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title: Var Group, organizzazione aperta e tecnologie anti silos
description: "Il 3 e 4 ottobre 2024 a Rimini, Var Group ha celebrato la sua convention: applicazioni concrete di tecnologie e organizzazione aperta."
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2024/10/Var_Group_Francesca_Moriani-1024x682.jpg
date: 2024-10-04
modified: 2025-09-09
author: Dario Colombo
url: https://www.paroledimanagement.it/tecnologia-per-la-produzione/var-group-organizzazione-aperta-e-tecnologie-anti-silos/
categories: [Fabbrica, Tecnologia per la produzione]
tags: [Intelligenza artificiale, Modelli organizzativi, Var Group]
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# Var Group, organizzazione aperta e tecnologie anti silos

![Var_Group_Francesca_Moriani](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2024/10/Var_Group_Francesca_Moriani-1024x682.jpg)

Idee “folli” e “fuori dagli schemi”: è ciò che serve per **applicare rapidamente le nuove tecnologie**. La ‘ricetta’ è di **Francesca Moriani, CEO di Var Group**, che il [3 e 4 ottobre 2024 a Rimini ha celebrato la tradizionale convention dell’azienda](https://www.paroledimanagement.it/var-group-riunisce-i-sognatori-della-trasformazione-digitale/), alla quale hanno partecipato circa 2mila persone. E che, per la prima volta, ha visto una **predominanza di figure d’azienda legate al business rispetto ai profili più tecnici**. D’altra parte, ormai la questione principale non riguarda più lo sviluppo delle tecnologie, ma la loro concreta applicazione e la modalità con la quale sono introdotte nelle organizzazioni. “**Il nostro obiettivo è condividere idee e punti di vista, solo così possiamo cambiare il futuro e la storia**”, ha spiegato Moriani nella conferenza stampa a margine dell’evento principale, in chiusura della prima giornata.

In questo particolare momento storico, caratterizzato da una forte dose di incertezza su ogni fronte (soprattutto esterno alle aziende), **la necessità delle imprese è il collegamento delle infrastrutture aziendali** per superare la logica a silos con la quale si era abituati a lavorare fino a poco tempo fa (sono ancora numerose le realtà legate a questo modello): “**La tecnologia deve incrociare le varie divisioni in una logica matriciale**”, è la proposta della CEO di Var Group. E proprio da queste premesse, la stessa azienda di software è al lavoro per cambiare il suo assetto organizzativo, dopo aver dato vita a **due nuove business unit (7 Circle e Pluribus)**.

Nel nuovo piano strategico, **Var Group si è data l’obiettivo di concretizzare la trasformazione del modello organizzativo**, affinché supporti la portata dirompente della digitalizzazione. L’idea maturata dal vertice dell’azienda (“Sognavo di realizzare questo progetto sin dai tempi del MBA in Inghilterra”, ha confessato Moriani) è **introdurre l’organizzazione ‘aperta’ nella quale ogni persona può agire liberamente all’interno di regole che si autodefiniscono**. Secondo la letteratura, infatti, l’organizzazione olocratica elimina le gerarchie tradizionali a favore di una struttura più flessibile e dinamica:** il potere decisionale è distribuito tra tutti i membri**, piuttosto che concentrato in un’unica figura autoritaria.

## Coinvolgere le persone e attrarre nuovi talenti

A caratterizzare il cambiamento proposto è il fatto che la scelta sia arrivata in un momento positivo per **l’azienda che ha chiuso il 2023 con 823 milioni di euro fatturato** e con l’obiettivo di raggiungere quota 900 milioni nel prossimo anno fiscale. Tuttavia, la stessa CEO di Var Group ha spiegato che se i numeri confermavano il buon andamento del business, **serviva agire per far star bene le persone, anche per rispettare il *purpose*** di “contribuire al benessere economico e sociali dei Paesi dove operiamo”: “Avevo immaginato che potesse funzionare il **modello di leadership diffusa, ma questo si è concretizzato in una mancanza di decisioni** che minavano il business, perché ai clienti servivano risposte puntuali”.

È stato anche **per merito del nuovo modello organizzativo che l’azienda ha potuto proseguire l’espansione all’estero**; oggi è presente in 13 Paesi nel mondo: oltre all’Italia, l’operatore di servizi e soluzioni digitali è in Francia, Germania, Spagna, Austria, Svizzera, Albania, Romania, Lettonia, Messico, Usa, India e Brasile. “**L’obiettivo è essere un’azienda global** per la condivisione della cultura, del modello dell’organizzazione e dell’investimento industriale, ma restando local”.

Dietro la scelta del modello olocratico, inoltre, c’è la **volontà di potenziare il coinvolgimento delle persone** (in Var Group sono quasi 4mila, di cui 1.000 Under 30 e altrettanti Over 50) e di essere **maggiormente attrattiva nei confronti di un mercato del lavoro** sempre più carente di competenze. “Molti Under 30 considerano le imprese un posto orribile dove lavorare, perché non permettono ai giovani di esprimersi; così molti si mettono una maschera quando sono sul posto di lavoro oppure preferiscono dare vita a una propria startup; in questo modo, però, **si disperdono le capacità imprenditoriali e le competenze**”, ha commentato Moriani. Da qui la riflessione che ha confermato la decisione di realizzare quella che l’imprenditrice ha chiamato **“Platform organization”, nella quale le persone possono anche fare esperienze imprenditoriali,** ma restando nell’orbita di Var Group. E sempre per rispondere alle nuove esigenze delle persone, **di recente nel piano di welfare dell’azienda è stato introdotto “l’Erasmus aziendale”**, che permette di svolgere attività all’estero, ma restando all’interno dell’impresa.

