Skip to main content

Logo Parole di Management
sabato, 16 Maggio, 2026

Il Contratto di espansione verso l’aggiornamento proposto da PdM

Forse è stata una semplice coincidenza di carattere temporale. O magari una fortunata congiunzione astrale tra esigenze di carattere divulgativo e il calendario dei lavori in corso alla Camera dei Deputati sull’iter di conversione in legge del Decreto Rilancio. Oppure una consapevole e (ri)acquisita sensibilità da parte di chi sa che non potranno manifestarsi altre […]
11 Giugno 2020
Di: Giovanni Piccirillo
11 Giugno 2020
Camera_contratto_espansione
Forse è stata una semplice coincidenza di carattere temporale. O magari una fortunata congiunzione astrale tra esigenze di carattere divulgativo e il calendario dei lavori in corso alla Camera dei Deputati sull’iter di conversione in legge del Decreto Rilancio. Oppure una consapevole e (ri)acquisita sensibilità da parte di chi sa che non potranno manifestarsi altre concrete occasioni per rimettere sui binari giusti uno strumento pensato per favorire oculati percorsi di flessibilità e competitività per le nostre imprese. Quel che è certo è che tramite una nostra fonte, abbiamo saputo che l’articolo sul Contratto di espansione è arrivato sulla scrivania di esponenti della politica. La cronaca racconta poi che è stato dichiarato ammissibile l’emendamento presentato da alcuni membri della maggioranza di Governo proprio sull’ammortizzatore sociale sperimentale che sembrava essere inevitabilmente destinato al dimenticatoio e che, invece – incrociando le dita – potrebbe tornare presto a respirare aria di nuova e maggiore dignità. Venendo alla pura cronaca, l’emendamento è molto chiaro: attribuzione del carattere strutturale a far data dal 1 gennaio 2021; ampliamento della platea delle aziende potenzialmente beneficiarie, con la riduzione dell’organico ‘soglia’ da 1.000 unità a 500; e ruolo della gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali istituita presso l’Inps per i finanziamenti relativi alle riduzioni di orario con sostegno al reddito e alle indennità mensili per ‘accompagnare’ alla pensione il personale a non più di 60 mesi dal raggiungimento dei requisiti. Se già questo impianto passasse così come è stato proposto, ci troveremmo di fronte a una delle pochissime circostanze, correlate alla situazione contingente, in cui il Paese aprirebbe decisamente le porte a un concetto di prospettiva e di visione del futuro e non si dedicasse a una mera, complicatissima (per non dire impossibile) e infruttuosa gestione del presente. Semaforo verde, quindi, sotto tutti i punti di vista. Osando, contempleremmo, limitatamente allo ‘scivolo’ pensionistico, anche il criterio del gruppo di imprese, controllate al 100% dalla ‘casa madre’, per bypassare, ove non attuabile, la soglia minima di accesso al Contratto di espansione. Vittoria va cantata solo a emendamento approvato. Ma il segnale – anche solo per scaramanzia definiamolo tale – che arriva è inequivocabile e meritevole di attenzione.
Categoria:

Articoli correlati

VMware ha annunciato la nomina di Petra Heinrich Liedtke a Vice President, Partner & Commercial business, EMEA. Petra Heinrich Liedtke…
La catena di montaggio, tanto demonizzata dai film di Charlie Chaplin, può essere valorizzata attraverso i giusti processi. Quello della…
La pandemia di Covid-19 ha creato uno scenario di trasformazione e incertezza mai visto nell’era moderna, sia a livello personale che…
Il lavoro agile non consiste semplicemente in uno spostamento altrove del luogo della prestazione rispetto all’ufficio tradizionale. Si tratta…

46.000 persone

ricevono la Newsletter di Parole di Management