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title: "Le aziende green come risposta all&#8217;accusa di bla bla bla di Greta"
description: "Serve avere un'attitudine green applicata all’imprenditoria e non un mero business ecologico. Lo sostiene Luis Ferrari Blanco di Hengi"
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date: 2021-10-08
modified: 2025-09-09
author: Sara Polotti
url: https://www.paroledimanagement.it/sostenibilita/le-aziende-green-come-risposta-al-bla-bla-bla-di-greta/
categories: [Scenari macroeconomici, Sostenibilità]
tags: [Luis Ferrari Blanco, bla bla bla, WWF, green, hengi]
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# Le aziende green come risposta all&#8217;accusa di bla bla bla di Greta

![Greta Thunberg](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2021/10/Gretha-Thunberg-2-1024x682.jpg)

Le questioni ambientali sono sotto gli occhi di tutti. La Terra sta comunicando il suo malessere e non sono solo i semplici cittadini a dover tenerlo in considerazione. È recente, per esempio, il nuovo appello **della giovane attivista Greta Thunberg che a margine dell’evento *Youth4Climate* di Milano ha accusato i potenti del Pianeta di non aver concretizzato le politiche sul clima** (è diventato famoso il suo “bla bla bla” nei confronti dei leader politici).

Sul clima, però, anche le aziende devono prendere di petto la situazione, **applicando il concetto di ecologia al fare impresa.** Non parliamo, tuttavia, di mero business ecologico**, ma di ‘attitudine green’ applicata all’imprenditoria**. Le organizzazioni e i suoi leader hanno oggi la possibilità di avere un impatto positivo sull’ambiente (e sulla vita), **semplicemente considerando l’impronta che l’azienda ha sul Pianeta **e ripensando la filosofia del lavoro e della produzione con un occhio di riguardo proprio nei confronti dell’ecosistema terrestre.

Sulla questione, **Luis Ferrari Blanco**, President e Founder di Hengi, società di alta consulenza strategica che si occupa anche di ecologia, ha le idee chiare: “**Rendere il Pianeta migliore di come sia adesso**: questo dev’essere l’intento di imprenditori e imprenditrici che vogliano puntare sull’ecologia”. Che non è una scelta solo etica, ma anche proiettata al profitto.

Un primo passo, che molti già stanno compiendo, è, per esempio, **il rinnovamento dei macchinari.** “Le macchine non possono però essere del tutto ecologiche. Fanno consumare meno, ma non sono green del tutto”, dice Ferrari Blanco. Non sono infatti i macchinari e il loro rimpiazzo con tecnologie nuove a rendere ecologica l’azienda. Piuttosto, **è l’atteggiamento delle persone nel sistema socioeconomico a rendere l’uomo davvero ecologico**, quando le sue decisioni e azioni tengono il pianeta davvero al centro. La ‘*green attitude’* non può dunque **limitarsi all’adozione di macchine ibride o a zero consumi, **oppure alla raccolta differenziata. Queste azioni sono poche e limitate ad un settore e non rendono la Terra un posto migliore. **È invece l’atteggiamento realmente verde che porta davvero un cambiamento tangibile.**

## L’ecologia come intento virtuoso e di business

Il benessere migliora l’equilibrio del mercato e la prosperità collettiva, ricorda Ferrari Blanco. Anche il dizionario della lingua italiana Devoto Oli lo conferma, definendo il benessere la **“condizione di prosperità garantita da un ottimo livello di vita e da vantaggi equamente distribuiti**”. Oggi tuttavia i vantaggi equamente distribuiti non possono prescindere da un’attenzione in più nei confronti dell’ambiente. “Una produzione sostenibile sarà un presupposto per la sopravvivenza quando, in futuro, **il nostro pianeta sarà abitato da nove miliardi di persone con uguale diritto di accesso alle sue risorse**”, ha dichiarato **Thomas Vellacott**, CEO di WWF Svizzera, ed è quindi sempre più chiaro come la qualità della vita delle persone non dipenda più solo dal PIL, ma anche dall’ambiente salutare e dalla sostenibilità sociale. Anche la Commissione Europea ha messo in atto piani il cui focus è **lo sviluppo sostenibile**, per far sì che le generazioni di oggi possano prosperare senza compromettere la vita di quelle future.

