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title: Cybersecurity 4.0 e le nuove vulnerabilità della produzione
description: IoT, cloud e software generano grandi quantità di dati. Per questo, le tecnologie di fabbrica sono vulnerabili ad attacchi informatici.
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date: 2021-09-15
modified: 2025-09-09
author: Marianna Lezzi
url: https://www.paroledimanagement.it/tecnologia-per-la-produzione/cybersecurity-4-0-e-le-nuove-vulnerabilita-della-produzione/
categories: [Fabbrica, Tecnologia per la produzione]
tags: [Information Technology, operational technology, sicurezza, cybersecurity]
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# Cybersecurity 4.0 e le nuove vulnerabilità della produzione

![cybersecurity](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2021/09/cybersecurity-min-1024x683.jpg)

Nei contesti **industriali 4.0,** in cui le singole macchine o intere linee di produzione sono connesse in Rete, le problematiche di cybersecurity non interessano più solo **i sistemi informatici** (Information technology), ma anche **l’intero ecosistema delle tecnologie operative **(Operational technology), che si interfaccia direttamente con il mondo fisico (Cisco, 2018; Agenzia dell’Unione Europea per la cybersecurity, 2018). Nel caso di attacchi informatici ai sistemi di produzione 4.0, le conseguenze possono includere il** blocco dell’impianto di produzione**, la **degradazione della qualità dei prodotti realizzati** o danni fisici al sistema stesso, nonché l’insorgere di **incidenti ai danni dei lavoratori** (Pogliani *et al.*, 2019).

In letteratura, i sistemi di produzione 4.0 sono indicati attraverso una molteplicità di nomi; si parla, per esempio, di **sistemi di produzione cyber** (Wu, Song & Moon, 2019), **sistemi di produzione intelligente** (Tuptuk & Hailes, 2018) e **sistemi di produzione digitale** (Wu *et al.*, 2018). Nel complesso, ci si riferisce a sistemi di produzione avanzati (come quelli che caratterizzano le macchine a controllo numerico computerizzato o le stampanti 3D), integrati con una serie di tecnologie abilitanti, tra cui l’**Industrial Internet of Things** (IoT), il **cloud computing**, le **reti di sensori**, le **Big data analytics** e il** Machine learning**. Tali sistemi sono in grado di creare prodotti altamente personalizzati, di alta qualità e/o a costo contenuto, attraverso l’integrazione degli ambienti di produzione digitali con quelli fisici; tuttavia, sono soggetti a una serie di **vulnerabilità** che possono essere sfruttate dagli attacchi informatici.

Infatti, la maggior parte dei sistemi di produzione attualmente in uso nelle aziende sono stati progettati senza tener conto del fattore** “sicurezza”** o con la presunzione che tali sistemi potessero **funzionare in isolamento** (non connessi a Internet e quindi non soggetti ad attacchi esterni). Inoltre, i sistemi di controllo industriale (Industrial control system) utilizzano diversi **protocolli di comunicazione insicuri** (come i protocolli Modbus, Profinet e EtherCAT) e **prodotti commerciali off-the-shelf** (Cots) altamente vulnerabili. Nella maggior parte dei casi, infine, le aziende non adottano al proprio interno **pratiche e politiche robuste in ambito di gestione della sicurezza informatica** (Tuptuk & Hailes, 2018).

## I sistemi 4.0 sono facilmente attaccabili in termini di sicurezza

Nonostante Internet svolga un ruolo chiave per i sistemi di produzione 4.0 ‒ quale abilitatore di funzioni avanzate nel campo della comunicazione, delle risorse informatiche, dell'archiviazione dei dati e del loro calcolo ‒ esso introduce **nuove e complesse sfide in ambito di cybersecurity**. Per esempio, l’accesso remoto alla Rete facilita l’interazione tra le unità fisicamente distribuite o concorrenti che collaborano all’interno di un **sistema di produzione intelligente**, ma introduce anche una serie di rischi informatici che possono compromettere il regolare funzionamento del sistema, in termini di: **anomalie di esercizio, interruzione del servizio, rottura di componenti e anche violazione dei dati** (Möller, 2016).

