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title: Nuovi modi di creare leadership, team interfunzionali e autonomi
description: Ci sono nuovi modi di creare leadership, non dal punto di vista del singolo, ma attraverso team interfunzionali e autonomi, che, interagendo, si influenzano
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date: 2019-11-22
modified: 2025-09-09
author: Maria Giovanna Garuti, Andrea Pallante
url: https://www.paroledimanagement.it/spazio-di-lavoro/nuovi-modi-di-creare-leadership-team-interfunzionali-e-autonomi/
categories: [Organizzazione, Spazio di lavoro]
tags: [leadership, cambiamento organizzativo, sviluppo delle relazioni aziendali, team interfunzionali]
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# Nuovi modi di creare leadership, team interfunzionali e autonomi

![leadership_team.jpg](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2019/11/leadership_team.jpg)

**Leader e leadership sono concetti correlati, ma non necessariamente sovrapposti**. Il leader è colui che rappresenta la testa di un gruppo, di un’organizzazione o di un partito; colui che guida e che sa esercitare un’influenza funzionale al raggiungimento di scopi collettivi.

Quindi con il termine “leadership”, soprattutto nel mondo anglosassone, si designa **l’esercizio dell’autorità che nasce dal basso e non dalla posizione formale di un ruolo**. È dunque corretto definire leader i politici eletti con consenso popolare, mentre il CEO di un’impresa è da considerarsi un capo.

I profondi cambiamenti delle forme organizzative indotti dalla globalizzazione, dalla veloce evoluzione-involuzione dei mercati e dalle tecnologie digitali **richiedono sempre più competenze, diffuse e correlate**, nonché autonomia e capacità di perseguire proattivamente compiti innovativi.

Ciò ha creato l’**esigenza di un'autorità partecipata, dove management e leadership, capo come coach, leadership visionaria o ispiratrice sono le parole d’ordine**. Continua a essere in rilievo dunque, da un lato, il tema delle modalità e degli stili adottati nell’esercitare l’autorità; dall’altro lato, invece, si sviluppa il tema delle qualità specifiche dei leader.

Eppure esiste **un’altra modalità per affrontare la leadership**, non dal punto di vista del leader e del singolo, bensì della relazione fra persone che, interagendo, si influenzano.

In particolare, senza entrare nel merito dei diversi approcci, per parlare di leadership – distinguendola dalle molteplici forme d’influenza quali la manipolazione, la seduzione e il gioco sporco sulle paure e le emozioni – la **relazione fra le persone dev’essere connotata dalla reciprocità**.

Con il filosofo Martin Buber potremmo, anzi, affermare che **reciprocità e autenticità relazionale sono la stessa cosa**: “Il mondo ha per l’uomo due volti, secondo il suo duplice atteggiamento. L’atteggiamento dell’uomo è duplice per la duplicità delle parole fondamentali ch’egli dice. Le parole fondamentali non sono singole, ma coppie di parole. Una di queste parole **fondamentali è la coppia io-tu. L’altra coppia fondamentale è io-esso**”.

Il binomio io-tu istituisce, *ab origine*, l’umano, poiché egli è in relazione, fin dal principio del suo cammino nel mondo, **con un ‘tu’ irriducibile a oggetto maneggiabile-manipolabile** o riconducibile a sé.

La leadership è – e si esercita – nell’autenticità della relazione con l’altro, sentendone tutta l’influenza ed esprimendo la propria energia, ma anche nella consapevolezza della distinzione, dell’alterità e, quindi, nel profondo rispetto delle distanze. **La leadership è una qualità relazionale che dovremmo adottare nei confronti degli altri umani**, ma anche verso la natura e il Pianeta.

Se il cambiamento climatico, la desertificazione e le profonde disuguaglianze che determinano flussi migratori inarrestabili sono fra le emergenze da affrontare nell’era che denominiamo Antropocene, forse dovremmo **rapidamente cambiare il modello comportamentale e relazionale**, improntato sull’io-noi-esso.

Affinché il Pianeta non sia oggetto di conquista, di sfruttamento e di assoggettamento, ma un ‘tu’ con cui tentare una collaborazione sistemicamente sostenibile per tutti i viventi, **i leader dovrebbero pensare in termini di sinergia di cervelli, di responsabilità e di esigenze**. Non servono eroi, profeti e tanto meno demagoghi, ma stimolatori di una pluralità di cervelli e di sentimenti.

A tal proposito citiamo un’espressione dello psichiatra Vittorino Andreoli: “**È già tutto disegnato nei cervelli umani**, si tratta solo di sintonizzarli e di usarli in modo che producano le qualità necessarie al legame”.

In quest’evoluzione potremmo essere **utilmente aiutati dalle macchine che abbiamo creato e che continuiamo a perfezionare nei laboratori**, con la loro potenza di calcolo e i loro cervelli di silicio e, in futuro, di carbonio che si connettono rapidamente e fanno rete, senza le ‘imperfezioni creative’ dell’uomo: le emozioni.

L’umanità ‘aumentata’ sarà quella che saprà utilizzare la relazione io-tu, **lasciando alle macchine intelligenti quella io-esso, mantenendo su di sé la responsabilità e il discernimento**. La tecnologia continuerà ad andare avanti: i robot si stanno allenando e noi?

Per aumentare il cervello e la rete di cervelli, occorre cura. **La leadership coltivabile da ciascuno nelle proprie relazioni** o, meglio, la cura delle relazioni che sviluppino leadership diffusa, contrapponendosi a comportamenti massificati, alienati o dissociati, è la prospettiva per camminare nel futuro.

L’articolo integrale è pubblicato sul numero di settembre-ottobre 2019 di *Sviluppo&Organizzazione*.

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