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title: Cybersecurity, il rischio di phishing aumenta con il lavoro da remoto
description: Con la diffusione della modalità di lavoro da remoto, è stato riscontrato un picco di problemi di sicurezza tra le aziende, soggette ad attacchi informatici.
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date: 2021-10-28
modified: 2025-09-09
author: Federica Biffi
url: https://www.paroledimanagement.it/tecnologia-per-la-produzione/cybersecurity-il-rischio-di-phishing-aumenta-con-il-lavoro-da-remoto/
categories: [Fabbrica, Tecnologia per la produzione]
tags: [phishing, Ivanti, zero trust, European cybersecurity month, cybersecurity]
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# Cybersecurity, il rischio di phishing aumenta con il lavoro da remoto

![Cybersecurity](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2021/10/Cybersecurity-min-1024x683.jpg)

Negli ultimi tempi, **un incremento massiccio di attacchi informatici** ha compromesso la produzione di diverse aziende e, con la diffusione della modalità di lavoro da remoto, a seguito della pandemia, **è stato riscontrato un picco di problemi di sicurezza**. I sistemi che prima funzionavano correttamente, grazie alla completa visibilità degli asset e alla gestione puntuale delle patch per i software, sono ora esposti a minacce esterne e interne a causa di dispositivi e applicazioni che non sono controllati adeguatamente per l’uso in una rete aziendale.

A confermarlo è stata Ivanti, fornitore della piattaforma di automazione Neurons che rileva, gestisce, protegge e supporta gli asset IT dal cloud all’edge, che ha realizzato un’indagine su 1.600 professionisti del settore, dalla quale è emerso che** il 66% dei team IT ha riscontrato maggiori problemi di sicurezza a causa dell’incremento del lavoro a distanza.** Le principali minacce segnalate includono **email dannose (58%), comportamenti rischiosi e non conformi dei dipendenti (45%) e un aumento delle vulnerabilità del software (31%).** Infatti, secondo le ricerche della Stanford University, l’88% delle violazioni dei dati è causato da comportamenti sbagliati dei dipendenti, legati solitamente alle **attività di phishing,** tramite cui i malintenzionati si insinuano attraverso messaggi di posta elettronica ingannevoli.

Proprio per questi motivi, a ottobre 2021, si è svolta **la nuova edizione dell’European cybersecurity month**, la campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza informatica coordinata dall’Agenzia dell’Unione Europea per la cybersicurezza e dalla Commissione Europea. L’obiettivo principale dell’iniziativa consiste **nell’informare i cittadini sui potenziali rischi informatici** e sugli strumenti utili volti a garantire la loro sicurezza. Durante tutto il mese, si sono tenute conferenze, workshop, corsi di formazione, webinar dedicati alla cybersecurity e alla promozione di una corretta igiene informatica con la condivisione di buone pratiche.

## Strumenti per contenere la violazione dei dati

Una scorretta gestione delle password **rappresenta la principale causa di violazione dei dati**; servono dunque strumenti di sicurezza in grado di verificare l’identità dell’utente, **inclusa l’autenticazione a più fattori, ma soprattutto l’implementazione di una strategia solida.** “Il focus della nostra azienda è la strategia. Partendo dal presupposto che il primo passo verso la sicurezza richiede una visibilità completa su tutto ciò che succede all’interno del perimetro aziendale distribuito,** in Ivanti identifichiamo tutti i device che si connettono alla rete**”, commenta Mirko Hennekes, Vice President EMEA South di Ivanti.

In questo modo, dunque, è possibile intervenire immediatamente in caso di anomalie e mitigare le criticità prima che diventino un problema. “Una volta che conosciamo tutti i dispositivi connessi, **possiamo controllarli, evitando la sottrazione delle password da parte degli hacker.** In particolare, oltre all’utilizzo della tecnologia VPN per la protezione dei dati, abbiamo implementato Ivanti neurons, la piattaforma di automazione progettata per soddisfare i requisiti IT, che consente di scoprire, gestire, proteggere e fornire assistenza ai dispositivi, riducendo le interruzioni non pianificate che portano a un calo di produttività”, prosegue Hennekes.

È necessario, per esempio, **fare attenzione alle mail che possono contenere minacce:** spesso messaggi e allegati sembrano talmente reali da non destare sospetti. Individuare questa tipologia di mail è fondamentale per evitare intrusioni, ma qualora questo avvenisse, i sistemi di controllo avanzato riescono a bloccare i malware.

## L’approccio Zero trust per controllare e prevenire

L’automazione è una componente chiave per il funzionamento del **modello "Zero trust", che prevede la sicurezza di rete basata su un rigido processo di verifica delle identità.** Con capacità di Deep learning, apprendimento supervisionato e non supervisionato, i provider di soluzioni di sicurezza informatica possono rilevare **in modo proattivo e predittivo problemi di prestazioni,** **di crash delle applicazioni e vulnerabilità su tutti i dispositivi,** con la possibilità, dunque, di porvi rimedio. “L’avvento dei dispositivi intelligenti – come i sensori, le telecamere, i robot, i nastri trasportatori – ha determinato un miglioramento delle prestazioni all’interno del settore manifatturiero, ma al contempo, **queste nuove tecnologie hanno ampliato le superfici di attacco delle organizzazioni**. Infatti, le interconnessioni tra tutti i device e le nuove tecnologie possono essere complesse, costose e talvolta rischiose”, continua Hennekes.

A oggi, considerando l’importante ruolo assunto dalla sicurezza Zero trust, le aziende dovrebbero rendere questo modello di cybersecurity una priorità, comprese quelle del manifatturiero. “**Avere un approccio che controlla tutto permette alle organizzazioni di implementare una rete di sicurezza solida e impenetrabile,** verificando continuamente ogni asset e transazione prima di permettere qualsiasi tipo di accesso. La verifica include l’autorizzazione basata sui ruoli, i sistemi micro-segmentati, l’autenticazione degli utenti, i controlli sullo stato di sicurezza dei dispositivi” sottolinea il manager di Ivanti.

La rapida crescita e la complessità degli strumenti tecnologici, dei dati, delle persone che lavorano da remoto fanno sì che anche le minacce informatiche aumentino. Il Global workplace analytics, infatti, stima che **entro la fine del 2021, il 25-30% dei lavoratori lavorerà da casa per più giorni alla settimana.** Ecco perché le organizzazioni implementano sempre più strumenti che possano **proteggere l’ambiente lavorativo e le funzionalità dell’automazione avanzata, **come l’apprendimento automatico e l’analisi predittiva, aiutando a neutralizzare le principali vulnerabilità causate dal lavoro da remoto e permettendo all’IT di essere più efficace nel moderare il rischio di sicurezza.
