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title: "Anche tu sei nel 33% che teme di perdere il lavoro?"
description: Il sondaggio People at work 2023 dell’ADP Research Institute rivela che un lavoratore italiano su tre teme di perdere il proprio lavoro.
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date: 2023-07-27
author: Martina Midolo
url: https://www.paroledimanagement.it/scenari-macroeconomici/anche-tu-sei-nel-33-che-teme-di-perdere-il-lavoro/
categories: [Scenari macroeconomici]
tags: [ADP Southern Europe, ADP Italia, People at work 2023, Marcela Uribe]
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# Anche tu sei nel 33% che teme di perdere il lavoro?

![Anche tu sei nel 33% che teme di perdere il lavoro?](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2023/07/Anche-tu-sei-nel-33-che-teme-di-perdere-il-lavoro_People-at-work_ADP_incertezza-1024x683.jpeg)

Una prossima crisi economica e il rallentamento dell’economia minacceranno i nostri posti di lavoro? Secondo il sondaggio *People at work 2023. A global workforce view* dell’ADP Research Institute, un lavoratore italiano su tre (34%) teme di perdere la propria occupazione proprio a causa dello scenario incerto. Da segnalare, inoltre, che i timori risultano essere maggiori tra gli uomini (38%) rispetto alle donne (30%). Lo studio, che ha coinvolto oltre 32mila lavoratori in 17 Paesi (di cui 2mila lavoratori in Italia) rivela che **i sentimenti di precarietà sono più alti nella fascia di età tra i 35 e i 44 anni (37%), seguita dalla Generazione Z (18 ai 24 anni), con il 36%**. Tra i lavoratori tra i 24 e i 34 anni, il 34% è preoccupato per la propria sicurezza lavorativa, mentre nella fascia dai 45 ai 54 anni è il 33% a nutrire tali timori. Degli Over 55, invece, solo il 26% si dichiara preoccupato per il proprio posto di lavoro.

Inoltre, la ricerca evidenzia che **l’insicurezza è particolarmente diffusa nei settori del Real Estate (42%) e dell’Edilizia (40%)**; ma anche nell’IT e Telecomunicazioni il 41% dei lavoratori si sente insicuro riguardo alla propria occupazione. “I tempi sono difficili, è normale che i lavoratori si sentano preoccupati per il proprio lavoro, **temendo la perdita del proprio posto per motivi economici, ma anche con l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale** (AI), che presumibilmente potrebbe sostituire alcune mansioni”, ha commentato Marcela Uribe, General Manager Southern Europe di ADP.

## Spaventano anche le nuove tecnologie

Secondo i dati Inps, nel 2022 i licenziamenti di natura economica hanno registrato un aumento del 41% rispetto al 2021. Tuttavia, è importante ricordare che i licenziamenti economici erano stati bloccati dalle normative introdotte nel 2020 a causa della pandemia da covid-19, e solo a partire da giugno e ottobre 2021 sono stati riaperti. In confronto al dato del 2019, però, **nel 2022 si è verificato un calo di circa 127mila licenziamenti (-25%)**. “Le aziende dovrebbero fare di più per rassicurare i propri collaboratori, mostrando loro che gli sforzi sono riconosciuti e che le prospettive di carriera sono effettive”, ha aggiunto Uribe.

Complessivamente, il 60% dei lavoratori ritiene che nessuna professione sia immune dall’attuale incertezza economica, mentre **il 13% crede che l’utilizzo dell’AI diventerà la norma nel proprio settore nei prossimi cinque anni**, con conseguente riduzione delle attività manuali. “Non è necessariamente vero che i tagli di posti di lavoro in un’azienda significhino che altre ne seguiranno l’esempio o che l’automazione, l’AI e l’apprendimento automatico siano cose di cui aver paura. Potrebbero infatti rendere il lavoro delle persone più facile o più soddisfacente in futuro. Vale la pena che i datori di lavoro parlino con i lavoratori ora, per affrontare le idee sbagliate e fugare preoccupazioni inutili”, ha spiegato Uribe.

Eppure, in questo scenario, il 24% dei lavoratori ha preso in considerazione la possibilità di cambiare settore nei 12 mesi precedenti, mentre il 15% ha valutato l’idea di avviare un’attività in proprio. Inoltre, **un quinto degli Over 55 (20%) ha riflettuto sulla possibilità di andare in pensione anticipata**. “Se le aziende non saranno capaci di mettere a proprio agio i lavoratori, correranno il rischio che le competenze vitali, l’esperienza e l’entusiasmo possano andare perduti, e ciò potrebbe rendere difficile fornire il livello di servizio che i clienti si aspettano”, ha concluso la General Manager Southern Europe di ADP. Facendo sentire il personale più a proprio agio e al sicuro, sottolineando quali prospettive di formazione e avanzamento di carriera potrebbero essere offerte, i lavoratori si sentiranno maggiormente in grado di concentrarsi sul fare un buon lavoro, senza preoccuparsi del futuro.
