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title: La Moda riemerge dal lockdown con una nuova cultura digitale
description: "Durante il lockdown, anche la Moda ha dovuto trasformarsi. E lo ha fatto sviluppando una nuova cultura digitale che completa l'esperienza in negozio."
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date: 2020-05-26
modified: 2025-09-09
author: Elisa Marasca
url: https://www.paroledimanagement.it/tecnologia-per-la-produzione/la-moda-riemerge-dal-lockdown-con-una-nuova-cultura-digitale/
categories: [Fabbrica, Tecnologia per la produzione]
tags: [digitale, Moda, Luxury, Fashion, Venistar]
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# La Moda riemerge dal lockdown con una nuova cultura digitale

![La Moda riemerge dal lockdown con una nuova cultura digitale](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2020/06/Moda_digitale-1024x683.jpg)

**È iniziata una nuova era della Moda**, con conversioni di produzioni, inversioni di tendenze e cambi di scenari nel mercato. **A febbraio 2020 a Milano c’è stata la prima versione digitale nella storia della *Fashion week***: una soluzione pensata in pochissimo tempo per far fronte all'emergenza Covid-19 in Cina, che non consentiva ai buyer e agli addetti ai lavori asiatici di assistere di persona alle sfilate della Milano Moda Donna Autunno Inverno 2020-2021.

**Poi sono arrivate le sfilate senza pubblico**: il 21 febbraio 2020 venne scoperto il primo caso italiano e Giorgio Armani decise di far sfilare la collezione a porte chiuse e di fare una donazione agli ospedali italiani, dando inizio a una lunga catena di solidarietà che ha coinvolto poi tanti altri marchi (per esempio Benetton, Dolce & Gabbana, Versace.). **Quando il virus si è esteso, a poco a poco quasi tutti i Paesi del mondo hanno imposto il *lockdown* e sono arrivate le chiusure dei negozi**, aziende e tanto altro, con ingenti perdite nella Moda, che in Italia rappresenta la seconda industria del Paese (il comparto TMA Tessile, Moda e Accessori, nel 2019, vantava un fatturato di circa 100 miliardi di euro,). **Le stime di Federazione Moda Italia fanno prevedere un calo di almeno il 50% degli incassi per il 2020**.

Nel breve, **le aziende hanno dovuto sospendere completamente la loro attività o riconvertire la produzione** per realizzare camici e mascherine da donare agli ospedali. Lo hanno fatto Armani, Gucci e Prada, ma anche Ermanno Scervino che ha rivisto il suo modello di lavoro con le sarte in Smart working.

## Le idee dei grandi marchi per ricominciare

Per ripartire, però, serve altro, perché il futuro sia costruito in maniera necessariamente diversa. Ci sono varie soluzioni, anche creative, a partire dalla messa in sicurezza dei lavoratori fino ai maggiori investimenti nella digitalizzazione, ormai fondamentali.

**Il Gruppo Prada, per esempio, è ripartito dal 20 aprile 2020 con un’apertura parziale** del proprio polo produttivo toscano, richiamando al lavoro circa 300 addetti delle divisioni di pelletteria, abbigliamento e calzature nelle sedi aretine, in Umbria, Marche e Veneto. Il gruppo **ha introdotto un protocollo di sicurezza con duplice screening ai dipendenti**, in collaborazione con l’ospedale Careggi di Firenze: ai lavoratori viene effettuato, in locali dedicati, il test sierologico da parte di un’equipe di infermieri specializzati. Ai soggetti positivi è anche effettuato il test virale, sempre sul posto.

**Gucci ha, invece, detto addio alla stagionalità delle sfilate**: dai social la maison ha annunciato che non organizzerà più appuntamenti fissi nelle *fashion week* e che presenterà le collezioni due volte l’anno, senza l’uso delle sigle più usate nel mondo della moda: *cruise, pre-fall, spring-summer, fall-winter*.

**Dolce&Gabbana ha lanciato *FattoInCasa***, un’iniziativa che comprende una serie di video pubblicati a partire dal 6 maggio 2020 sulle piattaforme digitali del brand, dedicate a tutto ciò che si può fare da sé in casa, che si tratti del ricamare, dell’intrecciare cesti di vimini o di fare il pane.

**Zara ha ripensato la sua campagna pubblicitaria** facendo indossare i nuovi capi (acquistabili solo online in Europa e Stati Uniti) alle modelle, che poi hanno postato le loro foto da casa, su Instagram.

**La Camera nazionale della moda italiana ha inoltre deciso le nuove date per la prima ufficiale *Milano Digital Fashion Week***, organizzata per promuovere le collezioni uomo primavera-estate 2021 e le precollezioni uomo e donna primavera-estate 2021: **dal 14 al 17 luglio 2020**. La piattaforma digitale dell’evento è stata pensata per proporre contenuti fotografici e video, interviste e backstage dei momenti creativi, organizzati in un calendario con slot dedicati ad ogni brand, con l’obiettivo di creare un palinsesto fruibile per tutti gli operatori del settore. **Gli strumenti digitali, quindi, sono ormai indispensabili per la ripartenza**.

