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title: AI, l’occasione di crescita per l’Italia
description: "Strategia italiana per l'Intelligenza Artificiale 2024-2026, Raffiotta: \"Indicazioni concrete per chi vuole sfruttare le opportunità dell’AI\"."
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2024/07/AI_Raffiotta2.jpg
date: 2024-07-30
modified: 2025-09-09
author: Dario Colombo
url: https://www.paroledimanagement.it/tecnologia-per-la-produzione/ai-loccasione-di-crescita-per-litalia/
categories: [Fabbrica, Tecnologia per la produzione]
tags: [Intelligenza artificiale, Edoardo Raffiotta, Strategia Italia AI]
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# AI, l’occasione di crescita per l’Italia

![AI_Raffiotta](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2024/07/AI_Raffiotta2.jpg)

È un primo passo concreto per **rilanciare la digitalizzazione delle aziende italiane puntando sull’Intelligenza Artificiale (AI)**, perché le nostre imprese, sul tema, pagano (ancora) un preoccupante ritardo. Un dato chiarisce l’entità del problema: **in Italia appena il 15% delle Piccole e medie imprese (PMI) ha avviato un progetto pilota di AI** e anche lo sviluppo di questa tecnologia ci vede agli ultimi posti in Europa. [Il documento dal titolo “Strategia italiana per l’Intelligenza Artificiale 2024-2026”](https://www.paroledimanagement.it/ai-litalia-ha-la-sua-strategia-per-innovare/) è nato quindi come risposta a questo scenario, **facendo seguito all’AI Act dell’Unione europea**, recepito dall’Italia con la pubblicazione in *Gazzetta Ufficiale* a metà luglio 2024 e in vigore da agosto.

A elaborare la strategia italiana per il prossimo biennio sull’AI – presentata dal Sottosegretario all’Innovazione tecnologica Alessio Butti – è stato un **comitato di 14 esperti (informatici, economisti e giuristi di “comprovata esperienza”, tra cui Padre Paolo Benanti, Presidente della Commissione AI per l’informazione)** coordinati da Gianluigi Greco, Presidente dell’Associazione italiana per l’AI: obiettivo dell’attività svolta dagli esperti è supportare il Governo nella definizione di una normativa nazionale e delle strategie relative all’AI.

**Edoardo Raffiotta, Professore di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca**, è uno degli esperti della commissione nominata dal Presidente del Consiglio a ottobre 2023 che ha lavorato all’iniziativa governativa: “La strategia che abbiamo elaborato è un **documento programmatico, che indica le linee guida e le priorità per il Paese nei prossimi anni**; abbiamo lavorato in piena autonomia e libertà, ma anche in sintonia con le esigenze dell’Italia,”, spiega il docente, **firma della rubrica “Diritto e tecnologie”, pubblicata dalla rivista *MIT Sloan Management Review Italia*** (edita dalla casa editrice ESTE, editore anche del nostro quotidiano). “La nostra strategia si colloca nel quadro della strategia europea sull’AI, che richiede agli Stati membri di aggiornare i loro piani ogni due anni”.

## Chi non si aggiorna è perduto

Gli esperti del comitato sono convinti che **l’AI possa fare la differenza nella crescita economica dell’Italia**; secondo le loro stime, infatti, questa tecnologia potrebbe aumentare il Prodotto interno lordo fino al 18,2%. Ma che cosa ha davvero bisogno l’Italia a livello tecnologico per concretizzare questa opportunità? “**C’è un forte bisogno di innovazione e digitalizzazione**, sia nel pubblico sia nel privato. I dati che abbiamo analizzato mostrano una situazione critica, soprattutto per le nostre industrie, che rischiano di restare indietro rispetto ai concorrenti internazionali se non adottano le tecnologie digitali e di AI”, dice Raffiotta.

Un’importante differenza, a proposito di aggiornamenti, che merita ancora di essere approfondita, è quella tra **l’AI verticale e la sua versione generativa**. Quest’ultima è quella più conosciuta grazie al largo uso che se ne sta facendo a livello consumer con la possibilità di accedere (anche gratuitamente) a piattaforme come ChatGpt. La prima, invece, è quella che riguarda l’automazione e la digitalizzazione di processi specifici, anche industriali: “**Questa AI è spesso frutto della ricerca e della produzione italiane**”, precisa il docente.

Rispetto all’attività di ricerca, Raffiotta spiega: “Tra le linee guida indicate nel documento c’è sicuramente il **sostegno alla ricerca e allo sviluppo, che richiede maggiori investimenti e competenze**. L’Ue in generale, ma **l’Italia in particolare, sono in ritardo rispetto agli altri attori globali in questo campo**; per questo dobbiamo incentivare, remunerare in modo adeguato e trattenere i nostri ricercatori, formando e aggiornando le persone che lavorano nel pubblico e nel privato, perché possano utilizzare al meglio gli strumenti di AI”.

## Le indicazioni concrete sull'AI

Quando si affronta l’AI emerge sempre **la questione della possibile perdita di posti di lavoro**: secondo i tecnopessimisti, macchine e software ci ruberanno il lavoro, generando disoccupazione e profondi disagi sociali. Ciò su cui gli esperti invitano a riflettere, invece, è **l’opportunità generata dalle nuove tecnologie che, se non colta, rischia di compromettere la crescita delle aziende** e di conseguenza del Paese stesso. “Il primo pericolo che dobbiamo evitare è di **restare fermi e di non cogliere il cambiamento tecnologico**: chi non sfrutta queste opportunità è destinato a perdere competitività e mercato”, mette in guardia Raffiotta.

D’altra parte, **contro i rischi più generali legati all’AI, esiste già il regolamento europeo** che stabilisce regole chiare e rigorose per prevenire e contrastare gli abusi e le discriminazioni. Per questo ora serve concentrarsi sulle opportunità, che riguardano tutti i settori, dalla Sanità ai Servizi pubblici, dall’Industria all’Istruzione. “**In Italia manca una cultura del digitale e dell’innovazione**”, evidenzia il docente che per spiegare come questo sia un punto di attenzione, propone un caso concreto che chiarisce il potenziale delle nuove tecnologie e il conseguente pericolo di non saperne cogliere il potenziale.

“Un esempio che dimostra **l’importanza dell’AI per il progresso e per l’efficienza è quello delle analisi del sangue**: ormai, da tempo, non si usano più i microscopi per esaminare i campioni, ma si utilizzano macchine dotate di algoritmi sempre più sofisticati che restituiscono i risultati in modo rapido e accurato. **Se un laboratorio di analisi non si adeguasse a queste tecnologie, sarebbe destinato a perdere clienti e a chiudere**”, dice Raffiotta. Facile, a questo punto, immaginare come l’AI possa aiutare generare competitività per il mondo dell’industria e per tutti i settori che vogliono innovare e migliorare i propri servizi. “Il documento che abbiamo prodotto offre **indicazioni concrete per le aziende, gli imprenditori e i manager che vogliono sfruttare le opportunità dell’AI** e integrarla nelle proprie attività. Il nostro obiettivo è che nel 2026, l’Italia possa essere un Paese leader su queste tecnologie e possa mostrare al mondo le potenzialità delle sue startup, delle sue università e delle sue imprese”.