Ma se tutto ciò conferma la necessità e la tendenza di una svolta ecologista, resta tuttavia difficile impostare **una strategia green in un momento storico come quello che stiamo vivendo**: “Il mercato oggi è sempre più impulsivo e incerto”, ricorda l’imprenditore. “Pensiamo alle startup e al nuovo modo di fare impresa: costruire un’attività richiede decenni e non pochi anni. La velocità del mercato invece è anti-ecologica. Il futuro è pieno di dubbi e oggi fare impresa o gestirle in qualità di manager è ben più complesso che in passato”.

Il mercato odierno non è infatti lontanamente vicino a quello di pochi anni fa. Abbiamo vissuto un cambio di epoca: **il capitalismo derivato dalla rivoluzione industriale, inteso come mero profitto personale, ha rovinato l’ecosistema**, portato all’aumento demografico quasi irreversibile (secondo le Nazioni Unite nel 2050 il pianeta Terra raggiungerà i 9,7 miliardi di abitanti, per arrivare a 11 miliardi a fine secolo), innalzato i livelli di stress collettivo (proprio recentemente l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito il “burn out” lavorativo tra i disturbi medici) e reso la politica uno strumento di potere, più che di guida verso il miglioramento.

“Tutto questo porta il mondo verso una crisi economica, sociale e politica. Siamo a un punto di collasso. **Il capitalismo finanziario inculca l’idea che se rallentiamo tutto si accascia; ma ecologicamente dobbiamo fermarci**. Un paradosso che tuttavia è realtà: cambiamo o sarà il Pianeta a darci uno stop”, afferma Ferrari Blanco.

Per farci uscire dal punto di collasso una soluzione è applicare un nuovo approccio che guardi – più che al contesto macroeconomico – **alla microeconomia e alla felicità delle singole persone**. “Il profitto deve continuare a essere al centro, ma accanto a questo si deve porre l’attenzione alla serenità delle persone, **creando occupazioni che le facciano crescere non puntando semplicemente a dare loro uno stipendio**; inoltre serve investire socialmente e scientificamente verso l’innovazione”. Il circolo virtuoso che le scelte ecologiche ambientali e sociali creano è uno dei possibili modelli cui puntare.

## Trovare la propria armonia ambientale passando da visione, organigramma e coerenza

Per far sì che un’impresa trovi la propria armonia ambientale e sociale, **una delle teorie che circolano è quella secondo la quale prima di tutto bisogna rallentare**, andando controcorrente rispetto alla tendenza precedente e seguendo la natura umana. Accanto a ciò, sono fondamentali la visione (che deve essere di lungo periodo, sfidante e rivoluzionaria) e la strategia, ma — contrariamente a tutti i modelli organizzativi che vanno tanto di moda oggi nei quali c’è un appiattimento della gerarchia che spesso confonde le persone sulla questione della responsabilità — **serve pure un organigramma ben definito, così che tutte le persone conoscano il proprio ruolo nell’ecosistema aziendale**, sentendosi coinvolte davvero.

Un’impresa sociale che faccia la differenza e abbia successo deve dunque realizzare la visione dell’azienda diventando allo stesso tempo un luogo di crescita e miglioramento anche personale, **cercando di azzerare l’impatto ambientale e rispettando e valorizzando la collettività e il territorio,** per donare un futuro migliore che sia per tutti.

“Diventare imprese ecologiche vuol dire vivere una relazione con l’esterno in maniera etica e logica, in senso migliorativo, agendo da leader”, conclude Ferrari Blanco. “Questo avviene anche attirando collaboratori e partner ancora poco sostenibili: **quando si comporta da leader, l’azienda ecologicamente impegnata armonizza anche loro**. L’ecologia si espande e supporta l’equilibrio, soprattutto quando attorno c’è disordine”. Un circolo virtuoso aziendale, ecologico e sociale: l’azienda ecologica porta etica, logica e ‘ordine’ attorno a sé, nella produttività e nelle persone.
