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title: "Decreto lavoro: giù le tasse ai dipendenti"
description: "Il Consiglio dei Ministri vara il decreto Lavoro: meno tasse ai lavoratori dipendenti e regole più snelle per assumere."
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date: 2023-05-02
modified: 2023-05-05
author: Redazione
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categories: [Scenari macroeconomici]
tags: [benefit, Dl lavoro, Taglio tasse, Precarietà]
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# Decreto lavoro: giù le tasse ai dipendenti

![Meloni 1 maggio](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2023/05/Meloni-1-maggio-1024x683.jpg)

Non poteva che scegliere il **1 maggio il Governo per il via libera al decreto Lavoro 2023** che riscrive numerose misure per aziende e dipendenti: dal **taglio del cuneo fiscale** all’incremento dei redditi, dalla **maggiore flessibilità per i contratti a termine** agli sgravi per chi assume, dai benefit per chi ha figli al **‘pensionamento’ del Reddito di cittadinanza**. Proprio nella giornata che festeggia il lavoro e i lavoratori, il Consiglio dei Ministri ha approvato il testo, [la cui bozza era già circolata a metà aprile 2023](https://www.paroledimanagement.it/meloni-rottama-il-decreto-dignita/).

Prima dell’incontro dell’Esecutivo, la Premier **Giorgia Meloni ha incontrato le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative in Italia**, proprio in vista dei provvedimenti in materia di fisco, lavoro e politiche sociali poi esaminati nella riunione con i Ministri: al tavolo con la Presidente del Consiglio si sono infatti riuniti i **rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl**, che hanno preceduto l’incontro tra Meloni e Confsal, Cisal, Confintesa, Confedir, Cida.

Che cosa cambia con il decreto Lavoro? Una delle misure previste dall’iniziativa del Governo riguarda **il taglio del cuneo fiscale destinata ai lavoratori dipendenti con redditi fino a 35mila euro** che da luglio a dicembre 2023 potranno ricevere fino a 100 euro in più al mese: il decreto, infatti, incrementa di altri quattro punti percentuali il taglio già previsto dall’ultima legge di Bilancio, così da consentire di far fronte ai rincari del momento. E sempre per affrontare il caro-vita, l’Esecutivo ha rimesso mano al welfare aziendale, stabilendo che per il 2023 non concorrono a comporre il reddito i **beni ceduti e i servizi prestati ai lavoratori dipendenti con figli a carico, fino a 3mila euro**.

Confermata poi la novità sui **contratti a termine, che tornano a essere più flessibili e con meno ‘paletti’**, che erano stati introdotti con il decreto Dignità: il decreto cancella le causali che erano state introdotte nel recente passato e che erano fondamentali per rinnovare i contratti oltre i 12 mesi. **I nuovi contratti possono quindi godere della semplificazione**, restando però all’interno dei contratti collettivi o in quelli aziendali. Fino al 31 dicembre 2023, inoltre, le **aziende con oltre 1.000 dipendenti potranno ricorrere ai contratti di espansione** (ai lavoratori è consentito lo scivolo pensionistico con l’anticipo di cinque anni).

Una novità degna di nota è quella che riguarda **l’eliminazione del limite dei 29 anni di età per i contratti di apprendistato professionalizzante**: la misura, però, riguarda solo i settori turistico e termale; e nel caso si assumessero Over 40 con questo contratto, è necessario che siano disoccupati.

Per le **prestazioni occasionali**, invece, il precedente limite dei 10mila euro per **l’utilizzo dei voucher è innalzato a 15mila**. Ma anche in questo caso la novità riguarda solo chi lavora nei settori dei congressi, delle fiere, degli eventi, degli stabilimenti termali e dei parchi divertimento e per le aziende fino a 25 lavoratori con contratto a tempo indeterminato (prima il limite era otto persone).

Chi **assume Under 30 potrà utilizzare – per 12 mesi – gli sgravi contributivi fino al 60% della retribuzione mensile lorda** previsti dal decreto Lavoro (i giovani non devono essere né studenti né lavoratori e devono essere registrati al Programma operativo nazionale iniziativa occupazione giovani); la misura è valida per i **contratti attivati da giugno a dicembre 2023**. Ancor più importante è il provvedimento per chi assume nel Mezzogiorno e nelle Isole: in questo caso gli **Under 35 possono godere dell’esonero contributivo**.

Come già anticipato ad aprile 2023, **il Governo ha scelto di rottamare il Reddito di cittadinanza dal 1 gennaio 2024**. Al suo posto, ci sarà **l’Assegno di inclusione, per le famiglie con Isee inferiore a 9.360 euro** e altri parametri tra cui il patrimonio immobiliare (esclusa la fissa dimora) e i veicoli. Gli Under 59 in condizione di lavorare dovranno avviare un **percorso di ricerca di lavoro con un centro per l’impiego** e l’assegno sarà perso se si rifiuterà un’offerta con un contratto di almeno un mese (ci sono alcuni limiti sulla distanza dal domicilio). E per chi produrrà false dichiarazioni, sono previste dure sanzioni, fino alla reclusione.

Nel caso in cui l’azienda assumesse – a tempo indeterminato o con l’apprendistato – un beneficiario dell’Assegno di inclusione, il decreto lavoro ha messo a disposizione gli incentivi economici con **l’esonero del 100% dei contributi previdenziali** (con il limite di 8mila euro l’anno).
