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title: Made, le PMI toccano con mano l’Industria 4.0
description: "Il Made è il Competence Center per l'Industria 4.0 più grande d’Italia per le PMI e offre formazione, simulazione e sviluppo tecnologico 4.0."
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date: 2020-12-13
modified: 2025-09-09
author: Chiara Pazzaglia
url: https://www.paroledimanagement.it/produzione/made-le-pmi-toccano-con-mano-lindustria-4-0/
categories: [Fabbrica, Produzione]
tags: [industria 4.0, competence center, Made, Innovazione PMI]
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# Made, le PMI toccano con mano l’Industria 4.0

![made40](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2020/12/made40-1024x683.jpg)

Di **Competence Center** abbiamo sentito parlare per la prima volta a settembre 2016, quando il Ministero per lo Sviluppo Economico presentò il **Piano Industria 4.0**. Pensati come un **accompagnamento delle aziende nazionali alla Quarta rivoluzione industriale**, in questi anni ne sono sorti otto, ognuno con una sede e un panel di partner legati a uno specifico territorio, ma con una vocazione nazionale e, perché no, internazionale.

Questo è particolarmente appropriato per **Made, il Competence Center all’interno degli spazi del Politecnico di Milano**, presentato alla stampa il 10 dicembre 2020, [un mese dopo la presentazione della linea pilota del Bi-Rex di Bologna](https://www.paroledimanagement.it/bi-rex-tecnologia-e-innovazione-alla-portata-di-tutti/). Si tratta del più grande d’Italia: **ben 2.500 metri quadri di superficie dedicata alla formazione, alla simulazione, allo sviluppo tecnologico**. Secondo Marco Taisch, Professore Ordinario di Advanced & Sustainable Manufacturing e Presidente del made, questo Competence Center ha un altro valore aggiunto importante rispetto agli omologhi nazionali: **qui viene seguito l’intero ciclo produttivo**, inclusi gli aspetti di sicurezza, di tracciabilità, di smaltimento dei prodotti. Il tutto, con uno sguardo alla qualità e uno al risparmio energetico.

I numeri sono notevoli: **48 i partner** (43 imprese private, quattro università, un ente pubblico e il supporto del Ministero per lo Sviluppo Economico), **22 i milioni di euro investiti, 19 i progetti di innovazione, ricerca, industriale e sviluppo sperimentale** sui temi di Industria 4.0 cofinanziati al 50%, per un valore di 3 milioni di euro, 100 le persone che si sono impegnate all’interno della fabbrica digitale in questo primo anno, **20 i dimostratori**, cioè le stanze virtuali che mostrano, ognuna, una delle dimensioni dell’Industria 4.0.

## A sostegno soprattutto delle PMI

Singolare che il Made sia partito proprio nel pieno della pandemia di Covid-19. “**Partire nel pieno dell’emergenza sanitaria è stata una vera sfida**”, ha riconosciuto Taisch, che tra i vari ruoli fa parte del Comitato Scientifico della rivista *Sistemi&Impresa*, edita da ESTE, editore di Parole di Management. **Una sfida dedicata, soprattutto, alle Piccole e medie imprese (PMI)**, che rischiano di rimanere indietro rispetto alla rivoluzione tecnologica e digitale che stiamo affrontando, ma che nei Competence Center possono trovare un aiuto concreto.

Infatti, **Made mette a disposizione strumenti di orientamento, formazione, training** che, altrimenti, sarebbero totalmente ‘fuori portata’ per molte realtà. I 20 dimostratori, in particolare, sono **dedicati ciascuno a una particolare tecnologia 4.0**: dalla robotica collaborativa ai Big data, dalla manutenzione da remoto al gemello digitale, dall’efficienza energetica alla cybersecurity industriale, dalla Lean 4.0 alla manifattura additiva, dall’Intelligenza Artificiale all’Internet of Things e Rete 5G. Questi sono accorpati in **sei specifiche aree di competenza**, integrate e connesse tra loro sino a formare una fabbrica ideale, digitale e sostenibile. L’approccio è quello, molto efficace, della *learning factory*, ovvero **l’uso esperienziale di impianti reali**.

**Nel 2021 il secondo bando per i progetti innovativi**

A oggi, si sono svolti **65 webinar formativi**, che hanno raggiunto circa 4mila persine e 2mila imprese. Secondo Taisch la **partecipazione di PMI è molto significativa**: non a caso, è tale ben il 75% delle imprese che hanno partecipato al [primo bando per progetti innovativi](https://www.paroledimanagement.it/bando-made-20-idee-per-la-trasformazione-digitale-delle-pmi/). Il successo di questa prima proposta fa già pensare alla seconda call, prevista per il 2021: l’interesse delle aziende è rivolto soprattutto alla **robotica collaborativa, ai sistemi intelligenti di assistenza al lavoratore** per prevenire rischi di infortuni sul lavoro, **all’Additive manufacturing e all’IoT** (controllo da remoto) in campo medico. Senz’altro, l’emergenza sanitaria impone una accelerazione importante e Made è pronta ad accogliere le nuove proposte, al motto ‘l’unione fa la forza’.

Infatti, le aziende italiane difficilmente hanno dimensioni, competenze, risorse adeguate a uno sviluppo autonomo, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo e la protezione dei dati, l’AI, il monitoraggio e controllo energetico, l’utilizzo dei gemelli digitali, lo sviluppo di algoritmi che le aiutino a ottimizzare e rendere più sicuri i processi industriali. Ma **il benessere delle singole aziende italiane ha ricadute positive su tutto il Paese**.

Ecco perché,  per venire incontro alle esigenze finanziarie delle imprese, soprattutto nella situazione attuale legata all’emergenza sanitaria, **Made offre anche un supporto in termini di finanza agevolata** per investimenti, progettualità e formazione (che assumerà un impulso notevole secondo le attuali indicazioni per la legge di Bilancio 2021).

Grazie a questi importanti mezzi a loro disposizione, le aziende che ricorrono al Competence Center di Milano possono non solo apprendere gli strumenti di innovazione, ma **concretamente trasferirli nelle loro realtà**, ‘toccandoli con mano’. Ricevono, inoltre, un affiancamento che consente loro di rivalutare i propri modelli organizzativi, di business e gli aspetti strategici, per migliorarli, implementarli e mantenere elevato il proprio livello competitivo.

Questo, dicevamo, ha **ricadute positive su tutto il tessuto economico del Paese** e fa dei Competence Center punti nevralgici e determinanti per il futuro delle nostre aziende, grazie a una aggregazione di strutture e competenze già esistenti, ma sinora non interconnesse e, dunque, meno efficaci. Ecco perché questa **collaborazione pubblico-privato, tra aziende e luoghi di ricerca**, è il primo passo per una vera innovazione.
