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title: Il Manufacturing nell’era della Zoom economy
description: "La Zoom economy non è destinata a sparire tanto presto. Il World Manufacturing Forum 2020 pone l'accento su persone, policy, preparazione e produttività"
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2020/11/Manufacturing_Forum.jpg
date: 2020-11-12
author: Giorgia Pacino
url: https://www.paroledimanagement.it/scenari-macroeconomici/il-manufacturing-nellera-della-zoom-economy/
categories: [Scenari macroeconomici]
tags: [manufacturing, covid-19, World Manufacturing Forum 2020]
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# Il Manufacturing nell’era della Zoom economy

![Il Manufacturing nell’era della Zoom economy](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2020/11/Manufacturing_Forum.jpg)

Il World Manufacturing Forum 2020 individua le priorità in quattro *p*: people, policy, preparedness e productivity.

**Persone, policy, preparazione e produttività**, ovvero le quattro *p* che segneranno il futuro della Manifattura post Covid. È questo l’elenco di priorità tracciato durante la prima giornata del **World Manufacturing Forum**, il summit internazionale sull’industria manifatturiera trasmesso in diretta streaming da Cernobbio.

Per rafforzare l’innovazione e lo sviluppo del settore manifatturiero e migliorarne la competitività sullo scenario internazionale, **più di 160 esperti** (oltre 40 le donne) di 35 nazionalità diverse **hanno ragionato in 13 focus group sul futuro del Manufacturing** in uno scenario in continua evoluzione. “Le decisioni che prendiamo oggi avranno un impatto sulle vite dei nostri figli e dei nostri nipoti”, ha ricordato in apertura **Alberto Ribolla, Presidente della World Manufacturing Foundation**. “Vogliamo continuare con le *p*: **il prossimo anno sarà la volta di *planet*,* pupils* e* proficiency***, per parlare di ambiente e attrarre i giovani verso le materie tecniche”.

*Back to the future*, dunque, come recita il titolo di uno dei primi panel. Perché **è tempo di guardare alle opportunità del domani**, a partire dai nuovi modi di lavorare. “Il Covid ha avuto un impatto enorme sulle persone e ha **accelerato la spinta verso l’Industrial Smart working**”, ha detto Marco Taisch, Scientific Chairman del World Manufacturing Forum. “Il lavoro da remoto è diventato realtà per i *white collar*, ma **anche i *blue collar* sono stati forzati a imparare a operare a distanza**. Abbiamo bisogno di estendere la nuova modalità a tutti i settori del Manufacturing”. La pandemia ha aumentato anche **l’importanza di skill specifiche**: non solo le competenze digitali, ma anche quelle comunicative. Le persone oggi hanno bisogno di incrementare la capacità di essere affidabili, resilienti e pronte a cambiamenti repentini.

## Attenzione alle skill ed eliminazione delle disuguaglianze

“**La cosiddetta *Zoom economy* non andrà via** e continuerà a influenzare non solo il modo in cui lavoriamo, ma anche quello in cui prendiamo le decisioni”. Per Randy Zadra, Managing Director di Integris Software e Ambassador della World Manufacturing Foundation, negli ultimi mesi le aziende hanno appreso come comportarsi nella pratica diretta, attraverso un approccio *learning by doing*, ma è importante continuare il dialogo con dipendenti e sindacati. “Il mondo cambia e dobbiamo lavorare insieme per il meglio”.

Il Covid può essere, poi, **l’occasione per porre rimedio alle diseguaglianze** esistenti nell’industria manifatturiera. **Le donne e i più giovani** **sono state le categorie più colpite** dagli effetti della crisi pandemica, ma sono anche quelle che potrebbero beneficiare in misura maggiore dei nuovi trend in atto: flessibilità e digitalizzazione del lavoro. “**L’impatto della crisi non è stato *gender-neutral***”, ha sottolineato Cristina Oyón, Director of Technology, Innovation and Sustainability dell’Agenzia per lo sviluppo imprenditoriale del Governo Basco.

