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title: Torneremo a competere con il Made in Italy?
description: "La legge sul Made in Italy entra in vigore l'11 gennaio 2024. Ma quali sono le principali novità per la formazione e le imprese?"
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date: 2024-01-11
author: Alessia Stucchi
url: https://www.paroledimanagement.it/scenari-macroeconomici/torneremo-a-competere-con-il-made-in-italy/
categories: [Scenari macroeconomici]
tags: [Legge del Made in Italy, Liceo del Made in Italy, icc, fondo nazionale del made in Italy, made in Italy]
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# Torneremo a competere con il Made in Italy?

![made in italy legge](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2024/01/urso_meloni.jpg)

La **legge sul Made in Italy** entra in vigore. La data dell’**11 gennaio 2024** è destinata a restare impressa nella memoria, perché il **provvedimento 206/2023** che tutela, promuove e valorizza la produzione delle **eccellenze italiane** e il patrimonio culturale nazionale è ora pienamente effettivo. La legge, fortemente voluta dall’attuale Governo, si inserisce in un contesto nel quale la cultura e la creatività italiane sono considerate non solo valori identitari, ma anche un **trainante economico**: nonostante il difficile contesto geopolitico che stiamo vivendo, secondo i dati di Unioncamere, l’export “Made in Italy” ha superato quota di 600 miliardi di euro. Tutelare e promuovere la creatività significa, quindi, sostenere lo sviluppo economico italiano.

Ma quali sono le principali **novità introdotte** con la legge sul Made in Italy? In concreto, i **59 articoli del provvedimento** spaziano dalla promozione dei diversi settori produttivi con interventi e fondi specifici, all’istituzione della** giornata nazionale del Made in Italy (15 aprile)** alla promozione della formazione e dell’imprenditoria femminile.

## Fondi a sostegno della politica industriale italiana

Per consolidare a livello generale le filiere nazionali, l’aspetto più rilevante della legge sul Made in Italy è l’istituzione del **Fondo nazionale del Made in Italy** con una dotazione di **700 milioni di euro per il 2023** **e 300 milioni di euro per il 2024** (si attende un decreto per definire le condizioni di accesso al fondo). Le iniziative supportate devono essere coerenti con la politica industriale ed economica nazionale e, inoltre, prestare attenzione all’accelerazione della **transizione energetica** e dell’economia circolare. In ottica inclusiva, nel 2024, sono stati inoltre stanziati **15 milioni di euro** per interventi a favore delle **imprese a prevalente partecipazione femminile** così da ridurre la disuguaglianza di genere.

Per promuovere l’**ingresso nel mondo del lavoro dei giovani** e potenziarne le competenze, così da supplire alla difficoltà delle imprese di trovare candidati (secondo il Bollettino Excelsior, indagine sull’occupazione promossa da Unioncamere, il mismatch tra domanda e offerta è del 49,5%, di cui nel 14,3% dei casi proprio per la mancanza di skill adeguate), la legge ha introdotto il **liceo del Made in Italy**. Tra le materie inserite nel curriculum di studi sono comprese anche quelle **Stem** (cioè le materie scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche), su cui l’Italia dimostra un **preoccupante ritardo**: la Fondazione Agnelli, centro di ricerca delle scienze sociali, ha evidenziato che nel nostro Paese i **laureati Stem sono appena il 6,7%** contro una media europea del 13%. Il nuovo indirizzo liceale prevede inoltre di rafforzare le competenze trasversali e l’orientamento attraverso la **connessione con gli ITS Academy**, la formazione terziaria che punta a preparare il personale per rispondere alle sfide attuali delle imprese.

## La nascita dell’Impresa culturale e creativa

Un’ulteriore novità della legge sul Made in Italy è la disciplina delle** imprese culturali e creative (Icc)**. La denominazione non è nuova, perché era già presente nella legge di Bilancio del 2018, ma ora è definita in modo più articolato e preciso. Si possono qualificare come Icc sia l’**impresa, indipendentemente dalla forma giuridica, sia il lavoratore autonomo**. La qualifica può essere assunta anche dagli enti del **Terzo settore**. I requisiti per rientrare nell’Icc sono svolgere, in Italia, un’attività stabile e continuativa nelle varie fasi creative del Made in Italy: “Ideazione, creazione, produzione, sviluppo, diffusione, promozione, conservazione, ricerca, valorizzazione e gestione di beni, attività e prodotti culturali”.  La definizione di quest’ultimi è molto ampia, perché spazia da forme artistiche più tradizionali alla **moda, architettura, design e artigianato artistico.**

Il vantaggio per le aziende è la possibilità di iscriversi a una **nuova sezione del Registro delle imprese** e accedere, così, a fondi statali. Per rendere maggiormente competitivo il settore culturale e creativo, lo Stato ha, infatti, stanziato a favore delle Icc **3 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2033**. Infine, il Ministero della Cultura, insieme con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha stabilito di adottare, ogni tre anni, un decreto *ad hoc*: il **Piano nazionale strategico per la promozione e lo sviluppo delle imprese culturali e creative**. Si apre, quindi, con la legge sul Made in Italy una nuova strada per le aziende che vogliono valorizzare la loro creatività e produzione italiana.
