---
title: Una bussola per orientarsi nel disordine mondiale
description: Nel libro Realpolitik di Giampiero Massolo si propongono le bussole per orientarsi nel (nuovo) disordine mondiale.
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2025/04/Massolo_digited-1024x682.jpg
date: 2025-04-03
modified: 2025-04-04
author: Ilaria Mariotti
url: https://www.paroledimanagement.it/scenari-macroeconomici/una-bussola-per-orientarsi-nel-disordine-mondiale/
categories: [Scenari macroeconomici]
tags: [Giampiero Massolo, HR Impact Talks, Realpolitik]
---

# Una bussola per orientarsi nel disordine mondiale

![Massolo_digited](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2025/04/Massolo_digited-1024x682.jpg)

Le aziende operano su mercati globali, senza barriere, su cui sfociano **crisi internazionali che mettono alla prova la loro resistenza**. Non si può quindi sfuggire alle **dinamiche della geopolitica**, che si fanno sempre più complesse. Indaga su questo ***Realpolitik* *– Il disordine mondiale e le minacce per l’Italia* (Solferino, 2024) volume scritto da Giampiero Massolo**, Presidente di Mundys e diplomatico di lungo corso, con incarichi passati che vanno da Direttore Generale del Dis a Presidente dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi).

Il libro apre una nuova visione che** consente di capire le chiavi di volta dell’attuale scenario mondiale** e come questo impatterà sul business italiano. Di questi argomenti se n’è parlato a fine marzo 2025 a Roma, all’interno di uno degli appuntamenti ***HR Impact Talks***, **gli incontri organizzati da Digit’Ed** (azienda leader in Italia nel campo della formazione e uno dei maggiori player a livello europeo) nei quali si esplorano temi di rilievo nel dibattito pubblico, attraverso il confronto tra esperti e manager dell’area HR.

## Il piccolo cortile con le alte mura

Uno dei messaggi principali lanciato da Massolo è stato rivolto proprio alle imprese, invitate a **sviluppare una leadership lucida e pragmatica**, capace di leggere la complessità che è attorno. Sarebbe, infatti, **un errore credere che a governare il mondo siano solo Stati Uniti e Cina**: la realtà è un po’ più complessa di quanto si pensi. E Massolo lo scrive con fermezza nel libro: “**Sul Pianeta agiscono troppi centri di potere statuali e non**, nessuno è in grado di dettare da solo l’agenda mondiale”. Anche perché le circostanze cambiano ormai alla velocità della luce.

Si prenda la Cina, per esempio: nel 2019 ci fu la passerella di Xi Jinping a Roma per celebrare la partnership della seta; con la pandemia, però, e le conseguenti **contrazioni delle catene di fornitura mondiali e i conflitti in Ucraina e Medio Oriente**, quel patto sarebbe stato siglato? Per Massolo probabilmente no: “**In Europa e in Italia si è rafforzata una cultura della sicurezza** che porta a soppesare con più cautela le forniture tecnologiche a Pechino. Gli investimenti cinesi, specie se lambiscono settori strategici, sono carenti di reciprocità e comportano oneri debitori”.

Quale la soluzione? “**Costruire un piccolo cortile con alte mura**”. Libero campo al mercato, ma poi è necessario **proteggere gli asset che non devono finire nelle mani rivali** o ne andrebbe della propria sicurezza. Il riferimento è a vari settori, in particolare: finanza, tecnologia, energia. È qui che non si può cedere e **le aziende si stanno contendendo le migliori competenze nel settore IT, manifatturiero avanzato e digitale**.

L’idea di Massolo per **difendere i propri interessi è di diversificare le alleanze**, e rafforzare i legami con altri partner europei e potenze emergenti per compensare l’incertezza nelle relazioni, tra cui quella con gli Stati Uniti. **Dall’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, il contesto è irrimediabilmente cambiato**: *Realpolitik* non arriva cronologicamente all’insediamento del tycoon, ma sembra presagire ciò che accadrò, visto che sul tema **Massolo parla di “un continuo, spregiudicato gioco a tutto campo”**. Per reagire, dunque, bisogna unirsi: “**La frammentazione dell’Europa aprirebbe varchi agli autocrati**”. E, si può aggiungere, tutto questo causerebbe un grave danno alla sicurezza: non conviene a nessuno, neppure alla politica del *My country first* del Presidente Usa.

## Prendere le distanze dalla dipendenza

**All’Europa servono investimenti massicci**, che non possono andare in ordine sparso, ma devono tendere a **rendere il Vecchio Continente autonomo**. Anche perché i numeri non mentono: “Pechino fornisce il 60% delle turbine eoliche, l’85% dei pannelli solari e il 90% delle terre rare necessari all’Ue”. È chiaro che di fronte a questo scenario si possa rispondere solo in un modo: “Finanziamenti comuni per progetti comuni, finalizzati a una transizione rispettosa delle specificità nazionali e **al riparo da eccessi di dipendenza**”.

Per capire il **caleidoscopio nazionale**, il suggerimento di Massolo è questo: “Guardare prioritariamente agli interessi in gioco”. Perché le decisioni dei Governi, che ricadono direttamente sulla vita dei cittadini e sulle economie nazionali, sono** ‘atti di sintesi’ con alle spalle un complesso di fattori**. Si bilanciano gli aspetti più vari: sicurezza, difesa dalla minaccia, possibilità di cogliere opportunità. Ma oggi la difficoltà è data dal fatto che **la sovranità è costantemente minacciata da chi tenta di sottrarre fette di potere**. Sono le Big Tech, il denaro digitale, le grandi organizzazioni non governative, hacker o jihadisti. Solo Stati Uniti e Cina possono, però, considerarsi superpotenze; per gli altri, “lo stare al mondo comporta una visione consapevole, non ristretta a un singolo ambito geografico, ma ampia e interconnessa”. Al cui interno collocare il **perseguimento dei propri interessi settoriali**.
