, fare valutazioni in tempo reale e prendere decisioni basate sui fatti. Per chi svolge un’attività strutturata, strumenti di **workflow e business process management** sono essenziali”.

Uno strumento come **la piattaforma Globe di Arket** trova applicabilità a 360° in tutti gli ambiti aziendali. L’implementazione di flussi controllati si rivela particolarmente efficace nella gestione delle attività commerciali, amministrative e contabili, così come nelle aree degli Acquisti e delle Risorse Umane. **Sia che si lavori a distanza sia che si ritorni a operare tutti in sede**. Non è detto, infatti, che le soluzioni digitali debbano essere utilizzate soltanto in contesti di lavoro ibrido: anche quando i rapporti di lavoro si concentrano nello spazio di poche scrivanie poter contare su strumenti performanti, invece che sul controllo visivo, sullo scambio di e-mail personali o sulle consegne a voce, fa la differenza.

“C’è il rischio che tornando a lavorare in azienda si riprendano le vecchie abitudini”, ammette Dalle Molle. “Sarebbe utile, invece, che riuscissimo a **tenere insieme il lavoro digitale e il lavoro in presenza**: ci sono strumenti che si possono utilizzare anche in ufficio e che al contempo permettono di svolgere una parte dell’attività da casa in modo condiviso”.

Lo sviluppo di soluzioni digitali che collegano il lavoratore all’ufficio, inoltre, risolve il problema del **reperimento di risorse e talenti** anche in località remote. “Un anno fa lavorare per un’azienda con sede in una città lontana era complicato. Adesso, con gli strumenti che abbiamo imparato a utilizzare, è possibile aprire le porte anche a questa opportunità, adottando un paradigma diverso su orario e luogo di lavoro”.

## Ridefinire i processi per risultati controllati

Digitalizzare non è soltanto un’azione tecnica, ma soprattutto culturale. Richiede il coinvolgimento di tutti gli attori del processo, in possesso delle informazioni e delle conoscenze necessarie per **riorganizzare il lavoro**. Non basta affidarsi a uno strumento digitale, se prima non si disegna da zero l’intero processo.

In tanti casi l’adozione di strumenti digitali di workflow ha costretto le aziende a una **ridefinizione profonda dei propri processi**. “Ha rivelato la scarsa comprensione dei processi, mettendo a nudo in taluni casi lacune nelle competenze manageriali e organizzative”, sottolinea Carraro. “Ci si accorge spesso che le attività svolte sono legate alle abitudini e che pochissimi hanno una visione sistemica del proprio lavoro. Nell’esperienza sul campo raramente ho trovato definiti chiaramente nero su bianco, ad esempio in forma di diagrammi o mappe, **processi e passi da compiere** per ottenere risultati in modo efficiente, fluido e controllato”. Una volta ridisegnato il processo, diventano evidenti i vantaggi di averlo digitalizzato: gli step operativi sono chiari per tutti, **si possono misurare i risultati** e le persone in ogni momento sanno se stanno lavorando bene per raggiungerli.

Nell’avviare un progetto di digitalizzazione, la metodologia di Arket si basa su **un approccio a spirale e sartoriale**: si individua l’obiettivo, si identificano gli elementi chiave e si realizza un prototipo di soluzione che risponda alle specifiche esigenze dell’azienda, per poi affinarla in base ai risultati raggiunti e a quelli attesi. “**È costruendo che si impara il nuovo paradigma**”, conferma Dalle Molle. “Un approccio sartoriale alla digitalizzazione permette all’azienda di sentirsi a proprio agio dentro la soluzione”.
