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title: E adesso il gender gap ce lo spiega Ronaldo?
description: "Cala il tasso del lavoro femminile negli Usa; per l'Economist c'è un ritorno del fenomeno delle donne che scelgono di essere mogli e madri"
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date: 2025-11-13
author: Ilaria Mariotti
url: https://www.paroledimanagement.it/risorse-umane/e-adesso-il-gender-gap-ce-lo-spiega-ronaldo/
categories: [Risorse Umane]
tags: [gender gap, lavoro femminile, Gender pay gap]
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# E adesso il gender gap ce lo spiega Ronaldo?

![Ronaldo_gender_Gap](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2025/11/Ronaldo_gender_Gap-1024x682.avif)

Poteva essere un fenomeno isolato, quello della **dichiarazione di Cristiano Ronaldo** che parlando di come la moglie, **Georgina Rodríguez, si prende cura di lui, della famiglia e della casa**, ha detto: “**Gli uomini non possono occuparsene, onestamente**”. Eppure l’uscita del campione portoghese – che ha scatenato ampie polemiche con accuse di maschilismo – **nasconde un ritorno al passato** che emerge da alcune rilevazioni sul lavoro femminile negli Usa.  

A scriverne è stato **l’*Economist* che nell’articolo dal titolo “*Why are American women leaving the labour force?”***, per analizzare il calo delle donne nel mondo del lavoro, ha parlato di **cambiamento a livello sociale e culturale**. Il settimanale britannico ha spiegato che per capire ciò che sta accadendo basta fare un giro su Tik Tok: sul social corre il fenomeno delle **“*Tradwives*”, cioè mogli e madri perfette**, che rimandano ai vecchi ruoli novecenteschi della donna.

## Frena la crescita del tasso di occupazione femminile

Quanto sta accadendo in Usa è un’utile **cartina di tornasole del fenomeno**, visto che proprio Oltreoceano si erano toccate quote di occupazione femminile molto alte. E così, se ad agosto 2024 negli Usa era stato registrato un tasso di donne occupate pari al 57,7%, l’ultima rilevazione ha indicato che si è arrivati al 56,9%: l’equivalente di **circa 600mila donne in meno nel mercato del lavoro**.

Per capire meglio lo scenario è interessante osservare gli **andamenti occupazionali delle donne nelle epoche passate**. Nel corso degli ultimi 80 anni, almeno da quando l’Ufficio americano di statistiche del lavoro (l’America’s bureau of labour statistics) ha cominciato a raccogliere dati suddivisi per genere, si è radicata una certezza: **le donne hanno ridotto il gap rispetto agli uomini**. Se nel 1948 solo il 32% delle statunitensi risultava occupata o in cerca di lavoro; nella stessa condizione si trovava più del doppio – l’87% - dei colleghi maschi.

Alla fine degli Anni 90 le percentuali erano così diventate: **60% delle donne nella forza lavoro, contro il 75% degli uomin**i. Il gap ha proseguito la sua discesa nel corso degli anni 2000 e nel decennio successivo, finché non è arrivato il Covid 19, con la conseguente contrazione del numero di occupati. Tuttavia, al principio del 2025, **il gap di genere si era ridotto di nuovo fino ad appena 10 punti**, il più basso mai registrato. Come mai allora la tendenza si è invertita? Quale potrebbe essere il motivo di una tale inversione di tendenza?

## Le donne con figli escono dal lavoro

La risposta più ovvia è quella di un **cambiamento nella natura dell’economia nordamericana**. Ma non nel senso che le industrie in cui sono più presenti le donne siano in difficoltà. I dati infatti suggeriscono altro. I settori più colpiti dalla crisi economica risultano il Retail, la Manifattura e i Trasporti, dove la presenza tra uomini e donne è bilanciata e anzi, tende a concentrare più i primi. Al contrario i **settori tipicamente femminili come l’educazione e la sanità stanno assumendo di più**.

È per questo che **l’*Economist *ha proposto il fenomeno delle “Tradwives”**, non escludendo neppure che, di mezzo, possa esserci la **necessità delle neomamme di lasciare il lavoro** per i costi non proprio abbordabili della cura dei bambini. Quest’ultima ipotesi è suffragata dai numeri: secondo l’Istituto di statistica Usa (Census Bureau), **la partecipazione al lavoro delle 25-54enni con figli sotto i cinque anni è calata **rispetto al picco post pandemico. E qui c’è da sottolineare un altro trend: il calo non riguarda tutte.

C’erano 7,8 milioni di lavoratrici madri di bambini Under 2 fino a due anni fa, cifra che ora è salita a 7,9; **la contrazione sembra riguardare di più le giovani**, specie chi ha rimandato il matrimonio nel corso della pandemia. Non a caso per le nozze c’è stato un vero e proprio boom nel 2022. Tutto sembrerebbe insomma appuntare in una direzione: **negli Usa c’è una sorta di piccolo baby boom post pandemico**. Il che spiegherebbe la fuoriuscita dal lavoro di molte donne.

C’è un altro punto. Ed è lo Smart working. Adesso che **il lavoro in presenza è tornato a essere richiesto**, le giovani che hanno imparato a lavorare da remoto, conciliando l’attività professionale con la **cura dei piccoli e della casa**, saranno disposte a rientrare in ufficio, e quindi nella forza lavoro? Speriamo che non ci si debba affidare a Ronaldo per avere la risposta…
