---
title: La trasformazione digitale parte dal cliente
description: "Le aziende più consapevoli della digitalizzazione si sono impegnate nel riadattare il proprio modello di business, oltre all'implementazione delle tecnologie"
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2021/11/Trasformazione-digitale-min-1024x683.jpg
date: 2021-11-12
modified: 2025-09-09
author: Sara Polotti
url: https://www.paroledimanagement.it/tecnologia-per-la-produzione/la-trasformazione-digitale-parte-dal-cliente/
categories: [Fabbrica, Tecnologia per la produzione]
tags: [industria 4.0, Saep, trasformazione digitale, digitalizzazione, FabbricaFuturo]
---

# La trasformazione digitale parte dal cliente

![Trasformazione digitale](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2021/11/Trasformazione-digitale-min-1024x683.jpg)

Da semplice priorità, **la digitalizzazione è diventata un imperativo**, in particolare dopo l’emergenza Covid. Le aziende devono compiere questa evoluzione se vogliono stare al passo con i tempi. D’altra parte, non c’è alternativa a uno scenario che vede l’Italia arrancare sulla Digital Transformation rispetto agli altri Paesi europei**: **secondo l’Indice di digitalizzazione dell’economia e della società (Desi), **nel 2020 eravamo al 25esimo posto su 28 Stati membri.**

Molte aziende si ritrovano oggi a intraprendere **percorsi di digitalizzazione senza risorse e competenze adeguate**, cercando di ottenerne i benefici senza mutare l’approccio al business.

Questa però non è certo la mentalità su cui dovrebbe fondarsi il cambiamento. Prima di tutto **la** **digitalizzazione è un’opportunità**; digitalizzare significa innovare, e l’innovazione ha stravolto – soprattutto di recente – tanto i mercati quanto la vita quotidiana dei clienti e dei consumatori. Il risultato è stato che è diventato chiaro **quali aziende hanno saputo intrecciare innovazione, nuove richieste del mercato e cambiamenti interni **e quali, invece, rischiano di perdere un’occasione di crescita.

Non è un caso che gli sgravi e i finanziamenti statali si siano concentrati proprio sui temi **dell’****Industry 4.0 e della digitalizzazione**. Le aziende più consapevoli di questa trasformazione non si sono concentrate esclusivamente sull’implementazione delle tecnologie, ma si sono impegnate nel **riadattare il proprio modello di business** sulla base delle nuove esigenze di un mercato in costante cambiamento. Così la pensa **Federico Rusconi**, Head of Marketing di [Saep Informatica](https://saep.it), azienda specializzata nello sviluppo di software gestionali per le aziende.

A suo giudizio, la digitalizzazione riguarda prima di tutto **l****a cultura delle persone e poi i processi aziendali nella loro interezza**; per questo, non deve limitarsi alla mera adozione di nuove tecnologie di interconnessione. “Insieme alle tecnologie e alle aziende **sono cambiati anche i bisogni dei clienti finali.** Vivendo in un mondo immerso nella tecnologia, le persone si aspettano di provare la stessa esperienza attraverso tutti i canali in cui si aspetta di trovare l’azienda: laddove manca, un’azienda perde l’opportunità di comunicazione e di conseguenza clienti, lasciando dietro di sé una percezione di arretratezza”, ha detto Rusconi intervenendo **alla tappa di Venezia 2021 dell’evento *FabbricaFuturo*** (incontro promosso dalla casa editrice ESTE e di cui il nostro quotidiano è stato Media Partner).

## Il cliente è la base di ogni scelta di digitalizzazione

Al centro di tutto deve quindi essere posto il cliente. Per quanto i prodotti e i servizi offerti rimangano centrali, **l’esperienza offerta al consumatore assume oggi un ruolo predominante** nelle considerazioni legate all’acquisto. Come precisato da Rusconi, la pandemia ha alzato – e di molto – le aspettative digitali dei clienti, alla ricerca di nuove e coinvolgenti esperienze virtuali.

Si capisce, quindi, che puntare sulla digitalizzazione e sui servizi innovativi è di vitale importanza **per la sopravvivenza e la prosperità delle aziende**. Compiere un processo di trasformazione digitale però non è cosa facile, come ha spiegato lo stesso Rusconi, **ribadendo l’importanza**** delle persone in azienda.** “Senza una certa attenzione verso le persone, il processo rischia di diventare difficoltoso perché potrebbe esserci riluttanza verso il cambiamento”.

Anche per questo motivo - i fallimenti, è utile ricordarlo, sono spesso somme di errori umani **- non esiste una roadmap che possa adattarsi a tutte le organizzazioni:** se le aziende non possono contare su uno schema univoco per la digitalizzazione, secondo Rusconi possono partire dal pilastro più solido, cioè il cliente. “Le imprese devono individuare il proprio target e **progettare la trasformazione digitale su di esso.** L’obiettivo non è fare tutto insieme o offrire per forza tutte le soluzioni rese possibili dalla digitalizzazione: il mercato impone di farsi trovare pronti al cambiamento, non sono importanti le singole fasi ma gli obiettivi”, è la tesi dell’Head of Marketing di Saep Informatica.

## I cinque ‘stadi’ per la digitalizzazione

Posto, dunque, che un modello standard per la trasformazione digitale non esiste, non vuol dire che non ci siano indicazioni – questa volta valide per tutte le aziende – per la digitalizzazione. A tal proposito, Rusconi illustra **il ‘modello a cinque stadi’ della trasformazione digitale**: “Questo schema può essere una base su cui prendere le proprie decisioni, modellandole in base alle esigenze. Le aziende possono trovare in questi cinque stadi una sorta **di schematizzazione dei passaggi necessari ****per guidare la trasformazione**”.

Nel dettaglio il modello prevede un primo stadio che fa riferimento **all’automazione di alcuni processi base, come le vendite, la contabilità e la produzione**. Si passa poi alla trasformazione funzionale, con piani specifici diretti ai vari dipartimenti: in questa fase le funzioni aziendali vengono rinnovate, nei processi e negli strumenti. Il terzo passaggio **è la trasformazione parzialmente sincronizzata**, durante la quale i piani si coordinano verso una strategia globale aziendale più organica e precisa. Quarta fase è la **trasformazione completamente sincronizzata**, con l’adozione di piattaforme digitali integrate. Infine, la crescita verso la digitalizzazione dell’organizzazione prevede **la trasformazione del Dna aziendale**: è solo in questo momento finale che la mentalità digitale dell’azienda – e delle sue persone – è completa. Ed è dall’ossatura nuova che nasce il modello di business innovativo in grado di rispondere alle nuove sfide del mercato, in cui il cliente è sempre più al centro.
