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title: "Addio Reddito: perché Mia piace alle aziende"
description: "l ‘vecchio’ sussidio Rdc dovrebbe essere sostituito dalla Misura per l'inclusione attiva (Mia) entro la fine del 2023"
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date: 2023-03-14
author: Elisa Marasca
url: https://www.paroledimanagement.it/scenari-macroeconomici/addio-reddito-perche-mia-piace-alle-aziende/
categories: [Scenari macroeconomici]
tags: [reddito di cittadinanza, Rdc, "Misura per l'inclusione attiva", Mia, bozza Mia]
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# Addio Reddito: perché Mia piace alle aziende

![Addio Reddito: perché Mia piace alle aziende](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2023/03/ministero_lavoro09-1024x682.jpg)

Dopo soli quattro anni il Reddito di cittadinanza (Rdc), sostegno economico a integrazione dei redditi familiari, sembra destinato ad andare in pensione. **Le prime indiscrezioni sono emerse da una bozza di modifica messa a punto dal Ministero del Lavoro a marzo 2023**, che però “necessita di un approfondito confronto tecnico con ministeri, enti locali e Inps”, ha precisato il Governo.

**Il ‘vecchio’ sussidio dovrebbe essere sostituito dalla Misura per l'inclusione attiva (Mia) entro la fine del 2023**. Ma che cosa cambia? Le modifiche riguarderebbero l’importo, la durata e i requisiti per accedere. Lato aziende, invece, attualmente non sono previsti grandi mutamenti.

## Rimangono alcuni incentivi per le aziende

Sembrano destinati a restare infatti gli sgravi per chi assume una persona che percepisce il Mia. In particolare, la bozza prevederebbe **un esonero contributivo totale fino a 8mila euro l’anno per 24 mesi per i contratti a tempo indeterminato, e ridotto del 50% per contratti a termine** o stagionali per 12 mesi. Non rientrano nello sgravio i contributi Inail (cioè per il rischio di infortuni e malattia sul luogo di lavoro).

 

 

Come per altri bonus assunzione, è prevista una sanzione per quei datori di lavoro che successivamente provvederanno al licenziamento: **se l’occupazione dovesse interrompersi entro i 36 mesi, infatti, l’azienda sarebbe tenuta a restituire interamente l’incentivo fruito**. Per ora non sembra cambiare nemmeno la regola per cui i componenti del nucleo che possono lavorare debbano firmare la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, e che il sussidio decada in caso di rifiuto della prima offerta di lavoro congrua.

## Le tempistiche e i criteri di accesso potrebbero essere più stringenti

Il contributo economico rimane di massimo 500 euro mensili a persona ma in famiglie ‘non occupabili’ (cioè nel caso in cui ci siano disabili, minori o anziani Over 60), cui si aggiungono le maggiorazioni derivanti dalla scala di equivalenza in base alla struttura famigliare.** È prevista infatti una riduzione del 25% di questo importo (quindi 375 euro al mese al massimo) se i componenti del nucleo famigliare sono ‘occupabili’**. Si avrà diritto all'assegno se non cambiano le condizioni per 18 mesi rinnovabili nel caso di famiglia con disabili, anziani o minori e, dopo l'attesa di un mese, per altri 12 mesi. Il beneficio si potrà rinnovare ogni 12mesi, attendendo un mese. Per le famiglie senza minori, disabili a anziani il beneficio durerà fino a un anno con la prima domanda.

Per ottenere il sussidio si dovrà essere cittadini italiani o dell'Unione europea (o loro familiari) con diritto di soggiorno permanente, oppure cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno. **In questo caso potrebbero cambiare anche i criteri riguardanti gli anni di residenza in Italia** (almeno 10 anni nel caso di Rdc, di cui gli ultimi due in via continuativa). **La famiglia dovrà avere un Isee non superiore a 7200 euro** (per il Rdc attualmente sono al massimo 9.360 euro nei casi in cui il nucleo famigliare risieda in un’abitazione in affitto), con reddito famigliare inferiore a 6mila euro annui moltiplicati per il coefficiente della scala di equivalenza.
