---
title: "Sotto a chi tocca: il film che svela le devianze del recruitment"
description: Il film Sotto a chi tocca, per chi si occupa di gestione delle persone, rappresenta una spietata anatomia del recruitment contemporaneo.
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2026/10/Copertine-PdM-2026-10-20T122950.931-1024x683.png
date: 2026-10-20
author: Daniela Di Genova
url: https://www.paroledimanagement.it/risorse-umane/sotto-a-chi-tocca-il-film-che-svela-le-devianze-del-recruitment/
categories: [In evidenza homepage, Risorse Umane]
tags: [lavoro, people management, selezione del personale]
---

# Sotto a chi tocca: il film che svela le devianze del recruitment

![Sotto a chi tocca: il film che svela le devianze del recruitment](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2026/10/Copertine-PdM-2026-10-20T122950.931-1024x683.png)

**Sei professionisti vengono convocati per** quello che credono essere **l’assessment decisivo per un’ambitissima posizione apicale**. Chiusi in una stanza e costantemente monitorati come cavie da laboratorio da un’azienda spettrale, i candidati scoprono ben presto che la selezione ha regole proprie: tra di loro si nasconde una talpa aziendale e chi varca la porta ed esce dalla stanza è fuori per sempre. **Da quel momento, il processo di selezione degenera in un microscopico esperimento sociale** basato su umiliazioni, alleanze tattiche e tradimenti sistematici. Questa, in breve, la sinossi di *Sotto a chi tocca*, terza regia di Giorgio Pasotti, che ne è anche interprete, e uscito nelle sale italiane l'8 ottobre 2026.

**Il valore metaforico della pellicola tocca da vicino chi si occupa di People & Culture.** *Sotto a chi tocca* decostruisce la dicitura 'Risorse Umane' spogliandola di ogni residuo di empatia e riportandola al suo significato più letterale e utilitaristico: **l'individuo come materiale di consumo da prosciugare **e sacrificare sull'altare degli obiettivi d'impresa. Nel processo di selezione messo in scena da Pasotti, su sceneggiatura firmata con Federico Baccomo,** l'assessment non misura l'hardware tecnico** né le soft skills relazionali, **ma** **testa tre parametri ben più cinici**: la tolleranza al ricatto emotivo e resistenza allo stress claustrofobico, la propensione all'individualismo tossico e alla cannibalizzazione dei pari e il livello di addestramento alla docilità di fronte a regole assurde.

**La precarietà come leva di ricatto sistemico**

**La riflessione sul lavoro contemporaneo** si inserisce nel solco già tracciato da opere teatrali e cinematografiche sul tema dei processi selettivi estremi (dal celebre *El Método Grönholm* a *Ebeling*), ma **con un'impronta legata all'emergenza sociale della precarietà diffusa**. Quando la stabilità professionale viene percepita come una risorsa scarsa e non garantita, il successo del collega/candidato rivale smette di essere uno stimolo e diventa una vera e propria minaccia esistenziale. La precarietà trasforma la stanza della selezione in un microcosmo dove **la perdita dell'umanità appare un costo accettabile** pur di scongiurare il verdetto cinico e definitivo: *“*Non ce l’hai fatta. Avanti il prossimo!”.

Per il management moderno, l**a provocazione lanciata da Pasotti funziona come un contro-modello di Employer Branding**. Quando le dinamiche competitive superano il livello di guardia e le metriche di selezione premiano il cinismo a scapito dell'etica, l'organizzazione rischia di costruire team fondati sulla sfiducia reciproca e la prevaricazione del singolo sul gruppo. Il film pone una domanda fondamentale a chi oggi disegna i processi di selezione e gestisce persone: **fino a che punto una cultura aziendale orientata alla prestazione può spingersi** prima di trasformare i propri collaboratori da risorse ad asset da smaltire?
