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title: Fca-Psa, perché è un accordo deludente
description: "Si è concretizzato l'accordo tra Fca e Psa. Nel capitale sociale una società francese e una cinese: nessuna presenza italiana"
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date: 2021-01-18
modified: 2025-09-09
author: Francesco Varanini
url: https://www.paroledimanagement.it/produzione/fca-psa-perche-e-un-accordo-deludente/
categories: [Fabbrica, Produzione]
tags: [fusione FCA-PSA, fca, Stellantis]
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# Fca-Psa, perché è un accordo deludente

![Fca-Psa, perché è un accordo deludente](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2021/01/Fca_Psa.jpg)

**Si è concretizzato l'accordo tra Fca e Psa**. Non mancano i giornalisti e docenti universitari che lo presentano come “snodo epocale”, “tappa storica”. Come spesso accade, le espressioni enfatiche coprono la consapevolezza di come si tratti di **un accordo deludente**. Anche [il nuovo nome, Stellantis](https://www.paroledimanagement.it/fca-psa-leffetto-stipel-e-il-caso-stellantis/) – verbo latino *stello*: “seminare stelle”, “costellare”, “rendere brillante” – appare un segno di vuota retorica.

Non trovo nulla da aggiungere a quanto avevo scritto a novembre 2019 su *Fabbricafuturo.it*, portale edito dalla casa editrice ESTE, editore del quotidiano *Parole di Management*. Come già due anni fa si poteva presumere, **al vertice dell’impresa c’è Carlos Tavares**, il brillante manager che già guidava Psa. Qualcuno vuole consolarsi con il fatto che la governance di PSA spingerà forse i sindacati italiani verso la strada di una maggiore partecipazione. Ma è poco.

Alla presenza nel capitale della società finanziaria pubblica francese Bpifrance e della cinese Dongfeng **non corrisponde nessuna presenza italiana**. A rigore, infatti, **è anche difficile ritenere 'italiana' la famiglia Agnelli**, chiusa a riccio nella difesa extraterritoriale dei propri privilegi. Quale presenza mantiene infatti la famiglia Agnelli in Italia? Il Gruppo editoriale Gedi e la Juventus non appaiono frutto di una vocazione imprenditoriale, quanto piuttosto mero veicolo di gestione del consenso, o forse potremmo dir meglio: oppio dei popoli.

Di seguito l’articolo pubblicato da *Fabbricafuturo.it *il 2 novembre 2019 dal titolo **“Accordo Fca-Psa, unire due debolezze non fa la forza”** a firma di Francesco Varanini.

 

Dobbiamo essere soddisfatti per l’accordo che sembra definirsi **tra Fiat Chrysler Automobiles (Fca) e Peugeot Citroën (Psa)**. Di fronte al peggio, alla possibile ulteriore marginalizzazione di Fca nel mercato dell’automobile, tutto va bene. Ma restano aperte molte domande.

Resta innanzitutto il dubbio che si tratti di una **mera manovra difensiva**, con il fiato corto. Una di quelle brillanti scelte tattiche che permettono di non soccombere nel periodo breve o medio, ma che non permettono di vincere le guerre. Come lo era stata la manovra che aveva legato Fiat a Chrysler e come lo era stata quella che aveva legato Peugeot a Citroën.

**Unire due debolezze non fa la forza**. Rari i casi di successo di fusioni dove due strategie d’impresa, due storie, due culture, due compagini di soci, si uniscono più o meno alla pari. C’è da chiedersi chi comanda. C’è anche da chiedersi come far emergere nuove strategie in una situazione dove entrambe le imprese considerano insufficiente il proprio attuale assetto e dubbia la propria sostenibilità nel futuro.

Se **entrambe le** **imprese sono in difficoltà**, serve per uscire dall’impasse un modello d’impresa nuovo. Ma siamo lungi dal capire da dove questo modello dovrebbe venir fuori.

**Una fusione buona dal punto di vista degli azionisti**, perché in grado di garantire plusvalenze, non sempre – anzi di rado – è una fusione buona da un punto di vista industriale.

Un conto sono le sinergie potenziali, sulla carta; un altro sono quelle effettivamente realizzabili, di fronte a interessi locali, allo scopo dichiarato di difendere posti di lavoro, alle complessità organizzative, ai **diversi interessi di gruppi di manager e sindacati di una impresa e dell’altra.**
