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title: Il futuro del cloud è ibrido
description: Sempre più aziende, anche in Italia, scelgono il cloud ibrido, come mostrano i dati della ricerca Nutanix Enterprise Cloud Index 2019.
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date: 2020-01-09
modified: 2025-09-09
author: Chiara Dallatomasina
url: https://www.paroledimanagement.it/tecnologia-per-la-produzione/il-futuro-del-cloud-e-ibrido/
categories: [Fabbrica, Tecnologia per la produzione]
tags: [trasformazione digitale, cloud ibrido, Nutanix Italia, Matteo Uva, Christian Turcati, Alberto Filisetti]
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# Il futuro del cloud è ibrido

![cloud_ibrido.jpeg](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2020/01/cloud_ibrido.jpeg)

Il cloud del futuro? È **l’ibrido, cioè la combinazione di ambienti cloud privati e pubblici, con un certo livello di interoperabilità tra di essi**. A svelarlo sono i risultati della recente ricerca **Nutanix Enterprise Cloud Index 2019**, commissionata a Vanson Bourne da Nutanix, azienda leader globale nel software cloud e nelle infrastrutture iperconvergenti.

Nel corso del 2019 sono stati intervistati 2.650 decision maker in ambito IT in merito a quale tipologia di cloud utilizzano per le loro applicazioni aziendali, quali prevedono di utilizzare in futuro, quali sono le problematiche degli ambienti cloud e come i loro progetti cloud si sovrappongono a quelli IT. I risultati della survey mostrano una **fiducia sempre maggiore e uno spostamento verso il cloud ibrido**, che avverrà soprattutto nel corso dei prossimi cinque anni.

Nella fattispecie in Italia, il tasso di adozione del cloud ibrido (24%, ovvero quasi il doppio della percentuale di utilizzo medio degli intervistati a livello globale ed Emea) da parte delle aziende risulta **più elevato di ogni altro Paese**, a esclusione del Regno Unito.

“Il cloud è assolutamente complementare nell’ottica IT, perché risponde bene al processo di Digital transformation, in cui è l’IT aziendale che deve trainare il business e non viceversa”, spiega **Alberto Filisetti, Country Manager di Nutanix Italia**. “Quando sono comparsi i grandi cloud pubblici hanno subito suscitato entusiasmi per la flessibilità e gli altri vantaggi che conosciamo, ma allo stesso tempo hanno anche fatto sorgere qualche perplessità: le aziende hanno realizzato che a volte non sono la scelta ideale in termini di compliance, sicurezza o latenza”.

La sicurezza è un tema fondamentale per le aziende italiane, dato che tre quarti degli intervistati del nostro Paese l’ha indicata come **uno dei fattori principali da cui dipende la decisione di migrare applicazioni in ambienti cloud**: il 60% del campione (il 75% in Italia) ha dichiarato che il livello di sicurezza del cloud è ciò che maggiormente influenza i loro piani futuri di adozione.

Rispetto agli altri Paesi, l’Italia ha inoltre registrato un numero più elevato di intervistati (41%) che considerano il cloud ibrido come il **modello operativo IT più sicuro ****del data center e del cloud privato e pubblico**. Per il prossimo futuro, si può quindi ipotizzare che le aziende italiane, e non solo, continueranno a percorrere la strada ibrida.

### Il panorama nei prossimi cinque anni

Sempre secondo l’Enterprise Cloud Index, per i prossimi cinque anni **le aziende stanno pianificando di spostare i propri investimenti in modo massiccio** su architetture di cloud ibrido, nonostante i piani a breve termine in tale direzione abbiano vissuto un recente stallo, tanto da far aumentare del 20% l’utilizzo dei data center tradizionali.

La spiegazione di questa ‘crescita mancata’ del cloud ibrido nel 2019 potrebbe essere ricercata nella **necessità di una migliore mobilità delle applicazioni, di strumenti di gestione cross-cloud e l’applicazione della sicurezza**.

“In passato diversi utenti avevano optato per i servizi public cloud per evitare gli investimenti iniziali in tecnologie che potevano invece sfruttare off premise in modalità pay-per-use”, spiega **Matteo Uva, Sales Manager Commercial Business di Nutanix Italia**, “poi, però, hanno realizzato che, in molti casi e nel medio-lungo termine, per alcuni servizi IT si poteva risparmiare di più con l’implementazione on premise”.

Inoltre, sottolinea ancora Uva, “si avverte sempre più un bisogno di minore complessità”: “Per l’ambito PMI – che caratterizza in prevalenza la realtà italiana – **la scarsità di risorse interne rende ancora più rilevante questo bisogno di semplicità**, in quanto gestire le architetture a tre livelli (storage, server e hypervisor) non è sempre fattibile in caso di staff ridotti, magari costituiti da una sola persona. Soprattutto in questi casi, l’approccio *one click* di Nutanix con un unico strato software si rivela vincente”.

Dalla ricerca emergono anche i **principali vantaggi offerti dal cloud ibrido**. Tra questi, i più importanti risultano essere l’interoperabilità tra diversi tipi di cloud, la capacità del modello ibrido di unificare le operazioni e la gestione del cloud e la sua flessibilità intrinseca, che permette a clienti di scegliere il modello ottimale per la sicurezza e la conformità per i diversi archivi dati.

“Oggi serve distribuzione, agilità, flessibilità, aggiornamenti, disponibilità di nuovi servizi: l’ibrido dà la possibilità di avere tutto questo unito alle stesse possibilità di controllo e sicurezza», conclude **Christian ****Turcati****, Sr. System Engineer Manager Nutanix Italia**.

“Per questo l’hybrid è l’approccio vincente: perché **permette di utilizzare i vantaggi del cloud sfruttando i servizi che servono al business**. Oggi sempre più aziende clienti ci chiedono di accompagnarli nel loro percorso di trasformazione, perché forniamo soluzioni specifiche e diamo servizi alle aziende per capire dove si può ottenere il beneficio massimo”.
