---
title: Ottimizzare i processi e controllare i consumi energetici tramite l’IoT
description: L’introduzione dell’IoT in fabbrica facilita una serie di attività di connessione di macchine, impianti, oggetti e sensori che agiscono per migliorare i processi produttivi.
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2022/02/IoT-min-1024x682.jpg
date: 2022-02-11
modified: 2025-09-09
author: Federica Biffi
url: https://www.paroledimanagement.it/tecnologia-per-la-produzione/ottimizzare-i-processi-e-controllare-i-consumi-energetici-tramite-liot/
categories: [Fabbrica, Tecnologia per la produzione]
tags: [IoT, Industria4.0, Industrial Internet of Things, Miraitek, Sergio Cassinelli]
---

# Ottimizzare i processi e controllare i consumi energetici tramite l’IoT

![IoT](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2022/02/IoT-min-1024x682.jpg)

L’introduzione dell’Internet of Things (IoT) in fabbrica facilita una serie di attività di connessione di macchine, impianti, oggetti e sensori **che agiscono per migliorare i processi produttivi**. La raccolta integrata di dati contribuisce a generare un miglioramento nell’attività globale di un’azienda, tra cui: **l’ottimizzazione dei processi, la riduzione degli sprechi e dei costi e anche il controllo dei consumi energetici.** Per farlo, non è sufficiente implementare soluzioni tecnologiche; si tratta piuttosto di una trasformazione culturale e di approccio all’innovazione, che si traduce in un cambiamento nell’esecuzione dei processi e, più generale, nelle modalità lavorative.

D’altronde, nello scenario attuale, **caratterizzato dall’aumento esponenziale dei costi dell’energia e dai rincari delle materie prime** (secondo i dati dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente nei primi tre mesi del 2022 gli italiani pagano il 55% in più per l’elettricità e il 41,8% in più per il gas), **avere la visibilità dei consumi** è molto utile per le aziende: sapere quanto e quando avviene il consumo – per esempio prevedendo i picchi – si traduce **in una gestione ottimale delle risorse disponibili e in un miglioramento delle attività di business.** “Oggi le aziende più evolute hanno integrato il monitoraggio di dati con informazioni di consumo dell’energia. Quindi, sanno sia quanto producono sia quanto consumano”, rivela **Sergio Cassinelli,** General Manager di Miraitek4.0, impresa che offre soluzioni scalabili per il monitoraggio remoto dei macchinari, l’analisi del funzionamento degli impianti industriali e la loro ottimizzazione.

Gli investimenti devono, dunque, essere strategici e sfruttati **per valorizzare nel tempo le macchine, usufruendo di tutte le loro potenzialità.** “Noi abbiamo l’obiettivo di aiutare le aziende a raccogliere le informazioni e riunirle per costruire indicatori, analizzarle in modo intelligente e verificare le prestazioni degli impianti”, spiega Cassinelli. Sulla base delle analisi, dunque, si possono anticipare i problemi. A confermarlo è lo stesso manager: “Tramite la manutenzione predittiva, si possono prevedere eventuali fermi macchina e, di conseguenza, **evitare che le difficoltà impattino sull’intero ciclo produttivo**”. Del resto, gestire interruzioni non pianificate della produzione comporta conseguenze che, inevitabilmente, impattano sulla performance globale.

## Prevenire e prevedere per ottimizzare le prestazioni

L’**Industrial Internet of Things** (IIoT, ovvero l’IoT associato all’Industria 4.0), è la tecnologia che permette di anticipare e prevedere le anomalie. Avere un ambiente in cui tutto è interconnesso e **dove i sistemi riescono a cooperare tra loro permette di affrontare le criticità tempestivamente**. È d’accordo il manager: “È sempre più importante integrare i dati degli impianti con quelli di processo e del ciclo produttivo; se si misura ciò che avviene in produzione, è possibile valutare anche le scorte di cui si dispone. In questo modo, per esempio, si evita l’*out of stock *dei materiali”.

Prevenire, dunque, è fondamentale per avere una visione globale e migliorare le prestazioni. I modelli passati erano basati sulla manutenzione reattiva, ovvero si interveniva soltanto nel momento in cui si verificava un problema o un guasto. Con **l’Industria 4.0, invece, si è arrivati alla manutenzione schedulata:** è qui che si riscontra un miglioramento delle performance generali; lo step successivo, infine, è quello della **manutenzione predittiva.** Lo spiega Cassinelli: “Attraverso gli algoritmi che misurano e intercettano gli eventi e le informazioni in mutamento, è possibile sapere in anticipo cosa accadrà; questa è una componente fondamentale per risparmiare sui costi produttivi. Pianificando per tempo si riesce ad agire prontamente e in modo ottimale”.

## Il divario tra le grandi aziende e le Piccole e medie imprese

Com’è lo scenario delle imprese in ambito nuove tecnologie? **La situazione cambia tra grandi e piccole aziende:** le prime hanno consapevolezza delle nuove tecnologie e dispongono di piani di business che contemplano l’innovazione. Tra le Piccole e medie imprese (PMI) ci sono quelle ‘illuminate’ che, pur non avendo fatturati elevati, **riservano quote di budget per la trasformazione digitale;** altre, invece, anche se hanno dimensioni superiori, non pongono la stessa attenzione alla tematica. Da un’analisi di Cerved sulla digitalizzazione di circa 150mila imprese in Italia, infatti, emerge che **il 9,1% presenta un’elevata propensione alla digitalizzazione, il 20,3% ha un’attitudine moderata,** mentre la quota restante evidenzia bassi livelli.

Tutto dipende dalla cultura. Lo conferma Cassinelli: “Le grandi aziende ritagliano una parte di budget che dedicano alla ricerca in questo ambito e **hanno solitamente una figura responsabile dell’innovazione.** Per le aziende più piccole, invece, dipende da chi le governa: alcuni hanno una strategia basata sul massimizzare gli obiettivi del presente; altri, al contrario, **hanno una visione prospettica, orientata al lungo termine, e sono quelli che vedono le potenzialità nel digitale**”.

Investire in innovazione vuol dire fare attività che non sono quelle tipiche dell’azienda; ecco perché **si tratta di guardare le professioni da un punto di vista differente rispetto a quello tradizionale.** Oggi, infatti, si sta trasformando anche il modo di lavorare; non si vendono più soltanto strumenti tecnologici, ma anche i servizi (la cosiddetta “servitizzazione”); per farlo servono la cultura e gli strumenti adeguati (che si basano sulla raccolta di dati).

Seguire i cambiamenti offre la possibilità di crescere non solo all’azienda, ma anche alle persone. Si controlla così **il bilanciamento tra l’essere umano e la macchina**: tramite la tecnologia le persone sono abilitate a governare i processi in modo puntuale ed efficiente.
