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giovedì, 5 Marzo, 2026

Il tempo della leadership

In giorni di polemiche nella politica italiana per il coordinamento contraddittorio tra Stato e Regioni durante l’emergenza coronavirus, risalta la storia di Gennaro Arma, il comandante della Diamond Princess che ha lasciato la nave per ultimo dopo aver fatto sbarcare tutti i passeggeri. La Diamond Princess è la nave da crociera colpita dal contagio del coronavirus […]
4 Marzo 2020
Di: AA.VV.
4 Marzo 2020
In giorni di polemiche nella politica italiana per il coordinamento contraddittorio tra Stato e Regioni durante l’emergenza coronavirus, risalta la storia di Gennaro Arma, il comandante della Diamond Princess che ha lasciato la nave per ultimo dopo aver fatto sbarcare tutti i passeggeri. La Diamond Princess è la nave da crociera colpita dal contagio del coronavirus che, con più di 700 casi, è rimasta ormeggiata a Yokohama, in Giappone, dal 5 febbraio 2020. Il comandante si è trovato a fronteggiare una situazione drammatica, la più difficile e inaspettata della sua carriera, mentre l’emergenza cresceva e i 3.700 passeggeri di 56 nazioni venivano contagiati ora dopo ora. Il ruolo del leader, in questi casi, è fondamentale. Sviluppo&Organizzazione ha ospitato un approfondimento su questo tema, che riproponiamo qui. È certamente difficile fissare l’attenzione su un tema, come la leadership, che ha la consistenza del continuo divenire, determi­nato in parte dalla natura stessa del mercato delle idee, in parte amplificato dal meccanismo della rete, ripro­dotto mimeticamente in ogni forma della ricerca, che impone una rapidità senza precedenti, che moltipli­ca le informazioni e che sembra essere una sorta di de­lega di memoria. È certamente difficile perché la sen­sazione che si ha, guardando al numero di nuovi con­tributi, al sovrapporsi di idee, all’alternarsi di mode neo­ spirituali o new-age con meno nuovi sforzi ingegneri­stici e tentativi piu hard e orientati ai risultati, la sensazione è quella di dover ricominciare  daccapo, ogni volta. Bisogna tener conto dei diffe­renti versanti dell’apprendimento (consolidare e con­dividere la conoscenza interna) e del cambiamento (sfi­dare lo status quo e promuovere la creatività; usare vi­sione strategica per motivare e ispirare), essere in sintonia con un’idea di leadership che si impegna ad es­sere empowering a tutti i livelli dell’organizzazione – esercitando flessibilità – e con un’idea di leader capa­ce di assumere i diversi ruoli di coach, information pro­vider, insegnante, facilitatore e supporter. La storia della leadership è rimasta invischiata, trop­po spesso, nella stasi che origina proprio dai manua­li di comportamento organizzativo e che le recenti (e meno recenti) rassegne di leadership hanno solo sa­puto imitare. Oggi siamo ancora sulla strada della lea­dership empowering ma ovviamente la riflessione non è giunta la termine: la ripetitività è parziale, la ridon­danza inevitabile ma circoscritta. Il cammino della leadership, secondo la prospettiva del nostro sguardo, non è che una tappa di un’avventura intel­lettuale che non ha ancora conseguito (come si dice) un traguardo di cui si possa dire di essere pienamen­te soddisfatti. Rinunciare alla memoria di questo per­ corso equivale a consentire che l’ombra della leader­ship continui a dettare le sua condizioni. Autori: Gian Piero Quaglino e Chiara Ghislieri
L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero 182 della rivista Sviluppo&Organizzazione. Per informazioni sull’acquisto di copie e abbonamenti scrivi a daniela.bobbiese@este.it (tel. 02.91434400)
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