---
title: Il binomio artigianato-industria nella nuova fabbrica di Balocco
description: Balocco è esempio virtuoso di fabbrica 4.0 in crescita. Automazione, collaborazione uomo-macchina, senso di appartenenza sono le chiavi del successo.
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2019/07/AlbertoBalocco_IMG_3440_a-1.jpg
date: 2019-07-29
modified: 2025-09-09
author: Andrea Lavalle
url: https://www.paroledimanagement.it/produzione/il-binomio-artigianato-industria-nella-nuova-fabbrica-di-balocco/
categories: [Fabbrica, Produzione]
tags: [Alberto Balocco, artigianato-industria, Balocco, Collaborazione uomo-macchina, Fabbrica 4.0]
---

# Il binomio artigianato-industria nella nuova fabbrica di Balocco

![Il binomio artigianato-industria nella nuova fabbrica di Balocco](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2019/07/AlbertoBalocco_IMG_3440_a-1.jpg)

Tecnologia e automazione, senza dimenticare qualità e tradizione. Sono gli ingredienti essenziali della ricetta più importante di Balocco, l’azienda dolciaria piemontese diventata celebre per il mandorlato e **oggi secondo player a livello nazionale anche nel mercato della prima colazione**, dietro solo al colosso Mulino Bianco.

Un’evoluzione che nell’ultimo decennio ha visto l’impresa nata nel 1927 da una piccola pasticceria artigianale di Fossano – 25mila abitanti in provincia di Cuneo – **crescere al ritmo di 1 milione di euro al mese fino a quasi raddoppiare il fatturato**, dai 103 milioni del 2008 (l’anno del fallimento di Lehman Brothers) ai 190 milioni del 2018.

Allo scoppio della crisi economica mondiale l’azienda guidata dall’**Amministratore Delegato Alberto Balocco **(nella foto), nipote di quel Francesco Antonio che la fondò quasi un secolo fa, si è fatta trovare preparata, con i conti in ordine e le idee chiare.

Così, mentre molte aziende si trovavano alle prese con problemi finanziari, industriali o commerciali, a Fossano si dava il via a un massiccio piano di investimenti che in 10 anni, tra forni di cottura di ultima generazione e sistemi automatici di impasto e confezionamento, ha portato **Balocco a investire più di 50 milioni in tecnologia**.

“La nostra è stata un’iniezione costante di automazione”, spiega l’Amministratore Delegato, entrato in azienda nel 1990 insieme con la sorella **Alessandra**, oggi Responsabile del Marketing. “**Ogni anno investiamo una parte rilevante dei nostri ricavi** e di conseguenza ogni anno diventiamo un po’ più efficienti e un po’ più competitivi”.

## Collaborazione uomo-macchina

La manifattura dolciaria, in cui nel Dopoguerra papà Aldo aveva avviato la produzione industriale di panettoni, pandori e colombe pasquali, **si è trasformata in una fabbrica 4.0 altamente automatizzata**. Uno stabilimento ipertecnologico dove le operazioni più ripetitive sono state gradualmente affidate ai robot, più efficienti e performanti e sicuramente meno esposti al rischio burnout lavorativo.

Il risultato è “un processo produttivo più rigido, forse, ma molto più rigoroso”, spiega Balocco, “dove **la qualità è garantita da un software che lo replica in maniera sempre uguale**”, senza le oscillazioni che contraddistinguono l’attività artigianale.

“Oggi quasi tutte le operazioni che potevano essere automatizzate sono state robotizzate”. Eppure, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, il crescente utilizzo di robotica non ha portato a una riduzione dell’organico, che invece è cresciuto di oltre il 30%. **L’automazione ha messo in moto un circolo virtuoso** che, moltiplicando le tonnellate di prodotto per ora lavorata, ha abbattuto drasticamente l’incidenza del costo del lavoro.

Una competitività che si riversa sui prezzi e di conseguenza sulle vendite, portando l’azienda a produrre sempre di più. “Anche se ci sono meno addetti per turno, **oggi si fanno più turni e di conseguenza il lavoro non diminuisce, anzi aumenta**”. E con esso anche il numero di dipendenti. Per la campagna natalizia 2018 l’organico del sito di Fossano è arrivato a 400 unità, cifra che sale fino a 480 se si contano anche i lavoratori interinali e le cooperative.

## Senso di appartenenza dei dipendenti

Nella fabbrica 4.0 è cambiato anche il modo di lavorare: “In passato si trattava prevalentemente di fare un lavoro di manovalanza”, spiega l’Amministratore Delegato. “**Adesso si tratta soprattutto di controllare i processi**. È più gratificante e la qualità del lavoro ne guadagna”.

La conferma arriva direttamente dai suoi dipendenti. Per il secondo anno consecutivo, infatti, **Balocco è tra le prime cinque aziende del largo consumo in cui si lavora meglio** secondo l’indagine realizzata dalla società tedesca indipendente Statista che ha interpellato i lavoratori di oltre 2mila imprese italiane con più di 250 dipendenti. La ragione? “Tra i nostri dipendenti c’è una grande percezione del contributo al successo dell’azienda.

Chi lavora in un’azienda che si espande, che installa nuovi impianti, che investe in ricerca e sviluppo e che migliora gli ambienti di lavoro, **si sente partecipe di questo successo ed è maggiormente motivato a fare bene**. Si crea un forte senso di appartenenza che innesca una spirale virtuosa”.

L'articolo integrale è pubblicato sul numero di giugno di *Sistemi&Impresa*.

Per informazioni sull'acquisto di copie e abbonamenti scrivi a [daniela.bobbiese@este.it](mailto:daniela.bobbiese@este.it) (tel. 02.91434400)