I sistemi di produzione 4.0 sono soggetti a una **varietà di attacchi informatici, provenienti sia dall’esterno che dall’interno dell’azienda** (Tuptuk & Hailes, 2018). Nel primo caso, la minaccia esterna è rappresenta da **attacchi malevoli** per mano di Stati, servizi segreti stranieri, aziende concorrenti, associazioni terroristiche, criminalità organizzata, hacker dilettanti e professionisti; i loro obiettivi includono il **danneggiamento dei sistemi di produzione**, la **compromissione della reputazione dell’azienda**, il **furto della proprietà intellettuale** o l’**ottenimento di ricompense in denaro**. Nel secondo caso, invece, le minacce da parte di insider provengono da persone che accedono direttamente ai sistemi di produzione dell’azienda, per scopi illeciti e malevoli o **con l’obiettivo di introdurre nuove vulnerabilità in tali sistemi.**

Gli aggressori (che possono essere, per esempio, dipendenti attuali ed ex dipendenti, partner commerciali, appaltatori, fornitori di servizi, visitatori, ecc.) sono in grado di **danneggiare i sistemi informativi dell’azienda e/o rubare, alterare o interrompere il flusso di dati da essi gestiti,** senza essere rilevati dai normali controlli di sicurezza perimetrali che pongono l’accento sui punti di ingresso piuttosto che su ciò o chi è effettivamente all’interno dell’azienda. In particolare, gli attacchi insider più comuni riguardano (Tuptuk & Hailes, 2018): l’accesso e l’uso non autorizzato di informazioni aziendali; l’esposizione involontaria di dati privati e/o sensibili; l’iniezione di virus, worm o altri malware; il furto di proprietà intellettuale. Sia che gli attacchi provengano dall’interno dell’azienda sia dal suo esterno, i dati gestiti dai sistemi di **Smart manufacturing** possono essere **compromessi in termini di riservatezza** (i dati risultano accessibili a utenti non autorizzati), integrità (i dati possono essere modificati o cancellati in modo non autorizzato) **e disponibilità** (i dati possono non essere più disponibili dall’utente legittimo quando richiesto).

Le sfide in ambito di **cybersecurity** vengono enfatizzate per due tipi di sistemi di produzione 4.0, oggi ampiamente utilizzati nella **produzione sottrattiva e additiva**: rispettivamente, le macchine utensili a controllo numerico computerizzato (macchine CNC) e le stampanti 3D. Inoltre, per queste tipologie di sistemi, grazie all’applicazione della “metodologia di valutazione degli impatti di business” (Corallo, Lazoi, & Lezzi, 2020) all’interno di un caso studio rappresentativo del **contesto di produzione 4.0**, verranno identificati i dati critici da proteggere contro i **cyber-attacchi** e valutati i relativi impatti aziendali.

Le tecnologie sottrattive o additive sono spesso utilizzate congiuntamente nei settori **high-tech**. In particolare, il processo di produzione additiva **crea il prodotto da zero, strato per strato,** permettendo un’elevata versatilità in termini di design (modelli molto complessi possono essere realizzati con questo metodo); la produzione sottrattiva, invece, realizza il prodotto **rimuovendo il materiale non necessario da un solido.** In quest’ultimo caso, un design complesso o una sezione interna cava sono impossibili da realizzare; tuttavia, l’integrità originale del materiale è preservata, il che significa che i prodotti realizzati mediante produzione sottrattiva sono molto più durevoli rispetto a quelli ottenuti attraverso tecniche di produzione additiva.

L'articolo integrale è pubblicato sul numero di Luglio-Agosto 2021 della rivista* Sistemi&Impresa*.

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