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title: ChatGPT e l’importanza di conoscere l’AI che dialoga con noi
description: "La moratoria sull'AI non è un monito ad abolirla, ma un invito a rendere pubbliche le regole di funzionamento di questi sistemi"
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date: 2023-04-03
modified: 2023-04-12
author: Domenico Talia
url: https://www.paroledimanagement.it/scenari-macroeconomici/chatgpt-e-limportanza-di-conoscere-lai-che-dialoga-con-noi/
categories: [Scenari macroeconomici]
tags: [Intelligenza artificiale, ai, Chat GPT]
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# ChatGPT e l’importanza di conoscere l’AI che dialoga con noi

![AI](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2023/04/AI.jpg)

[In questi giorni si discute molto della lettera appello che è stata pubblicata dal Future of life institute](https://futureoflife.org/open-letter/pause-giant-ai-experiments/) e che una numerosa **comunità di esperti di Intelligenza Artificiale (AI) ha firmato** per chiedere una moratoria nello sviluppo di sistemi di AI generativa che saranno i successori del sistema GPT-4*.** ***Ho firmato anche io la lettera**, perché ho ritenuto fosse utile e necessario avviare un dibattito molto ampio sulle tecnologie di AI generativa che si stanno sviluppando molto velocemente in questo periodo e che sono già usate da milioni di persone nel mondo.

Un esempio di ciò è dimostrato dalla** diffusione e dall’impatto di ChatGPT che sono senza precedenti**, mentre i sistemi che seguiranno saranno molto più veloci e più capaci. La lettera è un invito a** rendere pubbliche le regole di funzionamento di questi sistemi**, a stare attenti a considerare soltanto i vantaggi economici e competitivi, a lavorare per rendere queste tecnologie patrimonio della società, cercando anche di comprendere che possono esserci **impatti significativi sulle popolazioni**, sullo studio, sui nuovi lavori, sul ruolo degli esseri umani nella gestione e l’uso di questi sistemi.

La lettera invita all’attenzione e chiede una pausa che possa servire a **conoscere meglio l’impatto di questi sistemi e a creare delle regole**. Non si vuole ovviamente f**ermare la ricerca e lo sviluppo** dell’AI in generale, ma il training dei sistemi di AI generativi che si stanno realizzando. Occorre ragionare sull’uso di questo tipologia di **sistemi informatici che funzionano come *black box*,** come accade con molti sistemi di AI basati sul Deep learning: vere e proprie ‘scatole nere’ il cui funzionamento è molto complesso (dipende da miliardi di parametri) e del tutto opaco.

Spesso queste dinamiche non sono note neanche a chi le sviluppa. Possono non esserci problemi quando **questi sistemi funzionano, ma occorre considerare che non sono infallibili**. ChatGPT sa fare alcune cose, ma non sa fare tutto, eppure risponde sempre. Il rischio è che realizziamo sistemi di cui non conosciamo il funzionamento e i cui effetti potrebbero essere molto negativi sulle persone, sulle organizzazioni, sulla società.

## Il rischio di eventi dannosi per persone e organizzazioni

In questo momento storico le grandi **aziende informatiche preferiscono non rispondere ai cittadini** dei loro sviluppi tecnologici e sono in forte competizione, soprattutto per ragioni di rivalità economica e finanziaria. Con l’uso intensivo dei social media **si è diffuso l’uso di *fake news*, *deep fake***, la manipolazione delle informazioni online. Ma questa fase di sviluppo di sistemi di AI generativa è ancora più critica, perché questi strumenti sono molto più potenti: permettono un ragionamento automatico che può sostituire in tanti aspetti quello umano, ma del quale non si conosce bene il funzionamento. Una sorta di ragionamento che si basa sulla **combinazione probabilistica di parole per comporre discorsi** di cui le macchine che li generano non conoscono il significato.

L’uso incontrollato e spesso inconsapevole per gli utenti potrebbe portare a **eventi dannosi per le persone e per le organizzazioni** che li usano. È una tecnologia sviluppata in grandissima parte solo le Big tech che giocano un ‘campionato’ a sé, offrendo questi prodotti in maniera (apparentemente) gratuita a milioni di persone, le quali non conoscono quasi per nulla il loro funzionamento. Tutto ciò comporta una serie di **effetti sul lavoro, sulle relazioni professionali e sociali, sulle regole democratiche, sui diritti delle persone**. In questo momento questi eventi non si conoscono del tutto ed è necessario riflettere per fare un uso consapevole di questi strumenti che faranno certamente parte della vita di miliardi di persone in un futuro molto prossimo. È sufficiente pensare al mondo della scuola, della formazione, al mondo del lavoro. Tutti questi contesti potrebbero cambiare per sempre.

L’evoluzione e l’innovazione, ovviamente, non sono il problema. La questione è che viviamo un momento critico di questo cambiamento e lo stiamo affrontando senza riflettere abbastanza sull’impatto che le tecnologie possono avere sulle persone: **lasciare solo a pochi la possibilità di decidere e mettere le innovazioni tecnologiche nelle mani di molti**, che le possono usare in maniera impropria, è un rischio enorme. Dobbiamo agire perché **queste tecnologie molto potenti siano un patrimonio di tutti** e non solo dei pochi attori che le hanno in mano in questo momento e ne fanno strumento di guerra commerciale. I sistemi di AI come ChatGPT, Bard e altri dovrebbero essere **usati senza creare danni ai cittadini** e facendo in modo che i loro effetti siano di gran lunga positivi, mentre i loro rischi devono essere gestibili. Perché questo accada servono conoscenza e consapevolezza.

**Conciliare gli sviluppi tecnologici con i principi etici**

L’AI oggi è utilizzata abbondantemente. **La usiamo in campo medico, in agricoltura, nell’industria, nel settore finanziario e bancario**, nei sistemi di risparmio energetico, nella gestione aziendale. È quella che riconosce le immagini, il parlato, quella che ci guida in macchina. Queste sono funzionalità che usiamo da tempo. **È un’AI accurata, certamente non perfetta**, ma funziona abbastanza bene. È certamente un fatto storico avere un’AI che dialoga con noi e che lavora per noi, come accade in tanti lavori intellettuali.

Tuttavia, **i suoi avanzamenti devono essere condivisi con le persone**, devono diventare patrimonio della società, ma perché questo accada non devono essere realizzati per rubare i dati personali a milioni di persone, violare i diritti di privacy personale; devono essere regolamentati; devono essere rispettosi dei principi etici collettivi. Soltanto così diventano** elementi di progresso sociale**, invece di divenire strumenti di manipolazione delle persone e di dominio tecnologico nel mondo del lavoro, dell’educazione, del tempo libero.
