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title: "Che leader saremo nell&#8217;era dell&#8217;AI?"
description: "Identità digitale e “corpo esteso”: Habeas corpus di Federico D’Annunzio mette il management davanti a una domanda scomoda e chiede nuove regole per l’IA."
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2026/01/Habeas-Corpus-1024x819.jpg
date: 2026-01-27
author: Chiara Dallemule
url: https://www.paroledimanagement.it/risorse-umane/habeas-corpus-mette-il-management-davanti-a-una-domanda-scomoda/
categories: [Risorse Umane, Cambiamento organizzativo]
tags: [habeas corpus, tecnologia, Intelligenza artificiale, governance, corpo esteso, "federico d'annunzio"]
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# Che leader saremo nell&#8217;era dell&#8217;AI?

![Che leader saremo nell&#8217;era dell&#8217;AI?](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2026/01/Habeas-Corpus-1024x819.jpg)

In azienda abbiamo imparato a proteggere badge, laptop e accessi ai sistemi. Ma c’è **un asset che continua a viaggiare più scoperto di tutti: noi stessi**. Non solo la privacy, ma quell’insieme di dati che ci descrive, ci rappresenta e da cui spesso dipendono le nostre scelte di vita (selezioni HR, rating, profilazioni, performance). Quindi, **a chi appartiene veramente la nostra identità digitale?**  È da questa domanda scomoda da cui parte il libro *Habeas corpus. Chi saremo nell’era dell’Intelligenza Artificiale *di Federico D’Annunzio.

Il libro è stato pubblicato nel gennaio 2026 da San Paolo Edizioni, nella collana *Attualità e storia*. **D’Annunzio (nipote del Vate) è un imprenditore nell’industria dell'innovazione digitale**, attivo su Intelligenza Artificiale (AI) applicata e automatismi produttivi; in un’intervista rilasciata ad *AdnKronos*, l’imprenditore ha descritto l’AI come “uno strumento positivo, se ben usato, che però non deve essere lasciato a briglia sciolta: va sottoposto ad una governance che contempli sia i diritti dell'uomo, preservandoli, sia quelli dell'identità artificiale”.

Il libro si muove con l’ambizione dichiarata del saggio-manifesto: l’AI non è solo una tecnologia da adottare, ma un cambio di paradigma che chiede nuove categorie. La più efficace, per impatto e immediatezza, è quella di '**Corpo Esteso**': **la persona non termina dove finiscono i suoi confini biologici**, perché una parte della sua identità vive nei dati (fiscali, sanitari, giuridici, burocratici) e nelle **interazioni quotidiane con piattaforme e sistemi intelligenti.**

## Un nuovo lessico per la filosofia dell’AI

Da qui la proposta di un’evoluzione del principio classico di tutela della persona: '**HC+**', **una forma di *****habeas corpus*****che includa anche l’integrità digitale**. E poi un impianto più ampio: trasparenza radicale dei sistemi, responsabilità verificabile, un’architettura di regole sovranazionali (l’idea di un **“Commonwealth”** **dell’IA**) con un soggetto garante. Nella visione dell’autore, la governance non è un accessorio: è ciò che distingue l’AI come acceleratore di libertà dall’AI come infrastruttura di controllo.

Il punto più “netto” (e deliberatamente provocatorio) è il **“Muro invalicabile”**: **una linea normativa e culturale che separi l’AI dalla vita organica**, per evitare interferenze e ibridazioni. Accanto alle cornici, il testo prova anche a mettere sul tavolo soluzioni e concetti operativi (dalla responsabilità dei sistemi alla lotta alla disinformazione), con l’obiettivo di costruire un **umanesimo digitale**: **un modo di stare nel** **Neurocene (l’epoca dell’AI) **senza delegare identità e decisioni alle macchine.

Per chi lavora in azienda (soprattutto in ruoli HR, Legal e IT) *Habeas corpus* è utile non tanto perché spiega cos’è l’AI, quanto perché **costringe a cambiare la domanda**. Ovvero: **che tipo di organizzazione stiamo diventando se i dati iniziano a parlare al posto delle persone?**

## Perché l’AI influenza la leadership in azienda?

Il valore del libro sta nella costruzione di un vocabolario: è un lessico che può aiutare le imprese a uscire dalla comfort zone del welfare tecnologico (l’adozione di strumenti) e entrare nella parte più delicata: **fiducia, responsabilità, diritti**. Temi che, in azienda, si traducono subito in costi e benefici concreti: employer branding, retention, conflitti, contenziosi, reputazione.

Certo, alcune proposte hanno un tono programmatico e radicale (da manifesto, appunto) e non tutte sono immediatamente trasferibili in policy aziendali. Ma anche qui sta il punto: in un tempo in cui **l’AI entra nei processi prima ancora che nelle strategie**, un eccesso di prudenza rischia di diventare un ritardo manageriale.

Se una newsletter, un CRM o un sistema di recruiting sono ormai normali, allora la domanda sulla tutela del **Corpo Esteso** non è filosofia: è governance. **E la governance, in azienda, è leadership**. Chi guida oggi deve decidere dove mettere confini, regole e responsabilità prima che lo facciano piattaforme, fornitori o inerzia organizzativa. In questo senso, *Habeas corpus* non è solo una lettura sull’AI: è un promemoria su cosa significa, nel 2026, **gestire persone in un mondo dove i dati sono importanti quanto (e più) delle persone.**
