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title: Sviluppare relazioni di qualità per lo Smart working
description: "Federico Amicucci racconta lo Smart working di Skilla: da noi funziona e non abbiamo problemi a trovare le persone."
featured_image: https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2024/10/Smart_working_skilla-1024x683.jpg
date: 2024-10-28
modified: 2025-09-09
author: Federico Amicucci
url: https://www.paroledimanagement.it/welfare-aziendale/sviluppare-relazioni-di-qualita-per-lo-smart-working/
categories: [Risorse Umane, Welfare aziendale]
tags: [Smart working, Benessere organizzativo, Conciliazione vita-lavoro]
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# Sviluppare relazioni di qualità per lo Smart working

![Smart_working_skilla](https://www.paroledimanagement.it/wp-content/uploads/2024/10/Smart_working_skilla-1024x683.jpg)

Sono un imprenditore che offre a tutti i collaboratori di Skilla, oltre 70 persone, la **possibilità di lavorare da casa in full Smart working**. Prima della pandemia, già offrivamo la possibilità di lavorare in **questa modalità per due giorni a settimana**; dal 2020, diamo la possibilità di farlo per il tempo che si desidera, con **l’obbligo di venire in ufficio solo quattro volte all’anno**. Tornerei indietro? Assolutamente no.

Molti contrari allo Smart working affermano che il **lavoro è fatto di relazioni**: sono assolutamente d’accordo, ma credo che questa sia una riflessione da approfondire. La storia ha dimostrato come tantissimi progetti rivoluzionari – in particolare nel mondo dell’open source come Wikipedia, gli Rss, e Linux – sono stati **costruiti da persone che non si sono mai incontrate**. Sarebbe riduttivo non riconoscere queste community come **veri team che probabilmente si sentono più attaccati al gruppo online che non all’azienda** per la quale lavorano ogni giorno. La collaborazione a distanza può essere altrettanto efficace e creare legami forti tra i membri.

Un altro aspetto da approfondire sullo Smart working riguarda la **qualità delle relazioni**: si potrebbe riflettere se la routine quotidiana dell’ufficio – con le sue riunioni continue a distanza e alcune dinamiche interpersonali non sempre sane – risponda davvero alle esigenze delle persone o se ci siano **modi alternativi per costruire relazioni di vero valore sul luogo lavoro**, indipendentemente dalla presenza fisica. Inoltre, è interessante notare **l’alta richiesta per le posizioni che offrono lavoro completamente da remoto**; è questo un segnale che molti professionisti cercano attivamente la flessibilità.

Infine, spesso contro lo Smart working si prendono in considerazione le** scelte di alcune grandi aziende nella Silicon Valley che hanno deciso di revocarlo**. Raramente si cita che queste decisioni siano guidate da motivi di real estate e un modo nuovo per gestire gli esuberi. **Questi orientamenti spesso sono stati associati a tagli verticali** fatti contemporaneamente alla decisione sull’assetto organizzativo del lavoro.

## Dal full remote non si torna indietro

Complessivamente, quando penso all’importanza delle relazioni sul luogo di lavoro, **non mi chiedo se lo Smart working sia deleterio per le relazioni**. Ciò che penso è che le aziende dovrebbero chiedersi che cosa devono fare per creare **momenti in cui le persone possano sviluppare relazioni profonde e di grande qualità**. Andare in ufficio tutti i giorni – o anche solo tre giorni a settimana – affrontando ore di traffico, sedersi alla scrivania, aprire il Pc e iniziare una video call non credo che sia la soluzione. Pur essendo convinto dei benefici del lavoro da remoto, riconosco che **non è una soluzione universale adatta a ogni situazione o azienda**.

Quello che posso dire è che **in Skilla funziona**. Organizziamo almeno quattro momenti all’anno in cui tutta l’azienda e i team si ritrovano in presenza in ufficio o in posti suggestivi. In questi momenti, **l’obiettivo è ritrovarsi e trascorrere intense occasioni di scambio e di relazioni profonde** che le persone possono ricordarsi per tutta la vita. **Lo Smart working va gestito**: tutti possono liberamente venire in ufficio o richiedere di avere una postazione in un coworking nella città in cui lavorano. Naturalmente, **è un processo che merita attenzione a partire dalle selezioni**, perché non tutte le persone sono adatte a questo stile di lavoro. Ci ritroviamo online con tutta l’azienda per 30 minuti ogni settimana e ogni team presenta un progetto a turno. Alcuni momenti di scambio informale che avvengono in ufficio, **se sei un’azienda *full remote*, devono invece essere pianificati e gestiti dai leader**. Inoltre, misuriamo il livello di engagement e di soddisfazione delle persone, per assicurarci che il modello continui a funzionare nel tempo.

Che vantaggi ha avuto per noi? **Non abbiamo problemi a trovare risorse**: da quando abbiamo inserito la dicitura di “lavoro full remote” nel titolo dell’annuncio, abbiamo moltiplicato fino a otto volte il numero di candidature ricevute. Ogni volta che incontriamo le nostre persone, **ci sorprendiamo dell’attaccamento all’azienda** e del sentirsi parte di un progetto e di una comunità. **Da oltre tre anni non abbiamo avuto neppure una dimissione volontaria** e abbiamo aumentato la produttività aziendale. **Non so se tutte le aziende otterranno questi enormi vantaggi**, ma noi non torneremo indietro.

Nel tempo, **abbiamo comunque dovuto gestire alcune criticità**: per esempio, abbiamo visto svilupparsi un grande attaccamento ai team prima che all’azienda e anche questo aspetto è stato gestito con una serie di iniziative. Ogni tanto qualcuno ci dice che **il lavoro da casa inizia a diventare pesante per questioni familiari**; in questo caso ci attiviamo subito per cercare un co-working. In generale, **non abbiamo visto un deterioramento nella qualità delle relazioni**, piuttosto abbiamo evidenziato un attaccamento all’azienda senza precedenti. Invece che concentrarci sull’adozione o meno dello Smart working, **le aziende dovrebbero chiedersi come creare momenti per sviluppare relazioni di qualità**.
