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sabato, 10 Ottobre, 2026

Ripensare l’impresa in ottica sociale

Alcuni manager europei hanno firmato un manifesto per un’organizzazione che si trasforma in ecosistema dai valori condivisi. Se le imprese vogliono opporsi al declino economico che persiste in Europa, e che non fa che acutizzarsi con la pandemia di Covid-19, devono ripensare il proprio ruolo nella società. È l’unico modo per garantire il futuro del […]
9 Novembre 2020
Di: Anna Lesnevskaya
9 Novembre 2020
Alcuni manager europei hanno firmato un manifesto per un’organizzazione che si trasforma in ecosistema dai valori condivisi. Se le imprese vogliono opporsi al declino economico che persiste in Europa, e che non fa che acutizzarsi con la pandemia di Covid-19, devono ripensare il proprio ruolo nella società. È l’unico modo per garantire il futuro del lavoro e della società stessa. Lo sostengono 50 dirigenti europei che hanno firmato un manifesto collettivo pubblicato in vista del NextGen Enterprise Summit, appuntamento in programma a Parigi il 26 e 27 novembre 2020. Secondo i firmatari dell’articolo, la parola chiave di questo cambiamento è “uberizzazione”, ossia una trasformazione della società ispirata al modello di business dell’azienda statunitense Uber, che fornisce servizi di trasporto attraverso un’applicazione. Vanno ‘uberizzati’ allo stesso modo il management tradizionale, la relazione con gli azionisti e il dialogo sociale. Solo così si potrà evitare l’approccio schizofrenico che ci porta a consumare, vivere e lavorare con prospettive diverse, sostengono gli autori del manifesto. Questa trasformazione dell’impresa passa dall’inclusione di tutti i soggetti interessati, con gradi diversi, nell’attività della compagnia. In questa ottica alla gerarchia di subordinazione si sostituisce la governance delle squadre agili. Si tratta di un team di ‘dimensione umana’ unito nella realizzazione di una missione collettiva, il cui lavoro è scandito da interazioni frequenti, brevi ed efficaci tactical meeting e dal rispetto dei ruoli assegnati. Il mansionario, i colloqui annuali, i manager dei manager diventano quindi pezzi da museo. Nel nuovo sistema ognuno ha un ruolo attivo, sviluppando la propria autonomia, responsabilità e leadership. I promotori del manifesto sono convinti che nel 21esimo secolo l’obiettivo principale di un’impresa vada al di là del profitto netto. I business hanno anche un ruolo come strumento di impatto sociale e ambientale e devono prendersi un impegno per conciliare i nostri ruoli di cittadino, dipendente e consumatore. All’epoca in cui l’informazione è di tutti, la trasparenza è l’unica via. La cultura d’impresa e i suoi valori porteranno alla creazione di un ecosistema che vada oltre i dipendenti e i membri dell’organizzazione e attiri potenziali nuovi collaboratori. Gli autori dell’articolo ritengono che questi profili fidelizzati saranno alla base del vantaggio concorrenziale dell’impresa di nuova generazione, insieme alla performance del modello agile e delle governance condivise. La conclusione cui sono giunti i firmatari del manifesto è che nella nuova concezione del lavoro si supereranno le vecchie dicotomie, come quelle che contrappongono azionisti e dipendenti oppure risultato finanziario e visione a lungo termine. Questo perché si tratterà di una visione del lavoro in cui la fiducia viene data a priori, come parte della responsabilità affidata a tutta la squadra. Fonte: Le Figaro

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