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title: Il futuro? I giovani non possono permetterselo
description: Le preoccupazioni e le priorità della GenZ e dei Millennial sono influenzate dalle attuali sfide economiche, sociali e ambientali.
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date: 2023-08-14
modified: 2025-09-09
author: Martina Midolo
url: https://www.paroledimanagement.it/scenari-macroeconomici/il-futuro-i-giovani-non-possono-permetterselo/
categories: [Scenari macroeconomici, Sostenibilità]
tags: [caro vita, Millennial, Deloitte, Generazione Z, preoccupazioni finanziarie]
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# Il futuro? I giovani non possono permetterselo

![Il futuro? I giovani non possono permetterselo](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2023/08/Il-futuro-I-giovani-non-possono-permetterselo_1-1024x683.jpeg)

Gli stipendi ‘fermi’ a 30 anni fa, la crisi climatica, una situazione geopolitica precaria: la ragazza in lacrime mentre dialoga con il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin al Giffoni Film Festival è la portavoce di una **generazione disillusa, incapace di guardare al futuro** e, allo stesso tempo, consapevole del proprio malessere, come evidenzia la **survey annuale di Deloitte *Global GenZ and Millennial***, condotta su un campione di oltre 22mila persone in 44 Paesi del mondo e su oltre 800 giovani in Italia.

Nel nostro Paese **il costo della vita è la preoccupazione numero uno** per quasi la metà dei Millennial (46%) e per il 38% della GenZ intervistata, riflettendo l’impatto dell’inflazione e delle condizioni economiche attuali. **In seconda posizione, ma non meno rilevante, rimane la questione climatica**, che dovrebbe essere la priorità da affrontare secondo il 37% dei Millennial italiani e il 34% della GenZ.

In linea con la media globale, il 50% della GenZ e il 47% dei Millennial vive di stipendio in stipendio e teme di non riuscire ad arrivare alla fine del mese. Inoltre, sono elevati i livelli di preoccupazione per l’impatto che la stagnazione economica sta avendo su di loro, incidendo sulla **possibilità di creare una famiglia e di acquistare una casa**: il 71% dei Millennial e il 63% della GenZ nel nostro Paese pensa infatti che sarà molto difficile o impossibile metter su famiglia (contro il 47% e il 50% della media globale). Significativamente più elevati della media globale anche i timori sulla casa: il 71% della GenZ e il 73% dei Millennial pensa che sarà impossibile comprarne una nel prossimo anno se lo scenario economico non migliora. Da segnalare, inoltre, che per fare fronte alla instabilità economica, **il 37% della GenZ e il 23% dei Millennial in Italia ha almeno un secondo lavoro** con cui cerca di integrare la prima fonte di reddito.

## Gratificare (anche) attraverso lo stipendio

Anche le generazioni più giovani esigono una retribuzione dignitosa e benefit competitivi, ma non per questo trascurano gli altri elementi che concorrono alla qualità dell’esperienza professionale. “Come ogni anno la nostra Survey ci consegna uno spaccato molto significativo sulle aspettative e sulle preoccupazioni dei nostri giovani. Dai dati emerge con chiarezza che Millennial e GenZ hanno subito duramente l’impatto dell’inflazione scatenata da pandemia e guerra”, ha commentato **Fabio Pompei, CEO di Deloitte Italia**.

La retribuzione è un fattore tenuto in grande considerazione da Millennial e Generazione Z; tuttavia, i datori di lavoro non devono cadere nell’errore di concentrarsi unicamente sullo stipendio. Come conferma il report FragilItalia *I giovani generazione Z e il lavoro*, elaborato da Area Studi Legacoop e Ipsos, tra gli aspetti più importanti per definire il lavoro ideale, la GenZ individua, oltre al trattamento economico (44%), **la disponibilità di tempo libero e la flessibilità dell’orario (33%), seguita dall’autonomia (31%)**.

## Il lavoro non è tutto

Le preoccupazioni sul proprio futuro economico e sul benessere della propria famiglia incide molto sulla salute mentale delle generazioni più giovani: nel primo caso ne sono preoccupati il 45% della GenZ e il 47% dei Millennial, nel secondo, invece, il 38% della GenZ e 41% dei Millennial. “Anche sul fronte del lavoro si consolidano trend molto significativi. **Flessibilità, salute mentale, attenzione all’impatto ambientale e sociale** sono sempre più importanti per GenZ e Millennial alla ricerca di un lavoro. Molti giovani, inoltre, hanno messo in discussione la gerarchia di valori che dà senso alla loro vita: in Italia sette intervistati su 10 affermano che **famiglia e amici sono più importanti della carriera**. Un dato che si riflette nella grande importanza attribuita al work-life balance e al lavoro ibrido, ormai considerato *new normal*”, prosegue il CEO di Deloitte Italia.

Per garantire un migliore work-life balance **il 38% dei Millennial e 39% della GenZ vorrebbe la settimana lavorativa da quattro giorni**. Allo stesso tempo, il 32% dei Millennial e il 28% della GenZ insiste sull’importanza di garantire la possibilità di lavorare da remoto. In generale, il 73% della GenZ e il 78% dei Millennial in Italia dichiara che la **salute mentale è un aspetto rilevante nella scelta di un nuovo datore di lavoro**.

Inoltre, come detto, la **preoccupazione per lo stato di salute del pianeta** rimane una delle principali fonti di ansia per le giovani generazioni. **E questo fenomeno in Italia raggiunge livelli significativi**: il 63% dei giovani della Generazione Z italiani (rispetto al 60% della media globale) afferma di essere stato preoccupato o in ansia per il clima nell’ultimo mese. Un livello simile è riscontrabile tra i Millennial: il 64% degli italiani, in confronto al 57% della media globale, ha nutrito preoccupazioni per il cambiamento climatico. Per contribuire alla sostenibilità ambientale, **i giovani italiani adottano comportamenti diffusi, come evitare l’abbigliamento *fast fashion*** (35% per la GenZ e 33% per i Millennial), verificare la sostenibilità dei prodotti acquistati (25% per la GenZ e 21% per i Millennial), rendere la propria casa più ecologica (29% per la GenZ e 26% per i Millennial) e abbracciare una dieta vegetariana o vegana (17% per la GenZ e 19% per i Millennial).
