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title: Diplomazia culturale, la via italiana al soft power
description: "Venice Soft Power Conference, il ruolo dell'Italia e l'uso del soft power come strumento di diplomazia diplomatica e culturale"
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date: 2024-08-28
author: Dario Colombo
url: https://www.paroledimanagement.it/scenari-macroeconomici/diplomazia-culturale-la-via-italiana-al-soft-power/
categories: [Scenari macroeconomici]
tags: [diplomazia culturale, Venice Soft Power Conference, Soft power]
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# Diplomazia culturale, la via italiana al soft power

![Soft_Power_cultura_Italia](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2024/08/Soft_Power_cultura_Italia-1024x682.jpg)

Si è detto che il [soft power rappresenta uno strumento per affrontare le esigenze dell’informazione](https://www.paroledimanagement.it/venice-soft-power-conference-il-dialogo-non-i-social-salvera-le-democrazia/), l’inevitabilità della propaganda e le crescenti minacce delle falsificazioni. E si è detto pure che può essere il [modo per superare le crisi climatiche](https://www.paroledimanagement.it/superare-la-crisi-climatica-con-il-soft-power/) perché in grado di promuovere il consenso popolare. Quello che alla **quinta Venice Soft Power Conference** ancora mancava di sottolineare era **il ruolo dell’Italia come esempio della diplomazia culturale**. È stato questo l’ultimo argomento affrontato dagli esperti del Soft Power Group, **riuniti a Venezia presso la Fondazione Giorgio Cini nell’Isola di San Giorgio Maggiore** dal 26 al 27 agosto 2024, coordinati dal **Presidente e Fondatore del Gruppo, Francesco Rutelli**.

Numerosi sarebbero gli esempi che vedono il nostro Paese protagonista dell’azione di soft power; tra questi il recente **impegno italiano nel riportare in vita il Toro di Nimrud**, un monumento realizzato nell’antica Mesopotamia che nel 2015 l’Isis aveva distrutto vicino a Mosul in Iraq: l’Italia, **con l’associazione Incontro di Civiltà di Rutelli** è stata in prima linea nella riproduzione dell’opera che prima è stata esposta a Roma e poi è stata **collocata a Bassora**, diventando un **segno tangibile delle capacità del nostro Paese** per restituire al mondo un’opera che era stata ridotta a un cumulo di detriti.

Nella sessione che ha chiuso i lavori della Venice Soft Power Conference è stata ribadita la **felice connessione dei temi affrontati nella conferenza e l’ospitalità offerta da Venezia** sin dalla prima edizione (2019) dell’iniziativa. A evidenziarlo è stato **il Sindaco della città, Luigi Brugnaro**, che ha rimarcato come il soft power debba essere **l’espressione del potere reale per la costruzione di un bene più grande**, cioè quello comune: “Non vuol dire essere deboli, bensì diplomatici, perché **‘soft’ rimanda all’atteggiamento persuasivo** per la presa di decisioni”.

Brugnaro ha poi ribadito il ruolo centrale della città – “**Da Venezia si ricostruisce un legame tra cittadini e istituzioni**” – pure per altre tematiche, ricordando il **progetto della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità**, che mira a creare un modello integrato di sviluppo sostenibile (ambientale, economica e sociale) per tutta l’area metropolitana. Si inserisce in questo ambito la proposta di adottare per Venezia – “Che subisce gli effetti dei cambiamenti climatici generati in varie parti del mondo” – **il piano di sviluppo urbano Imagine Boston 2030** per modernizzare le infrastrutture della città, migliorare la qualità della vita e attrarre nuovi residenti e talenti. Sarebbe questa, per il Sindaco, **un’azione di soft power per affrontare l’inverno demografico**, considerato come una delle principali questioni sociali ed economiche da mettere al più presto in agenda.

## La capacità diplomatica si basa sulla storia

**Il soft power si nutre soprattutto di cultura**, come sottolineato da **Gennaro Sangiuliano, Ministro della Cultura**, ospite dei lavori di chiusura della Venice Soft Power Conference per la seconda volta. L’esponente del Governo ha sottolineato più volte che **“l’Italia è una superpotenza culturale”**; un dato “oggettivo” che deriva dalla nostra storia: “È nel passato, come diceva Benedetto Croce, che ci sono gli strumenti per gestire il presente”. Il Ministro ha ricordato le **numerose civiltà che si sono succedute nel nostro Paese** e “ognuna di essere ha lasciato qualcosa”, potenziando la **nostra capacità diplomatica proprio basata sull’eredità storica**. “Dobbiamo promuovere l’italianità nel mondo, ma non ne senso nazionalistico, bensì legandola **all’identità, cioè alla nostra appartenenza alla storia**”, ha spiegato Sangiuliano, chiarendo che “l’identità è la nostra specifica maniera di affrontare il cambiamento”. E rifacendosi al filosofo e sociologo José Ortega y Gasset, ha ricordato che “**per andare avanti serve avere i talloni ben saldi nel passato**”.

L’azione del soft power si concretizza nel **dialogo tra le culture**, ma – secondo il Ministro – a patto che si parte dalla **consapevolezza della propria identità**. È anche alla luce di questi aspetti che si può leggere il **successo del Piano Mattei che ha aperto un dialogo con l’Africa**, rifuggendo dall’approccio che Sangiuliano ha definito “predatorio”. Ecco allora che il **soft power si alimenta della cultura della nazione con i musei** – sui quali il Ministero ha investito largamente e altri investimenti arriveranno a breve – che diventano la “**geografia della memoria culturale e collettiva del Paese**”.

## Potenziare la forza attrattiva del nostro Paese

Da remoto è poi intervenuto **Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy**, che ha specificato come il **soft power agisca sui concetti di attrattività e di influenza** e non impone la superiorità di un bene, prodotto o territorio, ma lascia che siano gli altri a sceglierlo. “**L’Italia ha una specifica forza attrattiva** e il Made in Italy è l’applicazione concreta del soft power”, è stata la testi del Ministro. In particolare, Urso si è concentrato sul **ruolo del Turismo e dell’Industria creativa**: il primo dà lavoro a circa 3 milioni di persone e spinge a valorizzare il brand Italia, affermandone la qualità; il secondo è un settore trainato dalla trasformazione digitale, ma che nonostante il giro di affari di circa 90 miliardi di euro è ancora ben lontano da Paesi come Francia e Germania. “C’è il sostegno del Governo a questa industria ed è fondamentale collegarla con il Turismo”.

Di cultura ha parlato anche **Pietrangelo Buttafuoco, Presidente della Biennale di Venezia** (l’edizione 2024 è iniziata ad aprile e si conclude il 24 novembre) che in fatto di soft power ha invitato i sapienti e i filosofi a confrontarsi nei casi di conflitti. E per trovare un terreno comune di dialogo, ha ricordato come **tra il XV e il XIX secolo si ricorreva alla lingua sabir**, conosciuta anche come lingua franca del Mediterraneo, che serviva come **mezzo di comunicazione efficace tra persone di diverse nazionalità e lingue**, facilitando il commercio e le interazioni quotidiane (era una lingua composta da un lessico misto di parole provenienti da italiano, portoghese, spagnolo, francese, greco, arabo e turco). “In questo modo **le remote distanze trovavano una vicinanza**”, ha detto Buttafuoco. La sua tesi è che più che fabbricare finestre da cui guardare il mondo, **è necessario “essere nel mondo”** e “dalla finestra saper accogliere ciò che arriva da lontano”. E in questo l’Italia non è seconda a nessuno.