## Cambiare le priorità, riscoprendo il valore del digitale

Negli scorsi anni, molti brand investivano sul digitale quasi esclusivamente per esigenze di Comunicazione e Marketing, mentre oggi è assodato che il digitale consente di ripensare i modelli di business aziendale a 360 gradi. Lo racconta **Antonio Canovese, CX Sales Manager di Venistar**, che negli ultimi mesi **ha visto i clienti tagliare in maniera significativa gli investimenti concentrandoli verso la trasformazione digitale** e in particolare sulla distribuzione omnicanale.

“L’importante è che l’innovazione digitale non venga interpretata come sostituto dell’interazione fisica, ma diventi la vera leva per ripensare organizzazioni, modelli di business e processi operativi”, avverte Canovese. “Stiamo ad esempio proponendo nuove modalità di interazione che virtualizzano la boutique o lo showroom, ma **lo sforzo vero è quello di re-interpretare i processi in chiave digitale a partire dalla presentazione delle collezioni alla gestione integrata dei canali distributivi** fisici, e-commerce e marketplaces, ottimizzando lo stock distribuito e regolando il flusso dei prodotti e degli ordini in modo da alzare la qualità dei servizi al cliente e la marginalità.”

Il *virtual showroom* di cui parla è **una soluzione pensata per usufruire a distanza di tutte le informazioni di un prodotto** (schede tecniche, immagini in alta definizione, viste interattive, video) effettuando ordini da remoto supportati da un Virtual Sales Assistant o in modalità self service. Gli asset, ovvero le informazioni e i contenuti interattivi, formano il gemello virtuale dell’oggetto fisico e offrono una rappresentazione realistica del prodotto senza averlo fisicamente tra le mani.

Nel corso degli ultimi cinque anni, l’azienda ha investito nello sviluppo di **Venistar CX (Commerce eXperience), piattaforma digitale omnicanale in grado di integrare i sistemi aziendali esistenti** come ERP, Finance, Retail, E-commerce, Marketing, Customer Service, Logistica, Marketplaces, Sistemi di Pagamento, Tax Free e di abilitare la creazione di nuovi servizi orientati al cliente digitale, nomade e omnichannel.

Questa soluzione è stata scelta da brand come Dainese, Forte Forte, Geox, Moncler, Off-White, Versace, Stella McCartney, Vivienne Westwood, ma è stata pensata per clienti anche piccoli e medi. “Abbiamo un approccio modulare: **integriamo i sistemi esistenti e attiviamo solo i servizi a cui l’azienda è interessata** con un approccio compatibile con le capacità organizzative e di investimento che l’azienda è in grado di affrontare nel suo piano di crescita garantendo un percorso di evoluzione strategica consentito da una piattaforma digitale come Venistar CX diventata leader del mercato internazionale del fashion, luxury e design”, spiega Canovese.

## Il digitale non sostituisce l’esperienza, ma la valorizza e trasforma in valore di lungo periodo

Anche grazie agli strumenti digitali, quindi, **molti punti vendita dovranno trasformarsi** e adeguarsi alla nuova realtà. **Diventeranno sempre più luoghi di servizio e di esperienza** (i cosiddetti showroom esperienziali): un mix di prodotti da toccare e provare, una serie di servizi legati a personalizzazione del prodotto, alla relazione (bar, ristorante, libreria) e cura della persona, mettendo a disposizione servizi digitali per la prenotazione e la consegna dei servizi-prodotti anche attraverso l’interazione con realtà virtuale e aumentata.

“Insomma, uno spazio in cui la creatività del brand possa esprimersi e diventare esperienza unica, di interazione tra spazio fisico e digitale”, spiega Canovese. Questo approccio, però, necessita di una comunicazione efficace che sappia spiegare i valori del brand, ma anche come utilizzare i servizi proposti. “**La comunicazione personalizzata** che interagisce col cliente che naviga, compra e interagisce sui canali col brand, **sarà sempre più focalizzata sui servizi che il brand è in grado di proporre**, come la personalizzazione dei prodotti o iniziative da condividere fisicamente e online”, dice Canovese. Il digitale, in questo caso, può aiutare il brand a ricostruire un rapporto diretto, personale e di fiducia col cliente e favorire quindi una relazione di lungo periodo.

Cliente che, nel frattempo, ha subito un processo evolutivo molto repentino. Ciò che è accaduto ai clienti di Venistar negli ultimi mesi ha dimostrato, infatti, che **anche i consumatori più restii all’innovazione digitale, sono stati estremamente reattivi** e hanno usufruito dei servizi online e di ecommerce in maniera consistente.

“Il problema non sono i clienti che si sono prontamente adeguati a questi nuovi scenari, ma sono **le aziende che spesso non hanno messo a punto servizi digitali appetibili da offrire ai compratori**, come il *click and collect* (compro on line a ritiro in negozio), il *reserve in store (*prenoto on line e provo in negozio)*, *l*’in-store order (*ordino prodotti che non sono disponibili in negozio e spedisco a casa), o il* return in store (*rendo in negozio un prodotto acquistato online*). ***Tutti servizi che richiedono di avere una centrale di comando e di gestione dello stock omnicanale** come Venistar CX”, commenta Canovese, che evidenzia come stiano cambiando le priorità, e prevede che nei prossimi mesi le aziende che ancora non lo hanno fatto, se vorranno rimanere competitive sul mercato, dovranno investire pesantemente e velocemente su una vera trasformazione digitale diventato il fattore chiave della nuova competizione internazionale.
