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title: "Predicare bene e razzolare&#8230; benefit"
description: Le Società benefit incorporano i principi di sostenibilità nel modello for profit, generando valore nel contesto in cui operano
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date: 2023-05-19
modified: 2025-09-09
author: Maria C. Rizzo
url: https://www.paroledimanagement.it/sostenibilita/predicare-bene-e-razzolare-benefit/
categories: [Scenari macroeconomici, Sostenibilità]
tags: [Società benefit, modelli circolare, sostenibilità]
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# Predicare bene e razzolare&#8230; benefit

![Benefit](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2023/05/Benefit-x-1.png)

La sostenibilità è, a tutti gli effetti, una leva strategica per la** creazione di valore condiviso** (l’insieme delle politiche e delle pratiche operative che rafforzano la competitività di un’azienda, migliorando nello stesso tempo le condizioni economiche e sociali della comunità in cui essa opera; Porter, 2011) su cui si basa, sempre più, parte notevole del **capitale reputazionale dell’impresa**. Tale nuovo approccio è basato su un rapporto di dipendenza reciproca tra la **competitività delle imprese e il benessere delle comunità** in cui operano.

Il ‘nuovo’ capitalismo pone al centro i temi legati ai** criteri Environment, Social e Governance (ESG), il *****corporate purpose** *e l’ampliamento dell’interesse sociale oltre i soli shareholder, abbracciando la **stakeholder *governance***, al fine di declinare l’impegno a generare valore nel lungo termine nei confronti di un ampio pane l di stakeholder (clienti, lavoratori, fornitori, comunità e soci). Oggi, dopo la **pubblicazione dello *Statement on the purpose of corporation***, pubblicato dalla Business roundtable (Brt) nell’agosto 2019, il *corporate purpose*, o meglio il ‘senso’ dell’impresa inteso come ragione d’essere, è definito dal World economic forum e dalla British Academy come quello di “trovare **soluzioni ai problemi delle persone e del pianeta in modo proficuo**” e non di “trarre profitto causando problemi” perché “prima del profitto, l’impresa deve sostenere le persone, le organizzazioni, la società civile e le istituzioni nell’affrontare le sfide odierne, evitando o minimizzando allo stesso tempo i problemi che le stesse potrebbero causare e renderle più resilienti”.

In altre parole, l’impresa deve operare al di là di un a mera finalità lucrativa ma in una **prospettiva stakeholder-centrica per la creazione di valore** nel lungo periodo. Si allarga, pertanto, ai temi ambientali e sociali la prospettiva oggetto di considerazione degli amministratori nel perseguire **l’interesse sociale nei confronti di una pluralità di stakeholder rilevanti** (creditori, consumatori, lavoratori e l’intera comunità in cui opera l’impresa, oltre i soci).

La globalizzazione, i cambiamenti demografici, le disuguaglianze sociali, il cambiamento climatico e la digitalizzazione mettono sempre più **in discussione i tradizionali modelli di business**. Inoltre, le pressioni esterne derivanti dalle istituzioni nazionali e internazionali, dai consumatori, dai clienti e dagli investitori richiedono alle organizzazioni un ***commitment *nell’adozione di pratiche aziendali sostenibili** ed etiche.

Il tema strategico della sostenibilità è strettamente collegato alla **gestione dei rischi aziendali** che gli organi di Vertice e i manager sono chiamati a comprendere, monitorare e saper comunicare, sia all’interno sia all’esterno, con maggior responsabilità. Innanzitutto, al Board viene richiesto di **identificare e comunicare in modo trasparente gli scopi dell’impresa,** il *sense of purpose, *e ciò delinea distintività, chiarezza nel mercato e verso gli investitori.

Rilevante è anche la responsabilità degli organi di Vertice e del management di** integrare i fattori ESG nella cultura e nell’organizzazione** aziendale permeando gli assetti di governo, i processi e i modelli di business. La composizione dei Board, la gestione delle risorse umane e le **politiche di remunerazione, l’auditing, il Risk management, il reporting** e la comunicazione devono garantire che le interrelazioni tra le imprese e i propri stakeholder siano sempre più efficaci e che la sostenibilità diventi una **visione strategica fisiologica e naturale**, permei il modo di fare impresa da divenire normalità: esattamente ciò che è nel nelle intenzioni e distingue le Società benefit, in cui profitto per i soci e creazione di valore nel lungo periodo per tutti gli stakeholder sono obiettivi tra loro complementari e paritari.

## Creare valore condiviso. Un paradigma rigenerativo

Le imprese benefit, integrando la sostenibilità in termini di beneficio comune nelle proprie strategie di business, riescono a** creare maggior valore nel lungo periodo**, a garantire rendimenti azionari più elevati, a ridurre tutti i rischi aziendali (inclusi quelli reputazionali), migliorare i rating creditizi e attrarre finanza.

Oggi la sfida più grande della storia dell’umanità è quella di **far evolvere paradigmi economici estrattivi in paradigmi rigenerativi** a vantaggio delle persone e della biosfera, poiché non è più ammissibile che le imprese, con la propria attività economica,** utilizzino più valore economico, ambientale e sociale di quanto siano in grado di crearne,** concentrandolo nella disponibilità di pochi e impoverendo il contesto sociale e ambientale in cui operano.

Con un paradigma rigenerativo le imprese sono orientate a creare valore condiviso nella società e a **rigenerare la biosfera trovando il loro nuovo *break event point ***in una triplice prospettiva: economico-finanziario, sociale e ambientale.

Le imprese hanno la possibilità di** farsi agenti di cambiamento** verso un modello innovativo di fare impresa. Nel nostro ordinamento giuridico, oggi, ciò è possibile poiché nel 2016 l’Italia è diventato il primo Stato sovrano al mondo a** introdurre lo status giuridico di Società benefit** (sulla scia del modello statunitense della Benefit corporation) che permette di riconoscere le imprese con scopo duale: quelle che intendono perseguire, oltre al profitto, finalità di impatto positivo su società e ambiente.

Integrando una o più finalità di benefico comune all’interno dell’atto costitutivo, lo scopo sociale originario si amplia diventando duplice:** di lucro (*for profit*) e di beneficio comune (*for benefit*)**, quest’ultimo restando complementare ma paritario rispetto a quello lucrativo.

Da ciò ne consegue la **modifica della *governance *interna**, dell’assetto di poteri, doveri e responsabilità della società e degli amministratori. Non da ultimo, la società benefit rappresenta un **modello di democrazia partecipativa**, poiché mette al centro le persone e in generale privilegia lo stakeholder *engagement.*

L’articolo integrale è pubblicato sul numero di Aprile 2023 di *Persone&Conoscenze*.

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