## L’espansione all’estero e l’obiettivo asiatico

Di importanza della cultura aziendale, in particolare rispetto all’espansione estera, ne ha parlato anche **Alessandro Gencarelli, Head of Sales & Marketing Var Group**, che ha ribadito l’assetto organizzativo rispetto al quale al delivery tecnologico guidato dai team in Italia corrisponde la presenza di team locali che gestiscono le diverse realtà estere. “**Oggi la delocalizzazione si sta trasformando in localizzazione a causa delle crisi geopolitiche**; avere quindi la capacità di muoversi sul territorio con approccio locale permette di agire più velocemente”, ha commentato il manager, ribadendo la vocazione aziendale a essere ‘glocal’.

In merito alla presenza extra Italia, **Gencarelli ha anticipato la strategia di puntare a rafforzare il presidio dell’Europa**, continuando a guardare Oltreoceano e allargando anche gli orizzonti verso l’Asia (obiettivo dei prossimi cinque anni). “Sono richieste che arrivano direttamente dal mercato, perché le aziende, in questa fase storica, sono **alla ricerca di un unico interlocutore con cui interfacciarsi per la tecnologia**”.

Nel nuovo piano industriale di Var Group rientra la scelta delle due nuove business unit. **Con 7 Circle, l’azienda – come spiegato da Matteo Masera, Head of 7 Circle – propone un nuovo modo di presidiare il mercato**, concentrandosi soprattutto sulle problematiche dei clienti, con l’obiettivo di risolvere le questioni con l’uso combinato delle diverse soluzioni, offrendo semplificazione, in particolare per snellire i processi.

Si inserisce in questa strategia anche **Pluribus (dal latino “da uno a molti”), il cui orientamento storico è sulle Piccole e medie imprese italiane (PMI)**. A illustrare l’attività di questa business unit è stato **Fabrizio Mangiavacchi, Head of Pluribus**, che ha aggregato tutti gli ERP proprietari di Var Group, coinvolgendo oltre 900 persone (nel 2022 erano poco più di 700) dedicate alle soluzioni per le PMI.

## Smentire i pregiudizi nei confronti dell'AI

**Di Intelligenza Artificiale (AI) se n’è occupato Marco Ferrando, Head of Data Science di Var Group**, che ha esordito precisando come oggi l’AI sia una parola “usata e abusata”: “La troviamo in ogni prodotto, ma **se ne parla poco laddove può essere davvero differenziante**”. Secondo il manager, infatti, l**a dimensione generativa dell’AI è quella che può concretamente portare risultati in azienda**. “In questa fase le imprese vogliono capire la reale capacità-potenzialità dell’AI per aiutare la capacità di ragionamento e di sintesi delle persone. La domanda è in aumento non solo per la curiosità, ma in termini di applicazioni concrete nei processi”, ha detto Ferrando.

Da quanto illustrato, **ora gli investimenti sono orientati all’espansione dei modelli di Large language model (LLM)**; più difficile, invece, immaginare che cosa succederà tra 10 anni rispetto all’AI. Cimentandosi con la sfida, il manager accorcia l’orizzonte a due anni e con uno sforzo da ‘sognatore’ ha chiarito: “I**mmagino una società in grado di interagire con un’intelligenza che ci liberi da alcune attività**; in particolare penso a una società in grado di comprendere il fenomeno dell’AI e di saperlo gestirlo a livello culturale e sociale”. A proposito di quest’ultimo aspetto, **per Ferrando l’AI risente di alcuni messaggi della cultura di massa (libri e film)** che hanno puntato più sugli aspetti delle potenziali minacce che non sulle reali opportunità, da cui è poi nato un pregiudizio nei confronti della tecnologia. “C’è talmente tanto da fare ancora sull’AI che **parlare di etica rischia di far perdere un po’ il focus**, anche perché ci sono applicazioni rispetto alle quali questo aspetto è davvero poco rilevante, come nel caso dell’uso nel customer service”, ha concluso il manager.

Meglio sarebbe, invece, **concentrarsi sulla sicurezza della tecnologia**. Secondo il Report Yarix H1 2024, l’Italia resta ai vertici per gli attacchi informatici, come spiegato da **Mirko Gatto, Head of Yarix**. In particolare il manager ha evidenziato che il nostro Paese non solo è tra quelli più colpiti, ma è anche uno di quelli da cui partono sempre più attacchi. **Nel mirino ci sono soprattutto le aziende del Manifatturiero e del Fashion**; inoltre, stando ai dati del report, è emerso **il trend per cui ci sono imprese che sono ripetutamente attaccate negli ultimi tre anni**: un segnale, questo, che ha fatto emergere la grande capacità degli attaccanti e la non relativa evoluzione della capacità difensiva. Ma, ancora una volta, **sarà l’AI a giocare un ruolo decisivo, anche nella cybersecurity**. E i progetti realizzati hanno già dato risultati concreti con migliori protezione agli attacchi.
