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title: Centrosinistra e sinistra puntano sul Piano 4.0 e sulla transizione ecologica
description: Riorganizzare le catene industriali attraverso incentivi selettivi che consentano di promuovere filiere strategiche per il nostro Paese; concentrare le risorse su strumenti fiscali semplici e automatici a supporto degli investimenti di cittadini e imprese; aiutare la conversione ecologica industrial...
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date: 2022-09-12
modified: 2022-09-16
author: Redazione
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categories: [Scenari macroeconomici]
tags: [innovazione, transizione ecologica, Verdi e sinistra italiana, Italia Viva e Azione, Centrosinistra]
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# Centrosinistra e sinistra puntano sul Piano 4.0 e sulla transizione ecologica

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Riorganizzare le catene industriali attraverso incentivi selettivi che consentano di promuovere filiere strategiche per il nostro Paese; concentrare le risorse su strumenti fiscali semplici e automatici a supporto degli investimenti di cittadini e imprese; aiutare la conversione ecologica industriale anche socialmente. Sono queste** alcune delle proposte in tema di imprese elencati nei programmi elettorali dei partiti di sinistra e di centrosinistra.**

## Pd punta a rafforzare il grande potenziale delle imprese

Nel capitolo del programma dedicato **allo sviluppo sostenibile e alla transizione ecologica** e digitale il Partito democratico affronta la necessità di agire per trasformare e **rendere più solido l’intero tessuto produttivo e sociale del Paese e di rafforzare il grande potenziale delle nostre imprese,** dei piccoli imprenditori e imprenditrici, delle startup innovative, del mondo degli artigiani e dei professionisti, attraverso misure di sostegno e di semplificazione, favorendo la Transizione 4.0 in uno scenario che coniughi innovazione, concorrenza e sostenibilità.

A ciò si aggiunge il ruolo chiave degli investimenti **nella ricerca e nell’innovazione per superare le inefficienze** e i problemi strutturali di bassa produttività del sistema-Italia. Il Pd sottolinea, inoltre, **la forte interconnessione tra la transizione ecologica e digitale,** puntando sulla riorganizzazione delle catene industriali, attraverso incentivi selettivi che consentano di promuovere filiere strategiche per il nostro Paese. Proponiamo inoltre l’istituzione di un coordinamento per la valorizzazione del ruolo e del contributo delle imprese a partecipazione pubblica nelle strategie di politica industriale, in particolare per la transizione ecologica e digitale.

Nel programma del Pd è considerato essenziale **promuovere un approccio critico al digitale nel ciclo dell’istruzione,** a partire dall’educazione civica digitale fino alla *digital literacy* e all’educazione sull’uso del dato, all’impiego di elementi di informatica di base, alla difesa dalla disinformazione. Il programma elettorale parla anche **dell’importanza di promuovere politiche industriali per lo sviluppo del settore degli asset digitali**, coerentemente con il quadro normativo europeo, allo stesso tempo cogliendo le nuove opportunità che le moderne tecnologie blockchain offrono.

Si sottolinea anche la volontà **di rafforzare la ricerca e di ridisegnare le politiche** collegando ricerca, innovazione e imprese, nonché l’accesso alla conoscenza come bene pubblico. La modulazione degli incentivi fiscali rappresenta, inoltre, per il Pd un’importante leva da utilizzare per sospingere cittadini e imprese verso l’innovazione e la sostenibilità.

## Italia Viva e Azione: strumenti fiscali semplici e automatici per gli investimenti

Italia Viva e Azione **citano espressamente il piano Industria 4.0,** varato da Carlo Calenda quando era Ministro dello Sviluppo Economico del Governo di Matteo Renzi. “ Il piano è stata la principale iniziativa di politica industriale degli ultimi 30 anni; grazie a questa,** gli investimenti e la produttività hanno raggiunto livelli superiori a quelli delle imprese tedesche.** È dunque necessario concentrare le risorse su strumenti fiscali semplici ed automatici a supporto degli investimenti di cittadini ed imprese. Questa è l’unica strada per aumentare salari e posti di lavoro”, è stato scritto nel programma.

Nello specifico si sottolinea l’importanza di:** stimolare l’innovazione tecnologica e gli investimenti**; ripristinare e rafforzare Industria 4.0 – depotenziata, secondo Italia Viva e Azione dai Governi più recenti – aggiornando la lista dei beni agevolati (con l’inclusione delle nuove tecnologie) e aumentando il tetto massimo per gli investimenti; estendere il meccanismo di Industria 4.0 agli investimenti per la transizione ecologica (per esempio: impianti di produzione e accumulo di energia per l’autoconsumo).

