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title: Dazi Usa, se vuoi la pace prepara il bazooka
description: "Dazi Usa, l'uso del bazooka dell'Unione europea quali conseguenza avrebbe sulle economie dei Paesi europei?"
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date: 2025-07-17
modified: 2025-09-12
author: Giorgio Merli
url: https://www.paroledimanagement.it/scenari-macroeconomici/dazi-usa-se-vuoi-la-pace-prepara-il-bazooka/
categories: [Scenari macroeconomici]
tags: [donald trump, dazi usa, bazooka Ue, guerra commerciale]
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# Dazi Usa, se vuoi la pace prepara il bazooka

![bazooka_ue_dazi_trump](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2025/07/bazooka_ue_dazi_trump.jpg)

La **minaccia dei dazi di Donald Trump** ha scosso le fondamenta dell’economia del Vecchio Continente. Un terremoto con una scia sismica ancora non terminata e che minaccia ulteriori scosse, anche maggiori. Peraltro con **l’ombra di una possibile rielezione dell’attuale Presidente Usa**… L’Unione europea si prepara dunque ad affrontare uno **scenario già vissuto** durante la prima amministrazione Trump.

Ma ci sono due novità: i maggiori valori in gioco; **la possibile attivazione dell’Anti-coercion instrument (Aci), il cosiddetto ‘bazooka Ue’**. Ma la vera domanda è: conviene davvero usare questo strumento? Ma, soprattutto, chi avrebbe più da perdere nello scontro? **Il bazooka Ue rimanda all’immagine di un’arma distruttiva**; in effetti il messaggio che l’Ue vuole inviare agli Usa è chiaro: **Bruxelles non accetterà più imposizioni unilaterali**.

L’ipotesi di un ritorno dei dazi Usa non è più solo un timore politico, ma un **rischio calcolato nei modelli macroeconomici europei**. Secondo uno scenario elaborato dalla Commissione Ue le conseguenze saranno chiare: **c****on dazi moderati (10%)**, la zona euro potrebbe perdere fino a 0,3 punti percentuali di Prodotto interno lordo nel 2025; **in caso di dazi più aggressivi (30%)**, la perdita potrebbe salire fino a 0,7%, e in scenari peggiori anche oltre l’1%.

## Le contromisure Ue rischiano di essere un boomerang

Dopo l’esperienza dei dazi del 2018 su acciaio e alluminio, **l’Ue ha creato nel 2023 l’Aci**, cioè il meccanismo che consente alla Commissione Ue di **reagire rapidamente e in modo proporzionato a misure coercitive** messe in atto da Paesi terzi. Le possibili contromisure che attiverebbe il bazooka Ue riguardano: **dazi**** punitivi su prodotti strategici**; divieti di accesso agli appalti pubblici europei; restrizioni sugli investimenti; sospensione temporanea della tutela della proprietà intellettuale; **sanzioni mirate su aziende e settori ad alto valore**. Per essere attivato, all’Aci serve ‘solo’ un **processo politico interno** che richiede l’appoggio della maggioranza qualificata dei Paesi membri. Ma è proprio qui che sono emerse le prime fratture.

Sull’uso rapido del bazooka Ue **spingono apertamente Francia, Spagna, Svezia e Paesi Bassi**, sostenendo che la minaccia di Trump vada disinnescata sul nascere. La linea è chiara: mostrare forza ora per evitare una guerra commerciale domani. **Germania e Italia** – le due principali potenze manifatturiere europee – **predicano, invece, cautela**. Il nostro Paese teme che uno scontro commerciale possa **colpire il Made in Italy nei settori moda, alimentare e meccanico**. Berlino, invece, guarda con preoccupazione a un eventuale colpo al settore automobilistico, già sotto pressione tra transizione elettrica e rallentamento della domanda globale. **Il rischio è che il bazooka Ue finisca per dividere ulteriormente i Paesi europei** nel momento più delicato degli ultimi anni.

**La Germania risulterebbe tra i Paesi più colpiti **dalle conseguenze dei dazi: la sua economia, fortemente orientata all’export e dipendente dal settore automotive, potrebbe vedere il suo Pil ridursi di 0,4% in un solo anno. L’Irlanda, patria fiscale di numerose multinazionali tecnologiche e farmaceutiche, **rischia una contrazione cumulata fino al 3% entro il 2028**. Francia e Spagna, con economie più diversificate e meno esposte al mercato Usa, limiterebbero i danni a circa 0,2-0,5%, mentre **l’Italia potrebbe subire una perdita stimata tra 0,2 e 0,3% del Pil**, con particolare impatto sull’agroalimentare e la meccanica di precisione.

Dalla guerra commerciale, però, **anche gli Usa avrebbero molto da perdere**. Secondo le analisi della Tax Foundation e di economisti indipendenti, una nuova ondata di dazi accompagnata da ritorsioni europee **potrebbe ridurre il Pil statunitense tra lo 0,6% e l’1% nel 2025**. I dazi farebbero inoltre salire i prezzi al consumo, in un momento in cui la Federal reserve cerca di tenere calma l’inflazione. **Le prime a essere colpite sarebbero le big tech** (cioè Google, Apple, Meta e Amazon), che generano oltre il 20% dei loro profitti proprio nel mercato europeo. Non a caso, **molti analisti Usa vedono l’uso del bazooka Ue come una carta potente**, ma anche rischiosa: Trump potrebbe rafforzare la sua **retorica dell’America First**, dipingendo Bruxelles come una minaccia e capitalizzando politicamente sul confronto.

## Tornare a negoziare per evitare lo scontro

Il vero valore del bazooka Ue, più che nella sua attivazione, è però **nella sua stessa esistenza**. Avere uno strumento pronto e credibile, **dà all’Ue una forza negoziale che nel 2018 mancava**. E infatti, la Commissione Ue ha fissato un termine simbolico: se entro i primi di agosto 2025 non ci saranno progressi, Bruxelles potrebbe iniziare ad applicare le misure contro prodotti usa per un **valore complessivo di 72 miliardi di euro**. La tempistica è stretta e agire troppo presto potrebbe scatenare una **guerra commerciale dai costi elevatis**simi. Il bazooka Ue è potente, ma va usato con precisione chirurgica, non come un’arma di distruzione di massa.

Alla luce di queste considerazioni **non è semplice decidere tra l’uso dell’Aci**. L’Ue è chiamata a dimostrare non solo forza, ma anche intelligenza strategica. Agire con unità, **prepararsi a negoziare senza rinunciare a difendersi**: è questa la vera sfida dei prossimi mesi. Il rischio più grande? Non è lo scontro in sé, ma **l’incapacità dei Paesi Ue di parlarsi** e trovarsi rappresentati da una voce sola.