**La situazione delle donne nel Manufacturing era già difficile** nel periodo pre-Covid: occupate in attività a bassa specializzazione e in lavori temporanei o part time, sono state le prime a essere messe da parte dalla crisi. **Il nuovo paradigma** dell’impresa manifatturiera, orientato su digitalizzazione, sostenibilità e servitizzazione, **potrebbe premiare però proprio le loro capacità**, aiutando l’accesso, il permanere e anche l’ascesa verso posizioni di leadership delle donne. Anche per **recuperare il coinvolgimento dei giovani**, secondo Daria Taglioni, Research Manager Trade and International Integration del Development Research Group della World Bank, “**è tempo di una nuova globalizzazione più inclusiva**. Ciò di cui abbiamo bisogno nel *new normal* sono politiche focalizzate su cambiamento climatico, *environmental economy* e digitalizzazione”.

## Rafforzamento del livello regionale e supporto alle PMI

Le policy adottate ai diversi livelli istituzionali restano fondamentali per tracciare la via del cambiamento. Il mondo della Manifattura chiede decisioni da parte dei **Governi che aiutino** **la costruzione di Supply chain globali più resilienti** **e supportino le Piccole e medie imprese** (PMI) per recuperare il gap di risorse e competenze. Se si guarda con interesse alle policy nazionali, ancor più importanti sono considerate quelle regionali: **i decisori locali devono prendersi cura dei distretti** e aiutare la ripartenza delle realtà più specializzate.

“**Le Supply chain sono così intrecciate** e interconnesse a livello mondiale **che** **invertire il processo è diventato troppo difficile** **e costoso**. La cosa positiva della globalizzazione, però, è che spinge i Paesi a specializzarsi”, ha fatto notare dal Canada Linda Hasenfratz, CEO di Linamar. “Quando si prende una decisione sulla Supply chain, **bisogna tener conto di quattro fattori: costi, tecnologia, qualità assicurata e rischio**. Oggi serve qualche cambiamento per ridurre rischi, ma tutti gli elementi restano importanti e vanno riequilibrati”.

Anche per Bruce Kramer, Senior Advisor della National Science Foundation, il futuro non è fatto di minori connessioni, anzi. “**Le Supply chain diventeranno ancora più connesse**, per la semplice ragione che l’obiettivo della resilienza non si può perseguire su catene del valore individuali. **È necessario dare alle imprese** **maggiore visibilità sulle Supply chain degli altri business**, persino di quelli concorrenti”. Se vogliamo mantenere la produzione locale, dobbiamo dare alle imprese di piccole e medie dimensioni le capacità per comprendere i bisogni del mercato e dei clienti. Per dare nuovo impulso al business, la via è la **condivisione delle informazioni**.

## Preparazione per accrescere la produttività

Le imprese con un alto livello di digitalizzazione hanno risposto meglio delle altre alla crisi. **Le tecnologie tipiche dell’Industry 4.0** hanno dimostrato di essere preziose per rispondere alle nuove esigenze emerse nel mercato, consentendo alle aziende non più soltanto una **maggior produttività**, ma spesso **l’accesso stesso al mercato**. Ecco perché le organizzazioni che non l’hanno ancora fatto devono rivalutare i loro business model in questa direzione.

La manifattura deve, insomma, **ricollocarsi più vicino ai bisogni dei consumatori**, per compensarne la volatilità. Accanto alla resilienza non va, però, trascurata l’efficienza. “Ciò che hanno in comune l’**essere efficienti** e il **saper rispondere ai cambiamenti** è la velocità”, ha fatto notare Lisa Anderson, Presidente di LMA – Consulting Group. “Usare la tecnologia, i Big Data, le Analytics per prevedere la domanda futura significa **trovare il modo di combinare efficienza e resilienza**”.

La metà delle imprese italiane teme una brusca frenata degli investimenti nei prossimi anni. **La riduzione delle spese non dovrebbe, però, andare a scapito dell’innovazione**, secondo Mike Lackey, Global Vice President of Solution Management Manufacturing di SAP. “Il Covid ha accelerato la trasformazione digitale e accresciuto l’automazione all’interno delle fabbriche. Il futuro del Manufacturing sarà più tecnico, automatico e fondato su macchine intelligenti e capaci di imparare dai propri errori. È tempo di una nuova business strategy e **la tecnologia dev’essere in cima alle priorità**”.
