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title: Efficientare i processi di fabbrica con le tecnologie 4.0 (Edge computing e IoT)
description: "I dispositivi IoT (i sensori) possono essere applicati sulle macchine, favorendo l'evoluzione dell'Industria 4.0"
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date: 2022-01-04
modified: 2025-09-09
author: Sara Polotti
url: https://www.paroledimanagement.it/tecnologia-per-la-produzione/efficientare-i-processi-di-fabbrica-con-le-tecnologie-4-0-edge-computing-e-iot/
categories: [Fabbrica, Tecnologia per la produzione]
tags: [industria 4.0, Edge computing, IoT, Saep, Tecnoventil]
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# Efficientare i processi di fabbrica con le tecnologie 4.0 (Edge computing e IoT)

![IoT](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2022/01/IoT-min-1024x683.jpg)

L’Internet of Things (IoT) non ha rivoluzionato soltanto la tecnologia all’interno delle nostre case.  La Rete che mette in relazione oggetti e strumenti attorno all’essere umano, condividendone i dati tramite sensori e architetture informative, è prima di tutto **parte integrante della nuova industria manifatturiera.** E se per tanti utilizzare l’IoT significa sfruttare, per esempio, la domotica casalinga e portare nel mondo digitale gli oggetti più comuni, per un’azienda produttiva questo vuol dire **poter monitorare l’attività dei macchinari sul campo**, raccogliendo le informazioni generate e arricchendo i processi di dati utili all’efficientamento del sistema.

Questo è anche più vero quando si guarda **agli ultimi ritrovati IoT, nello specifico Edge computing e  Digital twin,** soluzioni sempre più innovative per il funzionamento efficiente dei reparti produttivi. Serve però chiarire bene di cosa si tratti per comprenderne applicazioni e benefici. L’Edge (letteralmente “margine, bordo”) può essere considerato il primo livello di una infrastruttura IoT: si tratta, essenzialmente, di** dispositivi per l’elaborazione dei dati che vengono posizionati quanto più vicino possibile a dove questi sono generati** (spesso proprio sui macchinari di fabbrica o i robot di produzione). Il Digital twin, invece, è un equivalente virtuale dei dispositivi fisici il cui obiettivo è quello di monitorare il funzionamento delle macchine, segnalare anomalie ma anche predire malfunzionamenti futuri, anticiparne gli errori e programmarne la diagnostica. A spiegarlo è **Giuseppe Caspani,** CEO di **[SAEP ICT Engineering](https://saep.it)**, società di consulenza specializzata nello sviluppo di soluzioni Web, Mobile e IoT.

## Al 4.0 servono diverse competenze e diversi professionisti

Calati nella vita aziendale, questi strumenti possono portare **notevoli benefici all’intera catena produttiva** (e non solo): monitorare i macchinari significa allungare loro la vita, ridurre il consumo energetico rendendo più efficienti i processi produttivi, prevenire guasti, potenziare la sicurezza e sviluppare l’automazione industriale (o la semi-automazione), sgravando gli operatori dalle azioni ripetitive, a scarso valore aggiunto o pericolose da eseguire.

I percorsi d’innovazione **Industry 4.0 sono sempre più comuni nelle imprese**, le quali però devono dotarsi di competenze tecniche, professionisti specializzati e strumentazione *ad hoc*. “Tutti i passaggi necessari per mettere in pratica un progetto di questo tipo – analisi, programmazione dei servizi e manutenzione dei sistemi – hanno bisogno di competenze e di fattori abilitanti. Servono dunque **persone con know how differenti,** come per esempio una conoscenza dell’implementazione elettronica per i dispositivi di Edge computing o per i protocolli di scambio dati, che possono essere differenti rispetto a quelli standard della comunicazione web e mobile”, è il parere di Caspani.

## Abilitare l’efficientamento tramite la tecnologia: il caso Tecnoventil

Un esempio per comprendere i benefici offerti dall’impiego di queste tecnologie è il caso di **Tecnoventil,** azienda di progettazione e realizzazione di soluzioni intelligenti per la ventilazione che si è rivolta proprio a SAEP ICT Engineering **per la consulenza e l’implementazione dei dispositivi IoT sui loro sistemi.** La soluzione progettata avrebbe dovuto supportare la centralizzazione degli impianti per il condizionamento, i quali pilotati da singole unità ventilano le diverse stanze delle abitazioni (ma soprattutto degli uffici e di grandi strutture come gli ospedali).

Tecnoventil ha sviluppato una soluzione innovativa per far sì che **attraverso i terminali localizzati nelle stanze sia possibile impostare la temperatura azionando aperture e chiusure nella canalizzazione,** in modo da ottenere una climatizzazione personalizzata, agendo quindi sulla struttura di distribuzione di aria.

“Per controllare questo impianto è necessario configurare diversi parametri di funzionamento. Il dispositivo non interagisce solo con l’utente, ma raccoglie dati in una prima fase interna per analizzare umidità e clima, **inviando poi la comunicazione all’infrastruttura IoT realizzata attraverso un’architettura basata su microservizi**”, illustra Caspani, spiegando come un server sia in grado di far ‘dialogare’ la struttura cloud con i dispositivi Edge sul campo. Ovviamente alla base del progetto ci sono i sensori, parte fondante della tecnologia IoT, che permettono la rilevazione dei dati – in questo caso – i livelli di umidità, i gradi ambientali e altre informazioni utili per la diagnostica dello strumento.

Nel caso di Tecnoventil, SAEP ICT Engineering ha eseguito** uno studio di fattibilità mettendo in campo professionisti con competenze legate allo sviluppo di dispositivi elettronici**, alla comunicazione tra macchine e delle tecnologie Cloud. “Le strutture progettate e implementate devono poi dialogare con gli esseri umani, fornendo loro le informazioni necessarie”, racconta Caspani. “Il tassello finale del progetto è **la creazione di una serie di interfacce, semplici e intuitive,** per offrire al cliente uno strumento pratico per gestire temperatura e umidità a seconda delle esigenze”. Questo ‘dialogo’ può avvenire su applicazioni mobile o desktop, garantendo un’interazione fluida con gli utilizzatori e una sincronizzazione costante con il cloud.

## Adattare l’architettura a progetti diversi

L’architettura della soluzione (che è modulare e pensata per raccogliere, analizzare e scambiare informazioni attraverso diversi protocolli) può essere tuttavia applicata a numerosi contesti industriali. Spiega Caspani: “Applicando la stessa infrastruttura e gli stessi strumenti ad altri progetti, **dotando di sensori macchinari e impianti, si può rispondere a esigenze specifiche,** mantenendo la stessa struttura per quanto riguarda lo scambio dei dati. Questo permette di introdurre l’IoT in tutti i reparti in cui sia necessario (si pensi ad esempio alla Logistica) e in vari processi produttivi, soprattutto quelli caratterizzati da forte automazione dei processi e impiego della robotica”.

Queste tecnologie sono ancora piuttosto nuove sul mercato, quindi **la mancanza di standard permette una certa flessibilità sia in materia di protocolli di comunicazione che nella realizzazione dei dispositivi.** Questo è particolarmente vero per i sensori, che una volta installati possono essere sostituiti in base alle evoluzioni tecnologiche. Le aziende in questo modo possono seguire i cambiamenti del mercato senza stravolgere le infrastrutture, ma integrandole e implementandole grazie **all’elasticità offerta da architettura disaccoppiate**, sostituendo singoli elementi a necessità e mantenendo così costante la competitività e l’aggiornamento, rispondendo ai requisiti di velocità che caratterizzano mercati contemporanei.