Oltre a questo un altro punto chiave è** la necessità di facilitare la crescita dimensionale delle imprese** e per questo si propone di: **innalzare la soglia dimensionale d’impresa per l’applicazione di alcuni dei più pesanti vincoli burocratici in materia di lavoro;** modulare la defiscalizzazione già prevista nelle zone economiche speciali al fine di favorire la crescita delle piccole imprese e incentivare quelle di medie e grandi dimensioni; potenziare il credito d’imposta per i costi di quotazione delle PMI, già introdotto dal Mise nel 2017.

Un altro tema è poi quello **della valorizzazione delle PMI e dell’artigianato**. Le piccole e micro-imprese artigiane sono i luoghi dei talenti italiani, dove spesso si originano le esperienze del Made in Italy maggiormente di successo. Per sostenere queste realtà, secondo Italia Viva e Azione, occorre **accompagnare il passaggio generazionale, favorire il credito diretto e le garanzie,** anche attraverso la mutualità privata; bisogna inoltre promuovere la formazione professionale sul campo attraverso l’alternanza scuola-lavoro e l’apprendistato duale.

## Sinistra italiana e Verdi: aiutare la conversione ecologica industriale

Il tema della politica industriale è citato da Sinistra italiana e Verdi esplicitamente in uno dei paragrafi del punto nove del programma intitolato “L’Italia giusta” , dove è scritto che **dalla stagione delle privatizzazioni, l’Italia non ha più avuto una politica industriale.** L’esito di quel processo è stato, secondo i due partiti, la perdita di centralità dei grandi gruppi industriali e di conseguenza l’adozione di un modello fondato sulle PMI produttrici di prodotti intermedi finalizzati all’export; questo ha portato a un progressivo declassamento del sistema-Paese, dipendente da catene globali dirette altrove e incapace di emergere nei nuovi settori chiave, dalla Robotica alle Biotecnologie, dalla Farmaceutica all’Informatica. In compenso, per Sinistra italiana e Verdi, siamo diventati terreno di caccia per investitori esteri orientati ad acquisire imprese italiane per sfruttarne brevetti, contratti e penetrazione nei mercati, per poi liquidarne la capacità produttiva delocalizzando altrove.

Per questi motivi, la proposta è** di invertire queste tendenze, attraverso un forte e diretto intervento pubblico nell’economia:** lo Stato deve promuovere investimenti che determinino lo sviluppo di nuovi campioni nazionali nei settori ritenuti strategici, avvalendosi del supporto del sistema universitario e **puntando a creare nuove e innovative filiere produttive.**

Altro tema è quello **delle delocalizzazioni,** tematica rispetto alla quale la proposta è che chiunque porti all’estero parte della produzione – con conseguente riduzione di personale – **debba restituire tutti i contributi in conto capitale ricevuti nell’ultimo quinquennio,** così come eventuali sgravi contributivi o eventuali altri vantaggi fiscali; inoltre è necessario introdurre l’obbligo di assicurare la continuità produttiva attraverso la cessione preventiva dello stabilimento o, in alternativa, di versare una sanzione pari al 5% del fatturato degli ultimi cinque anni, da destinare alla rioccupazione dei lavoratori, preferibilmente secondo la formula del worker buyout.

Inoltre al punto tre del programma, **dedicato alla mobilità sostenibile, si parla della necessità di aiutare la conversione ecologica industriale anche socialmente:** è urgente adottare politiche industriali per le produzioni di componenti di veicoli elettrici, riconvertire filiere esistenti e favorire la nascita di filiere di recupero e riciclo delle componenti e dei materiali critici; politiche del lavoro per la riqualificazione degli addetti e favorire la mobilità dei lavoratori a rischio verso altri settori; politiche per l’istruzione che prevedono percorsi formativi a tutti i livelli.

Fonti:

Partito democratico: partitodemocratico.it/wp-content/uploads/AGGIORNAMENTO-PROGRAMMA_INSIEMEPERUNITALIADEMOCRATICAEPROGRESSISTA_250822-1.pdf

Italia Viva e Azione: https://www.italiaviva.it/programma_elettorale_azione_italia_viva_calenda

Sinistra italiana e Verdi: https://verdisinistra.it/programma-alleanza-verdi-e-sinistra/
