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title: Gender gap, esperimento su LinkedIn svela i bias sui candidati uomini e donne
description: "Le donne non hanno lo stesso trattamento degli uomini, neppure su LinkedIn. Adesso c'è un esperimento che lo certifica"
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date: 2026-01-08
modified: 2026-01-13
author: Ilaria Mariotti
url: https://www.paroledimanagement.it/risorse-umane/linkedin-il-lavoro-nobilita-luomo-e-la-donna/
categories: [Risorse Umane]
tags: [diversity, Gender pay gap, disparità di genere]
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# LinkedIn: il lavoro nobilita l&#8217;uomo, e la donna?

![utente_LinkedIn](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2025/12/utente-LinkedIn-1024x682.jpg)

Le donne faticano – tutt’oggi – a **ricevere lo stesso trattamento degli uomini:** se qualcuno avesse ancora qualche dubbio in proposito a smentirlo c’è un recente esperimento condotto su LinkedIn, che suffraga la tesi appena menzionata. Protagonista della vicenda è **Megan Cornish, consulente statunitense di salute mentale per le aziende. **

Il test sulla principale piattaforma per trovare opportunità lavorative ha dipanato tutte le perplessità che ancora restano in piedi. La professionista ha infatti **rivisto il proprio profilo per farlo assomigliare di più a quello di un uomo**, riporta il *Washington Post*. Per raggiungere il risultato ha iniziato cambiando articoli e pronomi. E nel giro di una settimana la sorpresa: **le impressioni sul suo account risultavano quadruplicate.**

## Smascherati i bias di umani e macchine

“Pensavo si trattasse di uno scherzo”, ha scritto Cornish in un articolo apparso su *Substack *dal titolo "A LinkedIn piaccio di più se sono maschio", rivelando di aver fatto **ricorso per l’operazione di **'**mascolinizzazione**'** a ChatGpt. **Uno dei primi passaggi del chatbot è stato **modificare il job title, trasformando espressioni come “communicator (comunicatrice)”** ed “esperta clinica” in frasi più dirette come “supporto la crescita aziendale verso il benessere comportamentale”.

Le parole di Cornish sono subito diventate virali. E nei commenti online si sono susseguite frasi di incredulità, ma anche testimonianze di donne che assicuravano come la **propria visibilità sulla piattaforma fosse aumentata dopo aver fatto in modo di oscurare il proprio genere **o apparire più mascoline. Tutte circostanze che hanno suscitato domande su quanto i bias – sia degli umani sia delle macchine – dettino legge su chi debba **sforzarsi di più per affermarsi in ambito professionale**, online o meno.

## LinkedIn si difende, ma gli utenti contrattaccano

Di tutta risposta LinkedIn ha emesso un comunicato, assicurando che in alcun modo il genere influenza il modo in cui i post appaiono. “**Il nostro algoritmo e i sistemi di Intelligenza Artificiale non usano informazioni demografiche **(per esempio l’età, la razza o il genere) come segnali che determinino la visibilità del contenuto, del profilo e del post sul feed”, ha scritto Sakshi Jain, Responsabile LinkedIn della governance AI.  

Ma quello di Cornish **non è un caso isolato.** Su LinkedIn da tempo si moltiplicano esperimenti, specie adesso che la più grande piattaforma per il network professionale ha raggiunto l’apice del traffico. **I post sono cresciuti del 15%**, mentre i commenti sono saliti del 24%. Giocoforza, anche la competizione tra utenti – **1,2 miliardi quelli registrati **– per ricevere attenzione è schizzata ai massimi.

## C'è ancora la disparità di genere

L’esperienza di Cornish ha sollevato una questione: “Quanto **il linguaggio o le caratteristiche che sono state tradizionalmente associate alle donne siano svalutate **all’interno dei sistemi”, ha detto Allison Elias, Professore Associato di Business Administration presso la University della Virginia. "I bias sul gender hanno ancora un effetto su come l’occupazione è percepita", ha chiarito.

Del resto professioni in cui storicamente gli stipendi sono molto alti come l**a Finanza, la Tecnologia e l’Ingegneria sono tuttora a forte impronta maschile.** Mentre le donne continuano a essere sovra rappresentate nei ruoli a basso salario come i mestieri nel campo dell’educazione, della cura e del commercio. E poi c'è il tema **gender pay gap**. Negli Stati Uniti, per esempio, nel 2024 era pari a **80,9 centesimi per ogni dollaro guadagnato dagli uomini**, secondo i dati nazionali del Census Bureau. 
