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title: "Sostenibilità: il digitale è un alleato strategico nel percorso ESG"
description: "Valentina Ubaldi, Head of HR Mobility & ESG Solution di Zucchetti, illustra perché le PMI non possono più rimandare l’approccio alla sostenibilità."
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date: 2025-11-20
author: Stefano Belviolandi
url: https://www.paroledimanagement.it/organizzazione/sostenibilita-consulenza-e-tecnologia-per-la-rendicontazione-esg/
categories: [Organizzazione]
tags: [ESG, sostenibilità, zucchetti]
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# Sostenibilità, consulenza e tecnologia per la rendicontazione ESG

![Sostenibilità, consulenza e tecnologia per la rendicontazione ESG](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2025/11/sostenibilita-Zucchetti-min-1024x607.jpg)

Tra il contesto normativo e quello più squisitamente di mercato si celano **opportunità per le imprese di ogni dimensione**; ma, ognuna di queste, ha esigenze specifiche a seconda che si parli di grande, media o piccola impresa. In generale, **spicca il ruolo della tecnologia** che, anche attraverso l’Intelligenza Artificiale (AI) riesce a supportare soprattutto le PMI, che spesso sono maggiormente in difficoltà e sono meno organizzate dal punto di vista della digitalizzazione. Di recente una delle questioni più discusse riguarda **la rendicontazione di sostenibilità che ha visto il posticipo del reporting al 2028, relativamente all’anno 2027**, e non al 2026 sull’anno 2025, con una riduzione dei contenuti iniziali.

“I contenuti iniziali erano molto più stringenti sia come dimensioni aziendali sia in termini di numerosità dei dipendenti”, spiega **Valentina Ubaldi, Head of HR Mobility & ESG Solution di Zucchetti**. Nella Direttiva UE si parlava, infatti di aziende con 250 persone, con un fatturato di 25 milioni di attivo o 50 milioni di ricavi netti. Oggi invece le informazioni sono molto più a maglie larghe: **aziende con almeno 1.750 dipendenti e un fatturato minimo di 450 milioni di euro**”.

Qual è la ratio dietro questa decisione dell’Unione Europea? L’obiettivo non è ridurre l’attenzione alla sostenibilità, ma **facilitare l’ingresso delle PMI nel percorso ESG**, evitando complessità eccessive e ostacoli burocratici che avrebbero reso il processo quasi impossibile.

## Dalla sostenibilità non si può (deve) scappare

La sostenibilità, però, non è solo un adempimento legislativo. A chiarirlo è Ubaldi: “**Quando si parla di sostenibilità, si mette in campo un insieme di leve interconnesse**. La prima – che poi è la principale – riguarda gli accordi internazionali, come l’Agenda 2030 e gli obiettivi SDGs, che devono rappresentare una bussola per tutte le politiche economiche e finanziarie mondiali”. A livello europeo, ci sono poi **l’Accordo di Parigi e il Green Deal che hanno dato vita alla Corporate sustainability reporting directive (CSRD)**, recepita dall’Italia con il Decreto legislativo 125/2024.

“**Le PMI**, pur non essendo obbligate, **diventeranno presto anelli fondamentali delle filiere**: anche se non saranno soggette direttamente alla rendicontazione, **dovranno fornire dati di sostenibilità ai clienti più grandi**”, prosegue la manager di Zucchetti. In questo modo **è il mercato stesso a richiedere un’accelerazione sul tema sostenibilità**, perché le grandi aziende non possono più lavorare con fornitori che non forniscono dati ESG. E chi rimane indietro rischia di perdere opportunità commerciali”.

Un altro driver è la finanza sostenibile. Secondo Ubaldi, **la tassonomia stabilisce criteri per determinare se un’attività economica è sostenibile, con impatto diretto su credito e investimenti**. Possedere un profilo ESG solido significa migliori condizioni di accesso al credito, tassi più favorevoli e *vendor rating* elevato: sono tutti elementi fondamentali per la competitività. E chi inizia già da ora a muoversi nell’ESG acquisisce vantaggi concreti, come: “**Accesso al credito più agevolato**, **maggiori opportunità nei bandi e nella filiera**, nonché **attrattività più alta per i giovani talenti**, che vogliono lavorare in aziende con purpose chiaro e valori coerenti”.

