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title: "Fusione FCA-PSA, Rebaudengo: “Sindacati nel Cda? Che confusione”"
description: La fusione tra FCA e PSA è destinato a cambiare il panorama del mondo automobilistico. La novità è la forma di governance, con i sindacati nel Cda.
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date: 2019-12-19
author: Davide La Rocca
url: https://www.paroledimanagement.it/scenari-macroeconomici/fusione-fca-psa-rebaudengo-sindacati-nel-cda-che-confusione/
categories: [Scenari macroeconomici]
tags: [fusione FCA-PSA, Governance FCA-PSA, Automotive, Sindacati]
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# Fusione FCA-PSA, Rebaudengo: “Sindacati nel Cda? Che confusione”

![Fusione_PCA_FSA](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2019/12/Patto_PSA_FCA.jpg)

La **fusione tra FCA e PSA** è destinato a cambiare il panorama del mondo automobilistico. Un’operazione importante, voluta fortemente da entrambi i gruppi. Per capire meglio l’operazione ci siamo rivolti a **Paolo Rebaudengo**, Responsabile di Relazioni Industriali quando ancora FCA si chiamava Fiat.

“Si tratta di **un’operazione necessaria** perché le dimensioni dei due gruppi non erano tali da poter **competere in un mercato che richiede volume e quantità di investimenti** che, se sono ripartiti nelle singole realtà, pesano eccessivamente sulla redditività. Con questa manovra, che somma i volumi produttivi, si ottiene una **maggior efficacia del capitale investito** con positivi risultati sul conto economico. Sia FCA sia PSA hanno una dimensione significativa, ma non erano pronte singolarmente a competere con le principali case automobilistiche (General Motors, Toyota, Volkswagen)”.

Si sta scrivendo molto sui termini dell’accordo, su **chi ci guadagna più e chi meno**. Ma Rebaudengo ha un’idea ben precisa a riguardo: “Se due persone fanno un accordo, è perché hanno un interesse a farlo. Pertanto, se l’accordo è stato concluso, **ciascuno pensa di avere un vantaggio**, altrimenti non si sarebbe arrivati a una firma. Vedo che per entrambi c’è soddisfazione e convincimento, ed è un elemento fondamentale”.

Sullo stesso piano è il **tema della leadership**, che si presta a più di un’interpretazione, visto che **Carlo Tavares (PSA) è stato scelto come CEO**. “PSA mette a disposizione un uomo forte come Tavares. Probabilmente si è valutato che non essendoci più Sergio Marchionne in FCA, non ci sia più un uomo in grado di governare una situazione di questo tipo; Tavares, invece, è nelle condizioni di farlo”, è il pensiero di Rebaudengo.

In merito a **John Elkann, indicato come Presidente**, per l’ex manager vuol dire che “si è voluto riconoscere un ruolo importante all’esponente di una famiglia che, a livello globale, è sempre stata riconosciuta dalla grande finanza internazionale”.

### Il precedente di General Motors e la novità del Cda

Eppure in Italia sono in molti a storcere il naso rispetto a quest’operazione. Sono tantissime le **aziende italiane che stanno stringendo patti con i partner globali**: da Mediaset a Ferrero, fino a LuxotticaEssilor. E l’opinione pubblica vede in queste operazioni la debolezza delle realtà italiane.

Rebaudengo, però, sottolinea un altro aspetto: “In Italia c’è grande potenzialità e** grande capacità imprenditoriale**. Il fatto che ci siano gruppi e società straniere che hanno interesse a fare accordi con le nostre realtà, vuol dire che c’è un riconoscimento di queste capacità”.

Rispetto a questo aspetto, l’ex manager fa riferimento al **precedente accordo di Fiat con General Motors**, firmato in un momento nel quale, ricorda Rebaudengo, “Fiat era molto più in difficoltà rispetto a FCA”: “Anche quell’accordo fu siglato perché si vedevano **benefici da ambo le parti**, e Marchionne utilizzò in modo eccezionale l’accordo, **recuperando nel 2005 circa 2 miliardi di dollari**. In generale nel settore auto, le dimensioni sono tali che questi accordi spesso diventano necessari; FCA, con questa fusione, ha una sua continuità, uno sviluppo che sarebbe stato più complicato portare avanti senza questa soluzione”.

Ormai, infatti, la competizione non è più nazionale, ma neppure continentale. “Non dobbiamo commettere **l’errore di fare valutazioni solo nell’ottica europea**: in tal caso oggi PSA sembrerebbe più solida rispetto a FCA, ma se ci spostiamo in Nord America e in Sud America, FCA è molto più consolidata dei francesi”.

La grande novità, tuttavia, è rappresentata dal fatto che per la prima volta anche **due rappresentanti dei lavoratori saranno presenti nel Cda**. Su quest’aspetto, l’ex manager pare aver più di qualche dubbio: “Si tratta di una decisione da valutare. Personalmente, credo si tratti di una formulazione molto politica. Chi saranno questi due rappresentanti che, forse, entreranno in consiglio? Con quale ruolo? **Si apre il dibattito su come verranno individuati questi due rappresentati dei lavoratori**. Verranno scelti a livello globale o a livello europeo? Ci sarà anche una rappresentanza del Nord America? È un escamotage per superare la direttiva europea sull’*European world council*? Se valutiamo solo la realtà europea, ci sono tantissime sigle sindacali: i lavoratori saranno espressione di quale sigla sindacale? Soltanto in Italia ce ne sono quattro o cinque; in Polonia ce ne sono altre, poi ci sono i sindacati francesi. Qui **vedo molta meno chiarezza, vedremo che cosa succederà**”.
