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title: Il digitale ci ha salvato dal baratro
description: "Durante l'emergenza Covid, la progressione del mercato digitale ha permesso di avere a disposizione gli strumenti per limitare l’impatto del lockdown."
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date: 2020-06-23
modified: 2025-09-09
author: Redazione
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categories: [Fabbrica, Tecnologia per la produzione]
tags: [digitalizzazione, ICT, Anitec-Assinform, Marco Gay]
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# Il digitale ci ha salvato dal baratro

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La progressione del mercato ICT nel 2019 (+2,1%) ha permesso di limitare l’impatto del lockdown nei primi mesi del 2020.

Senza il digitale, la crisi legata all’emergenza covid sarebbe stata ben peggiore di quella attuale. È quanto emerge dalla presentazione del **rapporto annuale *Il Digitale in Italia* di Anitec-Assinform**, secondo cui la progressione del mercato ICT nel 2019 (+2,1%) ha permesso di avere a disposizione nei primi mesi del 2020 gli strumenti per limitare l’impatto del lockdown.

In particolare, **nel 2019 il mercato digitale italiano è cresciuto a 71,9 miliardi di euro**, proseguendo la crescita, anche se a un tasso leggermente inferiore rispetto all’anno precedente per effetto della pressione sulle tariffe dei servizi di rete. **La digitalizzazione ha permesso, nei primi mesi del 2020, il lavoro a distanza di milioni di addetti**, la continuità delle attività nelle imprese che più hanno investito nella tecnologia, l’accesso all’informazione, la salvaguardia di servizi pubblici essenziali, dalla sanità fino alla scuola da remoto.

## Serve una strategia a lungo termine per il digitale

Con la prospettiva di un crollo del Pil 2020 del 8-9%, **il mercato dell’ICT dovrebbe limitare il calo al 3,1% per recuperare nel 2021**, grazie alla "capacità del digitale di dare ossigeno all’economia nelle fasi più difficili, alla sua anticiclicità e alla sua vocazione a sostenere una ripartenza che sarò lunga. Sono aspetti che invocano visioni e politiche adeguate per il digitale, e soprattutto concretezza, anche in vista del sostegno dell’Europa", afferma **Marco Gay, Presidente di Anitec-Assinform**, l’Associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell’ICT.

“**Il digitale deve essere messo al centro di una strategia di rilancio dell’economia che vada oltre il contingente**, colga l’urgenza di ammodernare il Paese, renda sostenibile il nuovo debito, dia basi solide alla ripartenza, aiuti ad accedere ai fondi europei", continua Gay. "**Non può essere l’accessorio delle visioni di sempre**. Mai come oggi servono concretezza e una politica per il digitale”.

Basti pensare che, secondo i dati dell'Agcom, **sono ancora 204 i Comuni senza una rete fissa in Italia**. La connettività di questi territori è fondamentale per la produttività del Paese.

## Interventi mirati sulla domanda e sull’offerta

Anitec-Assinform, anche tenendo conto della recente evoluzione legislativa, ha individuato **più assi di intervento per una rinnovata politica digitale**, sia sul fronte della domanda digitale che dello stesso settore ICT.

**Sul fronte della domanda** si tratta di dare: alle imprese di tutti i settori la possibilità di **non rallentare i processi di trasformazione digitale** o di avviarli, rafforzando stabilmente i fondi d’incentivazione e allungando i tempi di crediti di imposta, ammortamenti e scadenze di rimborso dei finanziamenti; **alle infrastrutture a banda ultra-larga nuova spinta realizzativa**, semplificando gli iter autorizzativi, quindi lanciando i nuovi bandi per le aree grigie e attivando le incentivazioni d’utenza a famiglie, PMI e centri per l'impiego, tutte cose già cofinanziate da fondi UE; **alla PA la possibilità di contare su gare di minor complessità e durata**, e su risorse e progettualità utili a ricuperare i ritardi di interoperabilità tra Amministrazioni; **alla scuola strategie, infrastrutture e competenze specifiche** alla didattica a distanza; **alla sanità spinta alla digitalizzazione delle aree chiave**, dai grandi database per la prevenzione, alla diffusione in tutte le regioni del Fascicolo Sanitario Elettronico, all’interoperabilità dei sistemi.

**Sul fronte dell’offerta**, e cioè dello stesso settore ICT, si tratta di: **dare stabilità nel tempo agli incentivi alla R&S** introdotti più di recente e di concentrarli sugli ambiti a maggiore potenzialità, privilegiando le possibilità di industrializzazione e identificando poli e atenei su cui far leva; **dare attuazione e continuità al rinnovato supporto alle start-up hi-tech** - con particolare riferimento al Fondo Innovazione, Fondo centrale di garanzia ad esse riservato, alla defiscalizzazione chi vi investe - e di  ampliare la detraibilità delle perdite di esercizio iniziali; **superare un gap di competenze** che interessa migliaia di posizioni e che limita le potenzialità del settore, intervenendo sul sistema formativo attraverso l’aggiornamento dei percorsi di studio, la valutazione delle performance degli atenei, la costante promozione dei percorsi di studio ICT a livello di laurea e Istituti Tecnici Superiori.