## Il digitale come alleato per la sostenibilità

Per supportare le piccole imprese, l’European financial reporting advisory (Efrag) ha sviluppato il **Voluntary sustainability reporting standard for non-listed SMEs (Vsme)**, cioè lo standard volontario per le PMI fino a 250 dipendenti. “È proporzionato e semplificato; permette di rispondere in modo standardizzato alle richieste delle realtà capofiliera”, commenta Ubaldi. In questo caso il modello prevede due livelli: uno base, con 11 indicatori chiari e raggiungibili; uno avanzato, con KPI più articolati e strategie ESG dettagliate, utili per comunicare con clienti, istituti di credito e investitori.

La rendicontazione ESG non è tuttavia solo un esercizio burocratico, perché richiede una serie di attività a livello organizzativo: “**Portare la sostenibilità significa ripensare governance, responsabilità e processi decisionali**; Serve commitment del top management, investimenti in tecnologia, infrastrutture e competenze interne”, spiega Ubaldi.

Ecco allora che **la digitalizzazione diventa quindi precondizione per la sostenibilità**: “I dati ESG sono spesso frammentati, nascosti in silos aziendali; è fondamentale centralizzarli, automatizzarne la raccolta e trasformarli in informazioni utili; **l’AI aiuta a leggere dati grezzi da Excel o da documenti destrutturati e trasformarli in KPI certi e tracciabili**”.

## Dal foglio bianco agli obiettivi chiari

Asset management, HR e governance sono i tre pilastri ESG nella declinazione di Zucchetti. “Abbiamo soluzioni per efficientamento energetico, gestione rifiuti, mobilità delle persone e delle merci, calcolo delle emissioni certificato da Bureau Veritas”, spiega Ubaldi. Partendo dall’ambito HR, **la software house di Lodi propone una piattaforma che integra dati amministrativi, formazione, sicurezza e mobilità dei lavoratori, trasformandoli in KPI ESG**. Nel caso della governance, Zucchetti offre: “Strumenti per gestione rischi, whistleblowing, Modello 231, cyber security e parità di genere; per welfare e CSR, supportiamo le aziende nell’engagement dei dipendenti”.

Zucchetti ha approcciato il tema dell'ESG cercando di mettere a fattore comune tutte le potenzialità (e l’offerta) delle oltre 100 aziende del suo ecosistema. Abbiamo chiesto a Ubaldi di raccontare un esempio di approccio alle imprese: “Siamo stati **a fianco di una PMI metalmeccanica di 150 dipendenti e 70 milioni di fatturato**; partendo dal foglio bianco abbiamo realizzato un assessment per mappare processi, punti di forza e aree di miglioramento; abbiamo aiutato l’azienda a ottenere bandi e finanziamenti, avviato percorsi formativi e introdotto gradualmente strumenti tecnologici. È stato un percorso a 360 gradi, con **risultati concreti sia in termini di efficienza sia di posizionamento ESG**”.

## Le piattaforme digitali semplificano la trasformazione

La sensazione è che inevitabilmente **l’attenzione delle imprese italiane all’ESG crescerà gradualmente, con impatti su produzione, efficienza e competitività**. “Sarà una rivoluzione culturale e tecnologica; le aziende che iniziano oggi avranno vantaggi su credito, filiere, bandi e attrattività dei talenti; chi aspetta rischia solo di accumulare ritardi”, è la tesi di Ubaldi.

Il consiglio pratico da parte della manager è chiaro: “**Partire da un assessment, capire lo stato attuale, identificare punti di forza e lacune e prevedere supporto consulenziale**; l’AI diventa un fattore abilitante per raccogliere dati, trasformarli in informazioni e prendere decisioni strategiche”. Ma quale deve essere il (nuovo) ruolo dei professionisti? “Commercialisti, associazioni di categoria e consulenti devono formarsi per affiancare le PMI, usando **strumenti guidati e piattaforme digitali che semplifichino il percorso ESG**”. In sintesi, **sostenibilità e tecnologia non sono più opzionali**. Diventano leve strategiche, elementi di competitività e driver di innovazione. Dice bene Ubaldi: “**Il percorso inizia oggi, non domani**”.
