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title: In Australia puoi ignorare il tuo capo (finito il lavoro)
description: "Il governo australiano ha ratificato la legge che garantisce il diritto di \"disconnessione\" per il lavoratori"
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date: 2024-08-28
modified: 2025-09-09
author: Redazione
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categories: [Risorse Umane, Dall’estero, Scenari macroeconomici]
tags: [disconnessione, work life balance, benessere, Australia]
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# In Australia puoi ignorare il tuo capo (finito il lavoro)

![Albanese](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2024/08/Anthony-albanese.jpg)

Da lunedì 26 agosto, in Australia, è entrata in vigore una **nuova legge che sancisce il “diritto alla disconnessione”** per i dipendenti, ovvero il diritto di non rispondere a chiamate o email di lavoro oltre l'orario di ufficio. Questa normativa, promossa dal Governo laburista guidato dal premier Anthony Albanese (in foto), mira a ristabilire un **equilibrio tra vita lavorativa e privata**, specialmente dopo l'aumento del lavoro da casa durante la pandemia e l'uso diffuso degli smartphone, che ha portato sempre più spesso i lavoratori a essere contattati dopo il loro turno senza compenso. Negli ultimi anni, l'uso prolungato di dispositivi digitali durante il lavoro e la possibilità per i datori di **raggiungere i dipendenti in qualsiasi momento** sono stati identificati come cause di problemi di salute come **l'insonnia e il burnout** (esaurimento psicofisico ed emotivo in ambito lavorativo). Per questo motivo, vari Paesi hanno recentemente emanato leggi o introdotto clausole simili nei contratti collettivi.

La normativa australiana, inserita nel ***Fair work act***, garantisce ai lavoratori il diritto di rifiutare di monitorare, leggere o rispondere a contatti, o tentativi di contatto, da parte del datore di lavoro fuori dall'orario di lavoro. Questa disposizione è **entrata in vigore a fine agosto  per i dipendenti pubblici** e sarà estesa ai lavoratori delle piccole imprese dallo stesso mese dell'anno prossimo**, coprendo così la maggior parte dei lavoratori** australiani. La legge, inoltre, mira a proteggere i collaboratori da eventuali provvedimenti disciplinari e offre una base legale per difendersi nel caso vengano discriminati per non essere reperibili oltre l'orario lavorativo.

## I dubbi delle aziende

Non tutti però sono convinti della sua efficacia: la legge stabilisce, infatti, che i collaboratori possano evitare di rispondere **"a meno che tale rifiuto non sia irragionevole"**. I criteri per valutare la ragionevolezza del contatto da parte del responsabile includono: la natura e l'urgenza del motivo; il metodo di contatto (per esempio, email o telefonata); l'eventuale ricompensa per il lavoro straordinario; il livello di responsabilità del lavoratore nell'organizzazione e le circostanze personali. Questi criteri lasciano comunque **spazio a interpretazioni diverse**, che possono variare a seconda dell'azienda e non sempre essere a favore del dipendente.

Inoltre, almeno inizialmente, potrebbero esserci **difficoltà nell'applicazione della legge**. Qualsiasi controversia può essere portata davanti alla commissione che applica il *Fair work act*, che può ordinare al datore di lavoro di cessare i contatti fuori dagli orari lavorativi. Se il comportamento persiste,** la commissione può imporre sanzioni amministrative**. Tuttavia, non è detto che il dipendente avvii tale procedura a causa delle gerarchie lavorative, né che ciò porti a una reale risoluzione della controversia. Per ragioni opposte,** le associazioni imprenditoriali si sono opposte all'emanazione** della legge, sostenendo che crei confusione e incertezza,  riducendo la flessibilità negli accordi di lavoro. Alcuni settori, inoltre, potrebbero non essere adatti al diritto alla disconnessione.

Secondo diversi esperti, la legge ha innanzitutto il **merito di aver aperto uno spazio di discussione** su questi problemi e, a lungo termine, potrebbe portare a una ridefinizione dei rapporti di lavoro. L'obiettivo reale della novità legislativa consiste nel far comprendere che la disponibilità costante, con il rischio di stress eccessivo e burnout, ha un **impatto negativo complessivo sul lavoro e sulla produttività di un'azienda**, e che la continua reperibilità non dovrebbe essere vista come un fattore cruciale per fare carriera.
