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title: "Smart working, una conquista di libertà: gestire il cambiamento step by step"
description: "L'indagine di Variazioni sullo Smart working per capire se il work-life balance sia migliorato e se abbia generato maggiore produttività"
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2021/05/smartworking_variazioni.jpg
date: 2021-05-07
modified: 2025-09-09
author: Chiara Nosella
url: https://www.paroledimanagement.it/organizzazione/smart-working-una-conquista-di-liberta-gestire-il-cambiamento-step-by-step/
categories: [Ambiente di lavoro, Organizzazione]
tags: [lavoro agile, Variazioni, work life balance, Smart working, produttività]
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# Smart working, una conquista di libertà: gestire il cambiamento step by step

![Smart working, una conquista di libertà: gestire il cambiamento step by step](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2021/05/smartworking_variazioni.jpg)

Per attuare lo **Smart working** nel modo più corretto, assicurandosi di dare origine a risvolti positivi e vantaggiosi anche per le organizzazioni, il passaggio chiave è partire dall’**ascolto autentico**. In questo articolo è riportata la voce di circa 50mila persone, campione delle **indagini di Variazioni** durante l’anno trascorso in Home working. Le persone che l’hanno sperimentato hanno conosciuto il lavoro *smart *con i suoi benefici e le sue criticità, ma sono accomunate da un desiderio: **non rinunciare alla libertà conquistata**.

## Smart working allo specchio: i trend principali

L’esperienza di lavoro da remoto non potrà essere dimenticata facilmente e dal punto di vista organizzativo ci lascia in eredità nuove e importanti consapevolezze. Le persone hanno scoperto l’esistenza dello Smart working in modo del tutto dirompente. Attraverso **una sperimentazione di massa** il lavoro da remoto è diventato la quotidianità per **oltre 6,6 milioni di italiani** che dalla fine di febbraio 2020 hanno lavorato da casa e in alcuni casi continueranno a farlo fino al termine dell’emergenza sanitaria.

A un anno dal primo *lockdown*, lo Smart working vissuto al minimo delle sue potenzialità ha comunque svolto un ruolo determinante per molte organizzazioni che stanno valutando **se e come renderlo una soluzione permanente**.

La scoperta dell’esistenza del lavoro in remoto ha avuto una **portata rivoluzionaria** in termini di innovazione. Una sperimentazione di massa, in futuro capace non solo di migliorare la qualità della vita delle persone, ma anche la performance aziendale. **Variazioni ha fatto un bilancio dell’esperienza collettiva** sintetizzando i **cinque insegnamenti** del lavoro *smart *da capitalizzare per non disperdere ciò che abbiamo imparato e per cogliere l’occasione di costruire un nuovo mondo del lavoro e un nuovo modo di lavorare.

## 1) No matter where: lavorare da ovunque è possibile

Per la maggior parte delle persone il lavoro da remoto sperimentato in *lockdown *è stata una delle prime esperienze di lavoro a distanza. Una delle principali lezioni apprese, per niente scontata, è stata proprio quella di poter essere **produttivi e collaborativi da qualsiasi luogo** che non fosse l’ufficio.

Solo il 15% dei lavoratori e soltanto il 4% dei manager avevano sperimentato il lavoro agile prima dell’emergenza sanitaria. La maggior parte delle persone sono state reattive e pronte a gestire il cambiamento organizzativo. Il 68% dei manager dichiara che il proprio team era pronto a lavorare a distanza.

Il business non si è fermato e la nuova modalità ha permesso di dare continuità alle attività, che non hanno subito un calo di qualità. L’**88% delle persone** ha dichiarato, infatti, che **la qualità del lavoro è aumentata o rimasta costante**.

Gli intervistati hanno acquisito una nuova consapevolezza: **la libertà di poter scegliere il luogo e l’orario** dove collocare la propria attività lavorativa. Non è tanto il dove o il quando che garantisce l’efficacia della propria prestazione e della soddisfazione del personale, bensì la possibilità di attingere a una modalità che risponda ai bisogni dei singoli.

La scelta del tempo e del luogo di lavoro risponde al principio dell’***activity based working***. Il “lavoro basato sulla natura dell’attività” presuppone che ciascuno scelga dove collocarsi a seconda della tipologia che deve portare a termine e si posiziona nello spazio in relazione alle proprie esigenze, perché **non è più il luogo a determinare l’attività da svolgere**, ma viceversa. Una logica che non comporta l’abbandono degli uffici, bensì li valorizza come spazi di condivisione e socializzazione ricercata, studiata e progettata proprio per la sua importanza.

Essere liberi di poter scegliere il luogo ritenuto più adatto consente anche di ripensare al modo con cui si organizza il lavoro e si pianificano le proprie attività, oltre che di **adottare nuovi comportamenti** orientati agli obiettivi da raggiungere.

L'articolo integrale è pubblicato sul supplemento al numero di Marzo-Aprile 2021 della rivista* Sviluppo&Organizzazione*.

Per informazioni sull’acquisto scrivi a daniela.bobbiese@este.it (tel. 02.91434400)
