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title: Visual Psychology, quando disegnare aiuta a pensare
description: In Visual Psychology, Federica Tabone esplora il potenziale del pensiero visivo nei contesti formativi e organizzativi.
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2026/10/Copertine-PdM-2026-10-21T102814.971-1024x683.png
date: 2026-10-28
modified: 2026-10-21
author: Chiara Dallemule
url: https://www.paroledimanagement.it/risorse-umane/visual-psychology-quando-disegnare-aiuta-a-pensare/
categories: [Risorse Umane]
tags: [Risorse umane, graphic recording, visual psychology]
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# Visual Psychology, quando disegnare aiuta a pensare

![Visual Psychology, quando disegnare aiuta a pensare](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2026/10/Copertine-PdM-2026-10-21T102814.971-1024x683.png)

**Che cosa succede quando, durante una formazione o una riunione di lavoro, al posto di una slide compare un foglio**, insieme a pennarelli, colori **e qualche forma da costruire?** Si interrompe la routine, forse ci si sente anche un po’ spiazzati. Ma è proprio da questa deviazione che può nascere un modo diverso di elaborare i concetti, ricordarli e condividerli.

È l’idea alla base di ***Visual Psychology*,** il libro c**on cui Federica Tabone racconta **(con parole e disegni) **un metodo che unisce psicologia e disegno**. Psicologa del lavoro ed esperta di *graphic recording*, ovvero la traduzione visiva in tempo reale di conferenze, riunioni, workshop o eventi, Tabone ha sviluppato il suo metodo attraverso il coaching, il lavoro con i gruppi e le attività di formazione. **Il libro nasce **non solo per dare un impianto scientifico al metodo, ma anche **per renderlo accessibile a chi voglia sperimentarlo nella propria attività professionale**.

“Il binomio tra ‘Visual’ e ‘Psychology ‘ esplica proprio il principio fondante del metodo”, spiega l’autrice. Il disegno non serve a decorare una presentazione o a rendere più gradevole un contenuto, ma è uno strumento concreto che aiuta a tradurre un concetto in un’immagine capace di evocarlo e renderlo più facile da richiamare. “**Una metafora grafica può condensare un ragionamento**, fissare un passaggio importante e diventare un riferimento a cui tornare durante una conversazione”, spiega l’autrice.

## Un metodo da scoprire e sperimentare

Il volume è diviso in due parti. La prima è un’introduzione pratica a concettuale al metodo: illustra come scegliere gli strumenti adatti e come costruire una propria libreria di icone, mettendo a disposizione anche dei simboli scaricabili, oltre ai possibili campi di applicazione, dalle sessioni individuali al coaching, dal team coaching alla facilitazione delle conversazioni nei gruppi. **Le icone disponibili gratuitamente sono utilizzabili nella facilitazione delle conversazioni di un gruppo**, nelle riunioni di un team o nel coaching individuale e di gruppo.

La seconda parte approfondisce le funzioni cognitive coinvolte: percezione, attenzione, memoria e apprendimento. Il percorso si chiude con una riflessione sull’*agency*, cioè sulla possibilità di trasformare ciò che si apprende in capacità di agire, incidendo tanto su se stessi quanto sull’ambiente in cui si lavora. L’ambizione, ci racconta l’autrice, è quella di creare le condizioni perché le persone possano elaborare i concetti in modo più attivo. **“Il lavorio del soffermarsi è quello che mantiene in vita il pensiero critico”**, osserva. “Fermarsi su un concetto, rielaborarlo e attribuirgli una metafora significa infatti prendersi il tempo per farlo proprio, anziché limitarsi a riceverlo”, prosegue.

È un metodo che funziona anche nei percorsi online. In un progetto internazionale con persone distribuite tra Brasile, Corea del Sud, India, Stati Uniti e Germania, **Tabone ha proposto attività manuali e costruzioni di carta per rappresentare concetti professionali.** La risposta, racconta, è stata positiva per tutti, indipendentemente dai contesti culturali in cui è andata ad agire. Disegnare o piegare un foglio offre alle persone un modo tangibile per partecipare, coinvolge il corpo e attiva risposte più autentiche e prive di sovrastrutture. **“Chiedere a un gruppo di prendere forbici, carta e colori richiede anche un piccolo atto di coraggio:** significa uscire dalle aspettative consuete della formazione aziendale, dove si tende ad associare la serietà professionale a modalità più tradizionali”, ci spiega l’autrice. **Eppure, proprio questa rottura può cambiare il clima dell’incontro**, favorendo spontaneità e conversazioni meno prevedibili.

## Portare il disegno nei processi di apprendimento e sviluppo delle persone

**Per chi lavora nelle Risorse Umane**, nella formazione e nello sviluppo organizzativo, ***Visual Psychology* è una porta d’accesso a un metodo tutto da esplorare** e, dove appropriato, da integrare nei propri interventi. Può offrire spunti a chi progetta percorsi di apprendimento, accompagna gruppi di lavoro o cerca strumenti per rendere più partecipate le conversazioni su strategie, cambiamenti e obiettivi comuni.

Il libro affronta anche una questione che attraversa molte organizzazioni: come mantenere viva la capacità di pensare in un contesto in cui una parte crescente delle attività viene affidata alla tecnologia. L’Intelligenza Artificiale può produrre risposte e facilitare il lavoro, ma **è importante che le persone sappiano **interpretare gli stimoli, metterli in relazione con la propria esperienza e s**viluppare un giudizio senza l’ausilio delle macchine.**

**Non a caso, il volume dedica uno spazio al tema dell’*agency* **e affianca ai capitoli alcuni approfondimenti sul rapporto tra funzioni cognitive umane e Intelligenza Artificiale, **curati dalla professoressa Stefania Costantino**, Professore Ordinario di Informatica, Intelligenza Artificiale & Logica Computazionale. I box mettono a confronto somiglianze e differenze tra il funzionamento umano e quello dei sistemi artificiali, invitando a guardare anche a ciò che accade dietro il risultato che riceviamo. Il contributo del libro è quello di ricordare che** apprendere non significa soltanto acquisire informazioni, ma elaborarle fino a poterle utilizzare.** Il disegno è una delle strade possibili per farlo, perché rende visibile un pensiero, gli dà una forma e permette di discuterlo insieme agli altri.
