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title: Per l’innovazione 4.0 serve una visione di insieme
description: "Per approcciare l'innovazione 4.0 la strategia più efficiente è fare squadra. Come hanno fatto Zucchetti e Csrl"
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date: 2021-06-21
modified: 2025-09-09
author: Giorgia Pacino
url: https://www.paroledimanagement.it/tecnologia-per-la-produzione/per-linnovazione-4-0-serve-una-visione-di-insieme/
categories: [Fabbrica, Tecnologia per la produzione]
tags: [incentivi, innovazione, zucchetti, Transizione 4.0, Paolo Susani]
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# Per l’innovazione 4.0 serve una visione di insieme

![Innovazione](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2021/06/innovazione_4.0.jpg)

Per sfruttare davvero **l’occasione del 4.0** occorre fare **gioco di squadra**. Le normative che si sono succedute sul fronte della trasformazione in senso digitale delle imprese – Piano Impresa 4.0 poi diventato Industria 4.0 e, da ultimo, Transizione 4.0 – hanno sempre avuto l’obiettivo di far compiere un passo in avanti al **sistema produttivo italiano**, spingendo nell’ottica di produzioni e processi interconnessi, in grado di dialogare a più livelli con componenti fisici o materiali di produzione.

Il Legislatore ha puntato a svecchiare le modalità di produzione delle imprese italiane tramite il rinnovamento e il cambiamento degli impianti produttivi, sia in ambito produzione beni sia in ambito produzione servizi. Le diverse norme hanno incentivato quattro grandi filoni di attività: l’**acquisto di beni strumentali**, materiali o immateriali, ad alto valore aggiunto; l’attività di **ricerca e sviluppo, innovazione e design**, per agevolare l’acquisizione di conoscenze nuove rispetto all’ambito del sapere tecnico-scientifico o del comparto di mercato; la **formazione 4.0** finalizzata all’accrescimento delle tecnologie abilitanti, che a partire dal 2020 non richiede più un previo accordo sindacale; infine, il cosiddetto ***patent box***, regime opzionale che consente la detassazione dei redditi d’impresa derivanti dallo sfruttamento di software, brevetti, disegni e modelli detenuti dall’azienda.

Quattro filoni che, seppur distinti, sono **strettamente legati fra loro**. A fronte di un investimento in beni strumentali a forte valore aggiunto non può, infatti, che seguire una nuova acquisizione di conoscenze da parte del personale con una formazione *ad hoc*. Allo stesso modo, l’introduzione di una tecnologia nuova o migliorata rispetto all’intero comparto mercato o ambito del sapere (investimento in ricerca) o rispetto all’attività fino ad allora svolta dalla singola azienda (investimento in innovazione) può far emerge l’esigenza di acquistare beni strumentali nuovi.

## La parola d’ordine è sinergia tra le diverse misure

Per approcciare una trasformazione in ottica 4.0 la strategia più efficiente è, quindi, quella di **adottare una visione di insieme**. “L’errore più comune è ragionare su queste misure come compartimenti stagni”, conferma **Marco Claudio Colombo**, Innovation Manager Industria 4.0 di **Crsl - Centro ricerche e studi dei laghi**, centro di trasferimento tecnologico 4.0 nato nel 2017. “Il concetto di 4.0 sta entrando a poco a poco nel Dna e nel linguaggio di imprese, professionisti e parti sociali. Per lungo tempo le normative sono state appannaggio esclusivo di alcuni operatori del settore e ciò ha determinato una specializzazione eccessiva, **una divisione quasi granulare dell’attività 4.0**”. Le attività di formazione, a lungo ‘Cenerentola’ del Piano 4.0, non erano allineate con l’acquisto di beni strumentali o con gli investimenti in processi di ricerca e sviluppo. “Scontiamo il difetto di aver trattato tutta Industria 4.0 come un unico grande tema, ma la parola d’ordine è **la sinergia tra le diverse misure**”.

Un utilizzo efficace delle misure di Industria 4.0 richiede, dunque, un cambio di passo: **unire competenze diverse**, specifiche per i diversi filoni, consente di fare sistema e approfittare di tutte le agevolazioni. Il momento attuale, tra l’altro, sembra dei più propizi. Il **Piano nazionale di ripresa e resilienza** (Pnrr) attribuisce un’importanza significativa alla materia Industria 4.0: soltanto per gli investimenti legati ai beni strumentali ad alto valore aggiunto, sono circa **18 miliardi** i fondi messi a disposizione nel periodo 2021-26. “Mai in 40 anni di leggi di bilancio abbiamo avuto un’estensione di incentivi legati all’innovazione di questa portata”, ha sottolineato Colombo.

Il gioco di squadra porta risultati. Ne è la prova **la sinergia trovata tra Zucchetti**, gruppo specializzato in soluzioni software, hardware e servizi per aziende, **e Crsl**. Le due realtà hanno saputo fare gioco di squadra, unendo soluzioni e competenze tecnico-scientifiche p**er portare innovazione nelle aziende italiane**. Due i casi affrontati insieme finora: un’azienda di Roma che opera nel settore degli appalti pubblici e privati e un produttore di vini di Pavia. In entrambi i contesti, la collaborazione tra le due realtà ha portato le aziende a **investire in hardware e software** che hanno consentito di ottenere non solo un beneficio di natura economica, ma anche **un cambiamento dei processi**, in chiave di innovazione digitale e transizione ecologica.

## Ridurre la complessità e allearsi per il cambiamento

La normativa, se ben applicata, dà i suoi frutti. “L’incentivo non va inteso come una regalia di Stato, ma dev’essere un seme per attivare l’innovazione dentro le imprese. Soltanto se si produce **un reale cambio di mindset** si riesce a ottenere una vera innovazione di processi”, è l’opinione di **Paolo Susani**, Direttore Commerciale di **Zucchetti**. “Nel nostro caso nell’ambito della Smart factory siamo convinti che tutta la digitalizzazione passi da una serie di soluzioni adatte alle aziende, soluzioni che si basano sui **dati** e sull’**interoperabilità degli strumenti** grazie a Internet of Things, Intelligenza Artificiale e Machine learning, per attuare la migliore collaborazione possibile tra uomo e macchina”.

Il trend è positivo e segna una crescita soprattutto nell’ambito Industria 4.0 e Manufacturing. Secondo Susani, però, è tempo di **ridurre le complessità per ampliare l’accesso agli incentivi 4.0** a tutte le aziende che potrebbero beneficiarne. Bisogna, insomma, semplificare, grazie a soluzioni che vanno a **efficientare il digital manufacturin**g e migliorano la gestione di produzione, consumi energetici, gestione del personale, welfare,controllo accessi e sicurezza. “Le soluzioni che mettiamo a disposizione sono tutte soluzioni integrate che vanno a coprire le esigenze delle imprese. Il Gruppo Zucchetti fa acquisizioni non per un qualche disegno industriale, ma perché persegue l’obiettivo di creare **una fabbrica intelligente**”, spiega Susani.

Ormai nove vendite su dieci hanno come oggetto non la singola soluzione, ma una visione completa di ciò che significa fare impresa 4.0. Anche il ruolo di **software house** come Zucchetti è mutato: ciò che ricercano le aziende non è un venditore di soluzioni, ma **un alleato per attuare un cambiamento nei processi**. “Nel 2020 molte aziende sono state costrette a digitalizzarsi”, ricorda Susani. “Questo è il momento per fare una scelta che non guardi solo all’immediato, ma che punti a una crescita della produttività a lungo termine”.
