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title: Per fare (nuovo) legno non ci vuole…l’albero
description: "Fondata nel 1963 a Viadana, in provincia di Mantova, Saviola è l'emblema di un'idea pioneristica di sostenibilità."
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date: 2025-01-24
modified: 2025-09-09
author: Alessia Stucchi
url: https://www.paroledimanagement.it/sostenibilita/per-fare-nuovo-legno-non-ci-vuolelalbero/
categories: [Scenari macroeconomici, Sostenibilità]
tags: [Saviola, pannelli post consumo, legno]
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# Per fare (nuovo) legno non ci vuole…l’albero

![Per fare (nuovo) legno non ci vuole…l’albero](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2025/01/1.jpg)

A Fierozzo, in provincia di Trento, nella verde Val dei Mocheni, una **quercia ultrasecolare** si erge con i suoi 30 metri di altezza quasi a difesa della foresta circostante. Sul suo tronco è affissa una targa che recita: “A **Mauro Saviola**, che ha salvato milioni di alberi e continua a salvarne. Dalle foreste al cielo”. È un dono da parte di un amico al fondatore dell’omonima **azienda di produzione di pannelli truciolari**. A occhi inesperti, tutto questo può sembrare un paradosso, ma è l’emblema dei valori del **Gruppo Saviola** che produce pannelli grazie a legno post consumo, **salvando gli alberi da oltre mezzo secolo**. Nel 2023 l’azienda ha celebrato il traguardo dei 60 anni di attività e l’anniversario è stato festeggiato con la pubblicazione del libro dal titolo *Quelli che… gli alberi* (Gruppo Mauro Saviola/Tre lune edizioni, 2023), scritto da Guido Vigna.

**Fondata nel 1963 a Viadana**, in provincia di Mantova, l’azienda inizialmente era nata come Sadepan, nome che conteneva in sé i cognomi dei fondatori Angelo e Mauro Saviola e di Dino Del Ton. È solo dalla **fine degli Anni 90**, quando Mauro ha assunto le redini imprenditoriali, che l’azienda ha iniziato a portare il suo nome. Negli anni Saviola è riuscita a creare una vera e propria industria del pannello truciolare e oggi conta **2mila collaboratori e 807 milioni di euro di fatturato**.

La sua storia è indissolubilmente legata ai principi di **economia circolare e sostenibilità**. Fin dagli esordi, infatti, l’azienda ha dimostrato una chiara volontà di investire in un modello di business responsabile, anche in ottica di produzione verticale. Nel 1973, a soli 10 anni dalla fondazione, nacque la **divisione chimica interna** – che fu chiamata come l’azienda stessa (Sadepan), il cui nome è arrivato fino ai nostri giorni  – per produrre colle ecologiche, fondamentali per assemblare i trucioli e garantire la qualità dei pannelli. “Sadepan ha sempre anticipato le normative. Oggi conta un gruppo di 15 ricercatori impegnati nello sviluppo di nuovi prodotti”, sottolineano i rappresentanti dell’azienda. Il Gruppo, oltre che da Saviola e Sadepan, comprende anche **le business unit Composad** (mobili ecologici in kit), Saviolife (life science) e Savionet (organizzazione di centri di raccolta).

Una delle chiavi del successo di questo oltre mezzo secolo di attività è rappresentata proprio da Savionet, che recupera ogni anno oltre 1,5 milioni di tonnellate di legno usato: un dato enorme, ma che appare difficile da quantificare e che si comprende realmente solo se si pensa che equivale a circa 30 volte il volume del Colosseo. Tradotto significa salvare ogni giorno circa 10mila alberi e ogni anno quasi 3 milioni, pari a una foresta estesa come il Comune di Roma.

## L’approccio all’economia circolare nel 1992

L’intuizione di Savionet è datata 1992, quando l’imprenditore condivise con i dirigenti la decisione – a quel tempo audace e pioneristica – di produrre pannelli senza abbattere alberi, ma sfruttando il **legno post consumo**, come cassette di frutta e pallet. La decisione nacque da una motivazione essenzialmente economica: siccome nel Nord Europa la **materia prima vergine costa meno che in Italia**, serviva trovare una strategia per poter competere sul mercato. Ridurre la decisione solo al business era – oggi come allora – sbagliato, perché Saviola era già impegnata a promuovere anche una visione etica del business: “**Saviola amava gli alberi**, li amava come li può amare un uomo di campagna per il quale gli alberi sono quotidiani compagni di vita”, è scritto nel libro.

La scelta non fu, però, appoggiata fin da subito dall’azienda. All'epoca, l’uso del legno di scarto **era una novità** e Saviola dovette affrontare numerose resistenze: “Ha saputo **imporsi sulla linea commerciale** e, con tenacia e costanza, ha adattato la propria produzione. In sette anni l’azienda si è riconvertita e, a fine Anni 90, è uscita con il primo prodotto. Ora i macchinari lavorano esclusivamente con legno post consumo”, spiegano dall’azienda. Il primo approccio all’economia circolare nel legno divenne quindi realtà.

La capacità dell’imprenditore è stata, negli anni, educare non solo la linea commerciale, ma un **mercato ancora non consapevole della sostenibilità**, presentando un prodotto dove l’attenzione all’ambiente coesiste con il design. La strategia è chiara: se non colpisce il concetto valoriale, rimane impressa la bellezza. Ogni articolo, infatti, è progettato per rendere gli ambienti non solo ecologici, ma anche esteticamente gradevoli: "Il nostro obiettivo è dimostrare che è** possibile avere una casa bella e sostenibile**", è il mantra del Gruppo Saviola.

 
